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Dovere effettuato

Schede elettoraliSecondo le indicazioni della Farnesina, l’ultimo giorno utile per spedire le schede elettorali agli aventi diritto, da parte delle cancellerie consolari, era il 6 febbraio.
Conoscendo la celerità delle Poste Svedesi, che consegnano tutto in un giorno, se il plico non mi fosse arrivato ieri avrei cominciato a preoccuparmi. Anzi, in realtà, un po’ preoccupato lo ero già: solo di recente mi sono ricordato di comunicare il mio ultimo cambio di residenza e temevo che qualche intoppo potesse complicare le cose.
Invece la cancelleria di Stoccolma ha fatto (come al solito, devo dire) bene il suo lavoro e ieri sera ho trovato il plico nella cassetta della posta.
Rispetto all’ultimo Referendum, la mia prima occasione di voto all’estero, è cambiato molto poco: nella busta c’erano due fogli in più, con l’elenco dei candidati di ogni lista, uno per la Camera, l’altro per il Senato. All’estero, a differenza che in Italia, si possono esprimere le preferenze.

Per il resto, le regole sono le stesse.
Le due schede vanno infilate dentro una busta bianca anonima (tutto il materiale è contenuto all’interno del plico), ovviamente dopo avere apposto la propria indicazione di voto: questa operazione può essere effettuata con una biro nera o blu. Non serve, quindi, la matita copiativa!
Un foglio è composto dal certificato elettorale e dal tagliando elettorale: quest’ultimo, che è anonimo ma contiene un identificativo numerico, va ritagliato e infilato, assieme alla busta bianca, dentro la più grande busta beige preaffrancata. Il certificato va conservato.
Ieri sera ho effettuato al volo l’operazione e, a partire da questa mattina, il tutto è già in viaggio con direzione Stoccolma.
Curiosità: l’intera operazione si effettua tramite posta ordinaria. Non è (solo, immagino) necessità di risparmio ma, soprattutto, di protezione dell’anonimato di chi vota.
Pena invalidazione, sulle due buste non va apposto alcun segno, tantomeno l’indirizzo del mittente.

Auto = Bil

Fino a ieri, Malmö è stata graziata per una settimana abbondante da quella che, da queste parti, si chiama brittsommar, l’equivalente (anticipato di un mese abbondante) della nostra Estate di San Martino. In pratica, per un po’ di giorni, abbiamo potuto mettere da parte giacchette e camicie e tornare a girare in maniche corte. La pacchia sembra però finita, e la pioggia e la foschia di questa mattina non mettevano certo di buon umore, anche se poi la situazione si è parzialmente risistemata.

Il bel tempo, mi ha portato ieri a completare un’operazione che avevo lasciato in sospeso per qualche settimana, un po’ per pigrizia un po’ perché avevo bisogno di mettermi a trovare un’assicurazione: la “svedesizzazione” dell’auto.
Come qualcuno ricorderà, qualche mese fa avevo fatto richiesta di reimmatricolazione dell’auto: dopo avere pagato una tassa, mi è stato fissato un appuntamento per i primi di settembre presso un’autofficina.
Dato che quel giorno lavoravo, mia moglie si è occupata di portare la macchina per me: tutto è andato liscio, a parte il fatto che l’officina ci ha fatto pagare, e neanche poco, il controllo, mentre noi eravamo convinti che il costo fosse già coperto dalle tasse pagate.

In ogni caso le targhe nuove sono arrivate in tempi brevi assieme al libretto di circolazione svedese. Prima di montarle, ho però dovuto procedere a trovare un’assicurazione temporanea (a giorni mi arriveranno a casa le condizioni, avrò due settimane per disdirla nel caso non mi soddisfino), dato che quella italiana non sarebbe più valida.
Ieri abbiamo proceduto all’operazione di sostituzione vera e propria che, un po’ perchè non avevamo gli attrezzi giusti, un po’ perchè le vecchie viti erano completamente arrugginite, ha richieso molto più tempo del previsto. Comunque, ora l’operazione è conclusa, e la mia Ypsilon mostra orgogliosa la nuova targa con la piccola S bianca in campo blu.

Più complicata la questione della restituzione delle targhe italiane…
In pratica devo rispedire all’ambasciata italiana il certificato di proprietà (o foglio complementare che dir si voglia), le targhe vecchie e la ricevuta della tassa di radiazione.
Il problema è che, per un eccesso di zelo mio, avevo spedito il primo in versione originale al Transportstyrelsen, al momento di fare la richiesta di immatricolazione. Un paio di settimane fa li ho chiamati per chiedere se potessero farmelo riavere e la risposta è stata sorprendente: “certo, lo spediamo oggi stesso!”.
Quando, però, non finisci mai di stupirti di certe cose, ecco il pasticcio, per colpa delle solitamente impeccabili Poste svedesi. La lettera è stata spedita al mio indirizzo di Väsby, ma… invece di essere inoltrata all’attuale residenza di Malmö (servizio che pago), è finita all’abitazione estiva di alcuni miei vicini di Väsby, addirittura nell’isola di Öland! Loro, che gentilmente mi hanno contattato in mail, dicono di avere provveduto a farmela riavere, fatto sta che sono passati dieci giorni e non ce n’è ancora traccia…

Referendum: si vota!

