Un party finito male

In acquaUno dei sogni del benessere alla svedese è la villa, la casa con giardino, indipendente dalla logica degli appartamenti. Qualcuno, però, non si accontenta di una banale casetta, ed ecco che, nel tempo, hanno preso piede le husbåt, vere e proprie zattere abitabili che si possono trovare in alcune zone suggestive.
Ci sono più compagnie specializzate nella costruzione di questo tipo di abitazioni, come Aquavilla, Bomarine, MMH ed altre ancora. Non ho idea di quali siano i prezzi, ma immagino che, oltre al costo di zattera + prefabbricato, magari non altissimo, ci sia da aggiungere mensilmente il noleggio del “posto barca”.
Una cosa di cui non ci si deve dimenticare, però, che queste case sono pur sempre zattere galleggianti, e non si può pensare di farci liberamente quello che si pare.
A Malmö ci sono c’erano tre di queste abitazioni in un canale della bella area di Västra Hamnen. Viste da fuori, queste tre ville d’acqua – a differenza di altre – non sono particolarmente belle. Anzi… personalmente le ho sempre trovate decisamente brutte, un pugno nell’occhio in una zona davvero speciale. Pare che, però, all’interno, i prefabbricati abbiano tutti i confort, mentre la posizione è sicuramente suggestiva.

Sabato sera qualcuno ha pensato bene di organizzare una festa con quarantadue invitati nella propria abitazione. Già in passato i signori in questione avevano costruito una terrazza non autorizzata sul tetto del prefabbricato (che dovrebbe essere off-limits) mentre, per l’occasione, hanno pensato bene di installare una tensostruttura sulla terrazza stessa, per tenere al riparo gli invitati.
Alle otto e venti di una sera piuttosto fredda e ventosa, la husbåt, che stava lì dal 2005, ha iniziato ad inclinarsi velocemente, ribaltandosi in pochi secondi e scaraventando tutti gli invitati in acqua o intrappolandoli al suo interno. Momenti di panico totale, ma i soccorsi sono stati immediati: solo otto persone sono dovute andare all’ospedale e solo una di queste ha riportato ferite serie. Quello che poteva essere un disastro, sembra essersi risolto senza troppe conseguenze.

Le altre due abitazioni
Le altre due abitazioni
Altra cosa, ovviamente, è il discorso economico: il problema per i proprietari della casa-barca è che difficilmente, viste le circostanze e le decisioni prese, l’assicurazione rimborserà loro la perdita dell’abitazione. A questo si aggiunge un’ulteriore beffa: lo Stato copre le spese di recupero di eventuali automobili o abitazioni (in un mondo di prefabbricati non è ipotesi rarissima) finite in acqua, ma non quello delle barche. E l’abitazione in questione è, a tutti gli effetti, una barca: se non saranno accertate responsabilità del costruttore/installatore i proprietari dovranno quindi sgombrare il canale a spese proprie.
Inutile dire che, adesso, l’attenzione si concentra sulle due abitazioni restanti, i cui proprietari, evidentemente, dormono ora notti meno tranquille: dovranno essere fatti studi di stabilità ed accertate eventuali infrazioni. Guardate bene: una delle due case ha una terrazza sul tetto…


Aggiornamento!
Pare che il proprietario della casa fosse all’estero, quando è successo il ribaltamento. La husbåt era regolarmente affittata, e sono gli inquilini i responsabili del disastro. La loro assicurazione dovrebbe coprire i danni agli invitati, quella del proprietario dovrebbe (sempre se non farà obiezioni per la terrazza e la dinamica degli eventi) rimborsare l’abitazione. Un gruppo di volontari, senza alcuna certezza di compenso, si occuperà della rimozione dell’abitazione.