Non sai mai come vestirti…

Piccolo aggiornamento veloce.

In Italia capita spesso di sentire la gente lamentarsi perché il tempo cambia spesso, soprattutto al cambio di stagione, fra una giornata e l’altra.

Qui spesso cambia continuamente nel corso di una stessa giornata. Cielo coperto (e la temperatura si abbassa notevolmente), pioggia, fine della pioggia, sole (e ti devi mettere in maniche corte), ritornano le nuvole, etc. etc. Più volte nel corso della stessa giornata.

Quando c’è il sole fa appunto caldo… anche la sera non ci sono troppi problemi a girare in maniche corte, a meno che non si alzi il vento. Ma quando si annuvola tutto, sono necessarie le maniche lunghe se non la giacca.

A volte mi sento un cretino, perché vado in giro col mio impermeabile western in pieno sole (ormai ero uscito di casa così), il più delle volte ho sempre la maglia a maniche lunghe nello zaino. Non si sa mai! 😀

Il corso

Come ho già detto, lunedì ho iniziato il mio corso di svedese presso la Folk Universetet.
È un corso privato, a pagamento e decisamente costoso (poco meno di 500 euro solo per la parte “A1”, la prima di sei), ma probabilmente l’unico modo, in questo momento, per fare una full immersion nella lingua.
Io ho deciso di fare la versione intensiva (ne esiste anche una ultraintensiva), che consiste in 5 lezioni alla settimana da due ore l’una, più un quarto d’ora di pausa. Durata totale, quattro settimane.
A frequentarlo siamo, se non ricordo male, in 14 persone, provenienti letteralmente da tutto il mondo: Italia (siamo in due), Iran, Khazakistan, Ukraina, Tailandia, Ungheria, Messico, Olanda, Kuwait, Belgio, Russia, Germania, Giappone.

L’ambiente è amichevole, e direi che, tutto sommato, siamo un buon gruppo. Nota di merito per la nostra insegnante Paula, che è davvero brava e simpatica.

Il corso è sicuramente intenso e faticoso: andare a lezione ogni giorno e poi dover dedicare almeno un’altra ora a ripassare, impazzire sull’irregolatissima pronuncia, e fare i compiti è sicuramente cosa impegnativa. Anche per i disoccupati come me. 🙂

La Folk, a livello di strutture, mi sembra un’ottima scuola, anche se ne ho potuto vedere solo una piccola parte. Validissimo il bar/mensa dove si possono mangiare prodotti organici a prezzi contenuti.

Per il futuro, conto di fare anche l’A2 e poi di mettermi a posto col permesso di soggiorno per seguire i corsi gratuiti statali, sicuramente meno validi ma decisamente più alla mia portata. Prossimamente vi aggiornerò sui miei progressi con la lingua, soprattutto al riguardo delle sconvolgenti acrobazie di pronuncia, sicuramente l’ostacolo più grosso per chi vuole imparare lo svedese.

Per il resto la vita prosegue regolari: mi è giunta però voce che la Swedbank permette di aprire un conto (non quelli online, però) anche senza avere il Personummer. È probabile che lunedi faccia un salto alla filiale di Brommaplan per verificare che sia effettivamente così…

Aggiornamento

Se qualcuno si sta preoccupando per la mia assenza, ci tengo subito a dirvi che sono vivo e sto bene!

Queste ultime due settimane sono passate senza troppi scossoni e mi sono quindi fatto prendere da una certa pigrizia nello scrivere: sono ancora in attesa del Personnummer, cosa che mi ha un po’ bloccato dal fare quasi qualunque cosa, e nulla di veramente interessante è successo fino a lunedi, giorno in cui ho iniziato il mio corso di svedese presso la Folk Universetet.

Nel frattempo ho iniziato ad andare in piscina, per fare la fisioterapia in acqua che mi serve per evitare troppi problemi ad un ginocchio un po’ malandato.

L’impianto è quello di Åkeshov, a due fermate di Tunnelbana rispetto a dove abito io. Finora, però, ci sono andato quasi sempre in macchina: visto che non avevo ancora fatto l’abbonamento mensile della metro (ci ho pensato lunedi) mi veniva più economico fare così.

