Archivio Mensile: agosto 2010

Upplands Väsby

Väsby della regione di Uppland (ci sono altre Väsby, in Svezia) è una città da hinterland metropolitano, chiaramente in chiave svedese.

Distante circa 15-20 minuti in auto dal centro di Stoccolma, e circa 10 minuti dall’aeroporto di Arlanda, riesce comunque ad essere una realtà completamente autosufficiente: in Väsby ci sono aziende importanti (come la Siemens o la cioccolatiera Marabou), un grosso centro di business (Infra City), c’è uno dei più frequentati mall della nazione (Väsby Centrum), ci sono centri sportivi (fra cui le fantastiche piscine moderne di Vilunda), c’è davvero di tutto.
Il motivo per cui mi sono trasferito qui, in questa città da 35.000 abitanti patria degli Europe e di tanti altri rocker svedesi, è abbastanza semplice: la persona che sarebbe diventata mia moglie viveva già qui. In un primo momento mi sono trasferito da lei, poi abbiamo cercato una nuova casa assieme. Ho tenuto il vecchio appartamento in Bromma fino alla scorsa primavera quando, con un tempismo perfetto, io e David ci siamo sentiti per dirci che lui ne aveva bisogno e che a me non serviva più. Un po’ meno felice il mio amico Dario, che sperava di prenderlo in mia vece. :-D

Adesso abitiamo in una zona residenziale, composta da appartamenti/mini-villini a schiera, ognuno con il suo piccolo giardino. L’area dove sono gli appartamenti è chiusa al traffico, ma si può entrare con l’auto per operazioni di carico/scarico. Vicino a casa abbiamo il posteggio riservato, la sala della spazzatura, più alcuni servizi essenziali. Il negozietto all’italiana (latteria, panificio, fruttivendolo, drogheria, etc.) qui non è praticamente mai esistito e, d’altronde, va scomparendo anche in Italia: a pochi passi da casa abbiamo comunque un mini supermercato utile per prendere al volo quello che può servire in caso di emergenza. Vicino a casa, ci arriviamo anche a piedi nel caso, abbiamo anche due distributori di benzina (Statoil e OK/Q8) che sono aperti ventiquattr’ore su ventiquattro e che hanno, ognuno, un altro piccolo supermercato all’interno: se hai bisogno di carta igienica nel mezzo della notte non resti sprovvisto.

Väsby Centrum è leggermente più distante, ma comunque raggiungibile a piedi senza problemi: al fine di favorire la concorrenza ci sono due grossi supermercati (Coop ed ICA), cosa quasi impensabile per un centro commerciale italiano, dove gli spazi vengono dati in esclusiva. Ci sono poi tanti store vari, dall’elettronica al fai da te, dalle cartolerie/librerie all’abbigliamento dall’alcol (il Systembolaget di cui ho parlato in passato) a posti in cui mangiare.
Come già per i supermercati, si favorisce un regime di concorrenza: per questo ci sono due ottici, due farmacie (il sistema farmaceutico è stato liberalizzato da qualche mese), due cartolerie e così via…
Anche nella zona di Infra City ci sono negozi, store e ristoranti, mentre il centro “operativo” della città, con gli uffici e i servizi comunali è a due passi dalla stazione, nella via principale Centralvägen.

Per la vita serale non ci si può lamentare: ci sono parecchi pub e ristoranti di qualità, dove si mangia bene a prezzi accessibili. L’unico problema può essere fra la domenica e il lunedi, dato che chiudono, alla svedese, un po’ prestino. Per il resto, non ci si può lamentare.
Decisamente meno interessante la vita notturna (post 23), per cui conviene decisamente andare a Stoccolma. Quello che, mi si dice, era il locale più divertente di Väsby, il pub Magasinet è ora malfrequentato e malfamato, con la Polizia che deve intervenire spesso per sedare risse e problemi… e non sempre riesce a farlo!
In ogni caso, andare a Stoccolma non è un grosso problema: se proprio vuoi fare nottata bevendo (il limite per la guida è sempre molto basso), nel fine settimana si può tornare a Väsby con i frequenti bus notturni o con il taxi (con quelli “non proprio ufficiali” puoi concordare un prezzo abbastanza contenuto).

Non nascondo che il fascino della grande città, e di Stoccolma in particolare, mi manca un po’: soprattutto la comodità di avere la metropolitana e ritrovarti in pieno centro nel giro di pochi minuti, era una pacchia da poco. Devo dire però che a Väsby, per quanto non sia esattamente la città più affascinante del mondo, non si sta per nulla male. Fra l’altro, se ci si coordina bene con il sistema di autobus e treni, sempre eccellente, si riesce ad essere nella metropoli in 35 minuti, il che non è malaccio.
Il mio sogno, per il futuro, resta un appartamento in Södermalm ma, per ora, non ci lamentiamo.

