Lavatrici

Oggi ho incontrato il mio “padrone di casa” (lo conosco da un paio d’anni, ma non ci eravamo ancora visti da quando mi sono trasferito qui), che è venuto a spiegarmi alcune informazioni, cose che, per lo più, sapevo già ma che è sempre meglio ribadire, nonché a prendere l’affitto dei primi due mesi.

Una cosa che differenzia il tipico appartamento italiano da quello svedese è che qui non serve acquistare una lavatrice: ogni condominio è dotato di una sala apposita, che contiene lavatrice ed asciugatrice (vi ci voglio vedere, a stendere la roba fuori d’inverno quando ci sono poche ore di sole e temperature rigide). Oggi mi ha fatto vedere dove è questa sala e le modalità di accesso e prenotazione: una semplice lista in cui basta segnare il proprio nome negli slot di tempo disponibili. Peccato che la lavatrice si fosse appena rotta: il condominio aspetta un rimpiazzo… speriamo che ci siano delle istruzioni in inglese!

David mi ha anche fatto notare (come se non me ne fossi già accorto) che le pareti sono molto sottili, e chi capiterà di sentire parecchio i vicini. Per fortuna, gli svedesi sono silenziosi e poco caciaroni.

Per il resto tutto a posto. In strada, quando porterò su l’auto, potrò posteggiare liberamente: c’è solo una limitazione per un solo giorno alla settimana, e solo d’inverno (immagino sia per l’eventuale passaggio di spazzaneve). Fra l’altro, parlando d’auto, avendo una targa estera sarò uno dei fortunati che potrà tranquillamente entrare in Stoccolma “città” (ricordo che io abito a Bromma), senza dovere pagare la tassa d’ingresso che spetta a chi non è, appunto, di Stoccolma città.  Personalmente, però, preferirò muovermi con l’ottima Tunnelbana, di cui, probabilmente, vi racconterò qualcosa domani.