La struttura è decisamente valida: oltre alla piscina, relativamente piccola ma comunque ben equipaggiata e pulita, contiene anche una palestra con attrezzature ginniche moderne.

Rispetto alle piscine italiane mi hanno colpito una serie di fattori:

  • il silenzio (tranne quando ci sono i bambini, chiaramente)
  • la differente concezione di igiene: nessun obbligo di indossare la cuffia, tutti che camminano completamente scalzi e senza ciabatte, dagli spogliatoi – dove non si può entrare con le scarpe – alle docce, alla sauna (sì, cosa meravigliosa, c’è la sauna interna!) fino al bordo della piscina. Nonostante ciò, nessuna sensazione di sporco, sarà che vedi passare gli inservienti a più riprese.
  • soprattutto, la differente libertà mentale. In alcune piscine italiane ti obbligano addirittura ad indossare il costume mentre fai la doccia… se lo facessi qui ti guarderebbero come un alieno. Ma la cosa davvero impensabile, per noi, è la questione bambini. Qui i papà si portano senza problemi i figli piccoli, maschi e femmine, negli spogliatoi e nelle docce maschili. E se, di primo acchito, fare la doccia nudo al fianco di una bimba in età prescolare ti crea un minimo di imbarazzo, per via di quello che ci “insegnano” da noi… appena ci pensi un attimo ti rendi conto che è la cosa più normale di questo mondo, e di quanti inutili bigottismi abbiamo dalle nostre parti.

Nei prossimi giorni (se riesco, domani o dopo) vi parlerò del corso di svedese, nel frattempo vi delizio con una chicca: oggi, al supermercato ICA sotto casa, ho visto una cosa talmente stupida che non ho potuto esimermi, nonostante le mie promesse, dal comprarla e provarla al volo. 😀

La Pizza al Kebab di ICA
La Pizza al Kebab di ICA!

Boh, devo dire che, nonostante i timori, è stata decisamente meno peggio di quanto pensassi… l’impasto non era peggiore di quello di una qualunque pizza congelata che puoi comprare in un supermercato italiano, e gli ingredienti del Kebab erano discreti.

Prima o poi dovrò venire meno al mio credo, e provare effettivamente a mangiare una vera pizza da queste parti. La settimana scorsa, gironzolando alla ricerca di un posto dove vedere Genoa – Odense, sono capitato al Cafè dello Sport gestito da un ragazzo palermitano di nome Toni. Mi ha assicurato che suo fratello fa la migliore pizza della città, quindi è possibile che, una sera, faccia un salto lì.

Tornando a cose meno facete, le giornate si stanno decisamente accorciando: il sole sorge ancora prestino (prima delle sei, presumo)  e tramonta ancora dopo che in Italia, ma la luminosità di un mese fa è giù un ricordo. Fra un mese scarso ci sarà l’equinozio, quindi la situazione sarà praticamente identica a quella dello stivale.

In compenso è degna di nota la costante mutevolezza del tempo in questo periodo: si passa più volte dalla pioggia (anche abbondante, come oggi) al sole nell’ambito della stessa giornata, con notevoli escursioni termiche. Per la serie “non sai mai come vestirti”…

Personnummer

Oggi sono andato in Skatteverket (gli “uffici fiscali”) per richiedere il mio codice fiscale (personnummer) svedese, necessario praticamente per qualunque operazione. So che, per soggiorni brevi, si può chiedere un codice temporaneo, ma la signora al banco delle informazioni (glaciale, ma esaustiva), mi ha consigliato di richiederne comunque uno definitivo.

Quello che mi ha davvero colpito è stato l’ufficio: un salone enorme di fronte alla Stazione Centrale (è la sede principale, ma ce ne sono altre in città), con tantissimi sportelli aperti nonostante un flusso di gente non particolarmente consistente. Insomma, non avevo fatto in tempo a compilare il modulo di adesione (molto semplice) che era già il mio turno. La signora al banco, lei molto cordiale, ha fatto velocemente il suo lavoro: una fotocopia del passaporto, un controllo veloce del modulo compilato e in un minuto avevo già finito. Questo non vuol dire, però, che io abbia già il mio codice fiscale: purtroppo i tempi sono lunghini e bisogna aspettare circa quattro settimane. Dovrò, quindi, rimandare l’apertura del mio conto in banca….