La zona di casa

Infra City

È tornato l’autunno…

Dopo l’inverno più spettacolare della mia vita (circa quattro mesi di neve, ma è un anomalia anche da queste parti) e una primavera ed un’estate così e così (decisamente meglio l’anno scorso), è già tornata la peggiore stagione svedese, ovvero l’autunno.
Cielo spesso grigio, tanta pioggia, fa già freddo.

Il cielo sopra Upplands Väsby

Adesso si tratta solo di aspettare il ritorno dell’inverno, sperando che sia suggestivo come quello passato!

L’Eroe

Indovinate qual è, in Svezia, l’argomento sportivo del giorno (ma anche della settimana o dell’anno)?

 

Qui sarai un eroe

Ma chiaramente Zlatan… e, per l’occasione, il suo passaggio dal Barcellona al Milan!
Sportbladet, la Rosea svedese che esce con Aftonbladet, gli dedica le prime sette pagine del numero di oggi:per intenderci, il campionato svedese è in decima pagina (dopo la Premier).
Qui tutta l’operazione è vista con una certa rabbia nei confronti di Guardiola, che non è stato in grado di capire l’idolo nazionale e farlo rendere al meglio. La cosa è amplificata dal fatto che il Barça è adorato da queste parti, e il fallimento dell’avventura Catalana dell’eroe porta molti rimpianti.
Ma la mancanza di obiettività della stampa svedese nei confronti di Ibrahimovic ha davvero dell’incredibile: nella semifinale di Champions League contro l’Inter, quando Guardiola sostituì il suo centravanti, i telecronisti si chiedevano straniti e indignati se l’allenatore fosse impazzito e avesse deciso di non volersi qualificare, sostituendo il giocatore che, più di tutti, poteva segnare e ribaltare la partita.

Concludo con una chicca: la canzoncina Who’s The Man dedicata all’eroe nazionale! :-D

 

Comprare e vendere un appartamento

La scorsa primavera io e mia moglie abbiamo comprato casa, dopo avere venduto la sua: ho potuto quindi sperimentare il sistema di compravendita delle abitazioni, radicalmente diverso da quello all’italiana.
Innanzitutto, cambia parecchio se compri una casa indipendente/villino o se prendi un appartamento/ibrido (come abbiamo fatto noi): in questo caso, a differenza che in Italia, tu non compri l’appartamento vero e proprio, ma solo il “diritto a viverci” (bostadrätt), chiaramente ereditario e trasferibile.
Questo vuol dire che sarai comunque soggetto ad alcune condizioni nei confronti della società che gestisce l’area: ad esempio, ci potrebbero essere vincoli sull’affitto e, sicuramente, non potrai ristrutturare a piacimento gli interni dello stesso.

La società è generalmente un’azienda cooperativa (cosa che permette ai residenti di avere diritto di voto e di eleggere rappresentanti nel consiglio), ma può anche essere un’azienda privata tout court.
Quando andrai a comprare l’appartamento, dovrai quindi verificare quale sia, oltre al costo (cosa che vedremo in seguito), il “dovuto” (avgift) che dovrai versare mensilmente alla società: questo dovuto è, di fatto, l’equivalente delle nostre spese condominiali, spalmato mensilmente. Generalmente varia dal “normale” al molto caro. Può capitare infatti di comprare un appartamento grande e bello a un prezzo molto basso (rispetto a ciò che sarebbe in Italia), dato che è poco allettante per via di un avgift elevato. Il dovuto include anche le spese per acqua e soprattutto riscaldamento che, come potrete immaginare, non sarebbe altrimenti economico.

Un aspetto positivo di questo sistema è che il dovuto è praticamente fisso (non condizionato quindi dalle spese “straordinarie”), e che le società fanno spesso un buon lavoro nel reinvestire quanto guadagnato per lavori di ristrutturazione e per la manutenzione della propria parte di competenza (il che include le strade pedonali incluse nell’area, i parchi giochi per i bambini, le sale della spazzatura, etc. etc.).
Il fatto che l’avgift sia fisso rende anche più salutare l’ambiente, evitando di fatto le beghe condominiali all’italiana: il sapere che i soldi dovuti sono quelli, e che saranno utilizzati, tranquillizza tutti. Inoltre, a quel che ho capito (non ho ancora avuto modo di partecipare ad una delle riunioni), le assemblee dei residenti servono più a stabilire i rappresentanti (democrazia rappresentativa) che a prendere decisioni (democrazia diretta/partecipativa).