Buste e schede

La settimana scorsa ero stato ancora all’Ambasciata per fare una procura al fine di vendere il mio appartamento a Milano (costo totale: 320 corone, molto meno di quanto prendono i notai in Italia).
Già che c’ero, ovviamente, ho chiesto una volta di più informazioni sul voto a distanza per il referendum.
Le risposte sono state ancora una volta nebulose (“dovrebbe poter votare, ma non lo sappiamo con certezza”), seguite da un ben poco rassicurante “Per questa votazione il Ministero dell’Interno ha deciso che prendono tutto in mano loro!”.

Dopo aver passato qualche giorno nell’incertezza, oggi la grande sorpresa: nella casella della posta c’era una busta inviata dall’Italienska Ambassaden. All’interno, le quattro schede referendarie, una busta beige preaffrancata, una busta bianca, un foglio di istruzioni e uno che contiene il certificato elettorale e il tagliando elettorale da ritagliare.
Le istruzioni sono molto semplici: devo votare con biro blu o nera sulle schede, infilarle nella busta bianca, infilare la busta bianca all’interno di quella beige assieme al tagliando elettorale e spedire tutto all’indirizzo prestampato. Il tutto deve arrivare entro il 9 giugno ma, con le Poste Svedesi, non dovrebbero esserci problemi.
Inutile dire che ho già votato e che al più tardi domani mattina provvederò ad imbucare la busta!
La mia prima volta da Italiano all’estero… sperando solo non sia inutile!

Un giorno

Questo il tempo che ci ha messo la mia tessera sanitaria ad arrivare a casa, dal momento della mia chiamata a Försäkringskassan.
Meno di 24 ore dopo, la carta era già nella mia cassetta della posta.
In effetti, questa è una cosa che non manca mai di sorprendermi della Svezia: quando richiedi carte o documenti, il tempo di consegna è davvero brevissimo. Merito di un organizzazione interna agli uffici davvero efficiente, ma anche delle Poste, che qui funzionano davvero e fanno quello che è il loro lavoro: consegnare lettere e pacchi.
Con le prime, in particolare, non ci sono davvero problemi: puoi stare matematicamente sicuro che, se le imbuchi entro una certa ora, arriveranno il giorno dopo (giova il fatto che il portalettere passa nel primo pomeriggio).
Per i pacchi qualcosina è cambiato: da qualche anno gli abitanti di Väsby si lamentano per la chiusura dei tre uffici postali e del fatto che ora tutto passi per l’ICA di Väsby Centrum, che si dice essere meno efficiente. Abituato però agli standard italiani, alle code dei nostri uffici postali, tutto però mi sembra una pacchia. I pacchi, in ogni caso, non vengono consegnati direttamente a casa, ma si viene avvisati e li si può andare a ritirare in giornata.
Gli uffici postali per pagare le bollette sono praticamente scomparsi: alcune banche hanno preso il loro posto (ma, se non sei loro cliente, la commissione agli sportelli è alta), anche se ormai quasi tutti pagano online dal proprio conto corrente.

Tessera Sanitaria Europea... Svedese.

E la tessera sanitaria? È semplice normale e anche un po’ bruttina, molto simile a quella che era il retro della mia, non più valida, “Carta Regionale dei Servizi” lombarda: ci sono nome e cognome, personnummer, data di nascita e qualche altro dato vario. La banda magnetica è sul retro della carta, che invece contiene informazioni su quali siano i diritti, all’estero, per il possessore della carta.
Ora speriamo solo di non doverla mai usare! :-D

Colazione e posta

Lo sapevo già, ma cosa che costa decisamente di più che in Italia è la colazione al bar: 5 euro per un caffè, più un paio di biscottoni non è cosa da poco. Da domani, la si fa a casa.

Oggi ho avuto la mia prima esperienza negativa svedese: pensavo di aprire una casella postale per avere un indirizzo fisso di riferimento per farmi spedire la roba ma ho scoperto che qui, a differenza che da noi, solamente le aziende possono aprirne una. È possibile/probabile che nei prossimi mesi mi apra una “partita IVA svedese”, quindi la casella potrebbe essere solo rimandata. Sicuramente, però, questo piccolo intoppo mi ha fatto ritardare l’apertura del conto corrente bancario, dato che devo vedere se il titolare dell’appartamento mi autorizza a fornire il suo indirizzo come riferimento (immagino di sì, ma è sempre meglio chiedere).

Prima di rientrare a casa, avevo la necessità di stampare un foglio di carta che mi servirà questa sera. Non avendo con me una stampante, e non conoscendo un internet cafe che permettesse di farlo, ho utilizzato l’arte di arrangiarsi tipicamente italiana. Sono andato in un hotel che ho frequentato spesso, e che so avere un “business center”, e, con molta nonchalance, dopo aver preso un caffè al bar, sono andato a stamparmi quanto mi serviva. Prometto che non lo farò più. :-D

Al rientro, sono passato al supermercato vicino a casa, dove ho comprato l’essenziale per sopravvivere nei prossimi giorni. Regola numero 1: quando ci si trasferisce in una casa nuova, prima di andare al bagno, assicurarsi che ci sia la carta igienica.

Questa sera, Deep Purple a Västerås… ma questa è un’altra storia.