Oggi ho ricevuto un e-mail dalla Folkuniversitetet: sono stato messo in lista d’attesa per il corso di svedese cui mi sono iscritto (non mi è chiaro se sia pieno, o se, semplicemente, stiano aspettando di avere abbastanza persone). Questa sera ho mandato una mail per dare la disponibilità ad uno spostamento di orario per il corso del mattino (avevo scelto quello del primo pomeriggio), vedremo cosa mi rispondono.

Asciugatrice e lavatrice
Asciugatrice e lavatrice

Pomeriggio mi sono finalmente lanciato nell’avventura del bucato “condominiale”. La prima sorpresa è stata il fatto che anche l’asciugatrice è stata sostituita da una nuova di zecca, al posto del rottame precedente.
Un’occhiata veloce alle istruzioni che, anche se in svedese, erano davvero a prova di idiota. Per il primo carico ho impostato un lavaggio veloce (il timer sul display ti fa vedere quanto ci vorrà) e in quarto d’ora era finito. Mi ha invece sorpreso la durata della procedura di “asciugaggio”: mi aspettavo un tempo similare, magari di poco più lungo, e invece c’è voluta oltre un’ora. Era la prima volta in assoluto che maneggiavo un’asciugatrice. Per il primo giro sono stato tutto il tempo nello scantinato (giusto perché volevo assicurarmi di come funzionassero le cose) a leggere, ma per il secondo me ne sono tornato tranquillamente in casa: dubito seriamente che ci siano ladri di bucato da queste parti!

Guidare

Il grande prato dell'Hagaparken d'estate
Il grande prato dell'Hagaparken d'estate

Oggi Lupo, il mio amico che si è fatto la grande guidata con me fino a Stoccolma e che è stato qui qualche giorno in vacanza, è ripartito per l’Italia: trovo quindi il tempo di tornare a scrivere sul blog in maniera regolare.

In questi giorni passati ho fatto fondamentalmente il turista, rivisitando posti che avevo già visto o vedendone di nuovi.

In particolare mi ha davvero colpito l’Hagaparken, un gigantesco parco nel nord di Stoccolma, che rispetto all’inverno (c’ero stato lo scorso febbraio) cambia radicalmente atmosfera: da suggestivi scorci glaciali al rilassante verde estivo.

Rispetto al tipico parco italiano, la prima cosa che colpisce è il silenzio: oddio… il parco non era “esattamente” affollatissimo (molti Stoccolmesi erano via per le vacanze, altri erano nel grande parco di Djurgården), ma l’impressione è che qui si venga per stare a contatto con la natura e rilassarsi. Niente suonatori di bongo, musica a volumi alti, gente che urla dietro al pallone o altre aberrazioni simili.

Per il resto, pur da turista, ho ricominciato a calarmi nella realtà di Stoccolma, sperimentando finalmente la guida in loco.

Premesso che, come già detto in passato, dell’automobile si può fare il più delle volte assolutamente a meno (conviene utilizzarla soprattutto la sera se si vuole rientrare tardi evitando il taxi, a patto di non bere), guidare qui è un’esperienza decisamente rilassante.
All’inizio bisogna superare l’impatto del fatto che la città è pensata a misura dei pedoni, e capita quindi di essere spesso bloccati dai semafori rossi. Questi ultimi, nel caso di attraversamenti pedonali, sono tutti attivati a richiesta dalla persona, cosa che permette comunque di ottimizzare il flusso. Nel centro di Stoccolma, inoltre, le zebre senza semaforo mi sembrano essere decisamente più rare che dalle nostre parti.

Quando però ti abitui a questi ritmi, ti rendi conto che è tutta una pacchia: gli automobilisti sono parecchio disciplinati, e non ti sfrecciano attorno da qualunque lato; gli scooter sono rarissimi (ma le biciclette sono tante e bisogna imparare a rispettare le piste ciclabili, sia da automobilista che da pedone); guidando in autostrada non c’è chi cambia corsia come un forsennato o chi ti si incolla al culo a duecento all’ora lampeggiando come l’idiota che è.