Veniamo ora all’acquisto/vendita veri e propri.
Generalmente vengono effettuati sempre tramite agenzia (non ho notizia di vendite dirette e non ho idea se siano possibili o meno) e, per lo più, tramite un sistema d’asta.
L’agenzia immobiliare si occupa di organizzare due presentazioni pubbliche dell’appartamento (generalmente una la domenica di giorno, l’altra di sera feriale), in occasione delle quali il venditore, se vive ancora nella casa, si premurerà di sgombrare alla meglio gli effetti personali e di sparire per qualche ora. Gli appartamenti vengono sempre venduti semi-ammobiliati: in particolare, gli elementi base della cucina (inclusi scaffali, fornelli, forno e frigo), ma anche certi armadi, vengono considerati come parte della casa e devono quindi essere inclusi nella cessione. Spetta, al limite, all’acquirente di sostituirli se non gli piacciono.

Le presentazioni sono aperte a chiunque voglia partecipare. In casi particolari, si possono organizzare presentazioni private per chi non possa partecipare alle due pubbliche, ma è raro che ti venga richiesto. In ogni caso, l’agente provvederà a prendere il numero di telefono di tutte le persone che si presentano e le contatterà nei giorni immediatamente successivi per verificare il loro interesse.

A questo punto parte l’asta, che è davvero emozionante sia nel caso di acquisto (e qui le emozioni non sono generalmente positive :-D ) che, soprattutto, di vendita. Il prezzo iniziale è più basso del valore reale dell’appartamento, ma sale abbastanza velocemente. L’asta viene gestita, nel giro di qualche giorno, in modalità varia: tramite sms, telefonata, internet… i partecipanti e il venditore ricevono una notifica tramite e-mail e/o sms ogni volta che arriva una nuova puntata.

Quando “ne rimane solo uno” e gli altri partecipanti si ritirano, si può procedere alla stesura del concordato preliminare nella sede dell’agenzia. Fino a questo momento, e fino alla prima firma, non c’è nulla di impegnativo: una persona si può ritirare anche dopo avere vinto l’asta, così come il venditore può cambiare idea o rifiutare un acquirente. Di solito, però, non accade.
Alla stesura del concordato, si deciderà entro quanto tempo l’affare dovrà andare in porto. Generalmente questo tempo è necessario a chi acquista per reperire i fondi necessari (magari vendendo a sua volta il proprio appartamento) e al venditore per trasferirsi in altro loco.
Già durante la presentazione pubblica venivano offerte ai potenziali acquirenti informazioni varie sull’azienda che gestisce l’area, ma, in questa sede, vengono dati tutti i dettagli al riguardo (bilancio, modalità di appartenenza, etc. etc.). Chiaramente, subito dopo la firma del concordato, l’acquirente deve versare una percentuale del totale.

Nel momento della firma definitiva, ti vengono consegnate le chiavi e il diritto di vivere nell’appartamento diventa tuo.
Nota ultrapositiva: non c’è alcun notaio di mezzo!
È l’agente immobiliare che si occupa di tutte le operazioni burocratiche, e il tutto è incluso nella quota a lui dovuta (che è anche bassina, rispetto ai prezzi delle agenzie italiane). L’agente, prima della firma, si occupa di leggerti il contratto, che è breve, semplice e scritto in uno svedese assolutamente chiaro ed antiburocratico, e si occupa di rispondere alle tue domande in caso di dubbio.

Se proprio volete saperlo, i notai esistono anche qui: hanno un ruolo più simile a quello di un rappresentante statale vero e proprio che non a quello dei Faraoni all’italiana. Il notarius publicus di Upplands Väsby ha il suo ufficetto in una piccola palazzina che condivide con una parrucchiera ed una manicure, non ha poltrone in pelle umana e ci ha chiesto tariffe “da marca da bollo” quando ci sono serviti dei documenti per il matrimonio in Italia… fate voi!

Quegli scandinavi dei Finlandesi!

Parliamo delle polazioni scandinave: gli Svedesi, i Danesi, i Norvegesi, i Finlan… Fermi tutti! :-D
In Italia (e non solo) abbiamo la visione di una Scandinavia molto allargata, che include Finlandia, isole Far Øer, Islanda, persino la Groenlandia…
Ecco: che non vi capiti mai di tirare fuori questo argomento quando parli con uno svedese, perché, alla meglio, ti prenderà per scemo, alla peggio litigherete.

La Scandinavia è composta da solo tre paesi (Svezia, Norvegia e Danimarca) ed è una vera e propria identità geo-social-politica.

Tutto il resto è qualcosa di diverso: qui li chiamano Nordens (i paesi del Nord), una comunità internazionale precedente all’Unione Europea, di cui ha anticipato molte delle tematiche. Il Consiglio Nordico dei Ministri ha perso oggi importanza rispetto al passato (soprattutto con l’adesione di Danimarca, Svezia e Finlandia all’UE), ma resta comunque un’entità politica rilevante.

Quindi non fate il mio stesso errore: è vero che molte di queste nazioni condividono un ceppo linguistico comune (non la Finlandia, però), è vero che i rapporti sono generalmente ultra-amichevoli ed è vero che il paese di Jari Litmanen, Mika Aaltonen, degli Hanoi Rocks e dei Nightwish occupa una piccola parte delle penisola scandinava ed è stato a lungo sotto la dominazione svedese… ma sulla Scandinavia non potete più sbagliare!

Tutto questo, sia chiaro, senza che da parte svedese (né danese o norvegese) ci sia alcun disprezzo o altro… semplicemente, vogliono che si chiamino le cose col loro nome.

Elezioni

A distanza di una vita, ho deciso di riprendere il blog.
Non vi sto ad annoiare con i motivi che mi hanno spinto a sospendere la scrittura, né ho la possibilità di ricapitolare brevemente tutto quello che mi è successo in questi mesi (e non è poco).

Contando nel fatto che le cose emergeranno nel corso del tempo, vi basti sapere alcuni aspetti fondamentali: sono ancora senza lavoro (e questo è il problema più grosso, attualmente), sono regolarmente registrato e con personnumer, mi sono trasferito ad Upplands Väsby (nell’hinterland di Stoccolma) e.. (shock!) mi sono felicemente sposato.

Comunque lo spirito di questo blog era di raccontare le disavventure di un Italiano che si trasferisce a Stoccolma, e da qui riprendo: aneddoti, differenze con l’Italia, problemi… cercherò di riportare le cose più importanti.

E cominciamo con qualcosa di fondamentale: il 19 settembre, per la prima volta, voterò in Svezia. Non essendo cittadino, non posso partecipare alle elezioni del parlamento, ma, essendo registrato, posso comunque partecipare alle amministrative (comune di Upplands Väsby e regione di Stoccolma).

Qui in Svezia l’Election Day è la norma: esattamente ogni quattro anni, si vota per tutto la terza domenica di settembre. La cosa è facilitata dalla stabilità del sistema, ma è sicuramente conveniente sotto ogni punto di vista. Se non si può votare nel giorno stabilito lo si può fare in anticipo in posti selezionati, mentre in caso di impossibilità per malattia o perché sperduti in qualche borgo rurale si può votare per delega o tramite corriere.

Al momento, in Svezia, c’è una maggioranza di centrodestra (composta da conservatori, cristiani, ma anche liberali), che probabilmente vincerà anche questa consultazione. Nel corso dell’anno, non si parla molto di politica, da queste parti: i giornali (tabloid “leggeri”), preferiscono occuparsi di cronaca o altro, e solo quando ci sono scandali o grossi problemi l’attenzione si rivolge ai rappresentanti del popolo. Insomma, le beghe da condominio all’Italiana sono nulle, e i partiti preferiscono lavorare sui contenuti. Quando le elezioni si avvicinano, ovviamente il tutto acquista molta più visibilità.

Oggi mi è arrivata la Röstkort, l’equivalente del vecchio certificato elettorale all’Italiana che ti arrivava a casa prima di ogni elezione. 
Viene indicato dove dovrò andare a votare (dietro casa, praticamente, e le modalità di voto). A differenza che in Italia, qui si vota mettendo dentro una busta un foglio prestampato con il nome del partito scelto e la lista dei candidati. La preferenza si esprime mettendo una croce sul candidato prescelto. Nel caso non fosse disponibile il foglio prestampato del partito (può succedere per le forze minori), si può utilizzare un apposito bollettino bianco e scrivere a mano il nome del partito e del candidato.

Sul sito ufficiale delle elezioni (www.val.se), c’è un documento con tutte le istruzioni: http://www.val.se/pdf/electionsinsweden_webb.pdf

Informazioni sulle elezioni sono disponibili in molte lingue: oltre all’Inglese, e i prevedibili Francese/Tedesco/Spagnolo ci sono Croato, Bosniaco, Serbo, Somalo, Julevsamegiella e åarjelsaemie (due lingue Sami, il vecchio “lappone”), Kurdo, dialetti Finnici, Polacco, Rumeno, Albanese, Finlandese, Turco, Russo e una serie di idiomi scritti in caratteri che non riesco ad identificare (vedi documento in allegato, per i curiosi). 
Indovinate quale lingua non è considerata neanche per sbaglio? :-D

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima di concludere, vi lascio qualche foto scattata in questi mesi da queste parti, giusto per farvi reimmergere nelle atmosfere scandinave.

Örkärssund PanoramaKairo in Upplands VäsbyBack to the Future... in Sweden!
Stortorget in Stockholm
Stockholm from Djurgårdsbron (Topaz simplify version)