Assolutamente suggestiva la quantità di automobili americane d’epoca: fantastiche Pontiac o Chevrolet di quaranta anni fa che ti passano a fianco quotidianamente, conferendo fascino ai momenti on the road.

La cosa era dovuta al periodo delle ferie, ma devo dire che domenica (ieri) ho potuto girare per il centro città (non la città vecchia, chiaramente) con assoluta libertà, anche  grazie al fatto che i posteggi non si pagavano: abbiamo letteralmente parcheggiato dietro all’Historiska Museet.
Una volta dentro, una gentile signorina alla reception non ci ha fatto pagare l’ingresso, dato che mancavano solo quaranta minuti alla chiusura. Abbiamo avuto modo di vedere velocemente l’esposizione vichinga e quella sulla preistoria.

Domani si ricomincia: il piano per la mattina è di fare un salto alla skatteverket per vedere di farmi assegnare un codice fiscale provvisorio e riprovare ad aprire il conto in banca. Nel pomeriggio farò finalmente il bucato nella nuova lavatrice condominiale (mi sono messo in lista), e poi, se faccio in tempo, vorrei provare a fare un salto in piscina per riprendere la mia attività natatoria (e fisioterapia acquatica per problemi al ginocchio).

Nel frattempo, oggi, mi sono iscritto ad un corso di svedese baso presso la Folkuniversitetet. Il corso dovrebbe iniziare il 24 agosto, per quattro settimane, cinque giorni alla settimana, dalle 12:15 alle 14:30. Totale: 4800 corone (470 euro).

Vasa

Prosegue l’appendice vacanziera della mia avventura svedese, che continuerà fino a lunedi, quando Lupo rientrerà in Italia.

Ieri, dopo aver fatto colazione in Drottningatan, siamo andati a visitare il museo del Vasa, la spettacolare nave da guerra affondata nel diciassettesimo secolo durante il viaggio inaugurale e ripescata nella seconda metà del ventesimo secolo.

Il Vasa è uno dei luoghi turistici più visitati di Stoccolma, e il motivo è evidente: la nave è davvero maestosa e magnifica, seppur evidentemente costruita male (è troppo stretta e con poco spazio per la zavorra, motivo per cui si è ribaltata dopo neanche un chilometro e mezzo di viaggio). Una visita al museo è obbligatoria per chiunque venga a Stoccolma.

Nell’attesa che si smaltisse la coda ne abbiamo approfittato di un tour completo su una barca di una delle compagnie di Sightseeing: nulla di particolare, ma, almeno una volta, va probabilmente fatto.

Arrivati!

Partiti da Malmö in mattinata, abbiamo affrontato un tranquillissimo viaggio sulle autostrade svedesi.

Tappe in un caratteristico autogrill/pescheria dalle parti di Ljungby (c’ero già stato l’anno scorso), a Linköping dove abbiamo pranzato insieme all’altro espatriato Stefano “Riff”, a Norrköping per una breve visita turistica e, infine, arrivo nel tardo pomeriggio in quel di Stockholm.

Il tempo di portare a casa i bagagli e di sistemare un po’ di cose, e poi siamo andati a cenare dal pub irlandese O’Connells nella città vecchia.

Abbiamo trovato una splendida serata di agosto, con tanta gente in giro e una temperatura mite. Poi, a nanna presto, che oggi porto Lupo a fare il turista per i luoghi più caratteristici della città.

A Malmö

Un altro aggiornamento flash: siamo arrivati a Malmö questa sera alle 21 circa, dopo una sosta di tre ore a Lubecca, e una pausa di circa un’ora prima di riuscire ad imbarcarci a Puttgarden.

Malmö, che già conoscevo benino, è sempre splendida, in questa bella serata di agosto anche più del solito.

Domani si riparte, probabilmente in serata saremo a Stoccolma.

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On our way

Siamo in viaggio e va tutto bene!

Questa notte ci siamo fermati a Werneck, piccolo e suggestivo paesino tedesco in prossimità di una centrale nucleare.

Se tutto va bene e non incontriamo grossi intoppi, già questa sera potremmo essere a Malmö.

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