No, non è un complotto

Questo articolo del Post spiega ottimamente perché le politiche svedesi sul Coronavirus non stiano funzionando. Il pezzo racconta molto bene come, a paragone dei paesi vicini (gli unici cui si possa paragonare, per questioni demografiche, culturali e sociali), la Svezia stia andando malissimo.

Ovviamente, le reti sociali sono però ovviamente strapiene di rincoglioniti che immaginano complotti inesistenti, che si inventano giornalisti al soldo di Conte per certificare la validità delle scelte del governo italiano e denigrare la libera Svezia.

Uno dei video che gira più spesso è quello di un presunto giornalista di un sito complottaro che paragona la curva del grafico svedese a quella italiana. Peccato che il tipo non consideri assolutamente due fattori e non sia assolutamente in grado (o non abbia intenzione di farlo) di capire i numeri svedesi.

Esattamente come per la prima fase, la seconda ondata è arrivata in ritardo rispetto all’Italia. Ed è arrivata sul serio.

Il secondo fattore è che in Svezia i numeri arrivano spesso in deciso ritardo, e che quindi non si possono considerare attendibili quelli degli ultimi 10-15 giorni.

Questa animazione fatta la scorsa primavera mostra come la curva dei decessi tenda, in in un determinato momento, ad apparire molto più piatta di quanto non sia in realtà. Una volta che i numeri siano arrivati e siano stati inseriti nel giorno giusto (fenomeno che qui si chiama eftersläpning, ovvero rilascio ritardato), ecco che la situazione per lo stesso giorno apparirà molto diversa.

Chi, come il sottoscritto, ha guardato i numeri quasi quotidianamente sa che in determinati periodi l’inattendibilità dei dati è arrivata a quasi tre settimane.

Dire che non c’è una seconda ondata, perché si guardano i dati delle ultime due settimane e sembrano piatti è semplicemente incapacità di guardare i dati conoscendo il loro contesto. O malafede.

Con queste premesse, è molto probabile che una proiezione credibile dei dati attuali dei decessi sia quella di questo grafico.

Per quanto riguarda la psichiatra italiana che lavora a Stoccolma, vorrei ricordare quegli “illustri” medici italiani che parlavano di virus clinicamente morto, o stupidate del genere. Non commento.

L’articolo di Expressen sulla seconda ondata mostra una situazione decisamente più tragica e realista. Fatevi un favore, usate Google Translate e leggetelo. Il link è questo.

Se poi pensate che i giornali italiani siano al soldo di Conte, devo dedurne che dobbiate pensare la stessa di cosa di quelli svedesi, ogni volta che appare una dura critica alla strategia locale. La lunga mano del Presidente del Consiglio ha dell’incredibile!

Per diversi mesi Folkhälsomyndigheten e l’epidemiologo di stato Anders Tegnell hanno detto di non credere ad una seconda ondata. Ora crescono il numero dei morti e la pressione sulla sanità, mentre la capacità di fare test ha raggiunto il limite in diverse parti del paese. Responsabili della sanità e politici ritengono cue gli errori di valutazione dell’autorità abbia influenzato la loro capacità di essere preparati e la volontà degli svedesi di seguire le restrizioni.


La strategia svedese non protegge i più deboli


La strategia svedese non regge più.


Critica contro la Svezia. Tattica sbagliata – ci sono stati più morti


Insopportabile, poi, leggere da parte di chi la Svezia l’ha vista solo col cannocchiale, celebrazioni di una sanità che è in realtà molto carente (scarso accesso ai medici, personale sovraccarico di lavoro, pochissimi letti d’ospedale, pochissimi esami preventivi) e del senso civico degli svedesi, quando ancora adesso nessuno è in grado di quantificare esattamente quanti non seguano le raccomandazioni di FHM (ancora di recente ho visto girare da parte di medici cifre a caso fra il 20 e il 50%), dato che non esiste alcun numero attendibile al riguardo.

Quindi, per tutti quelli che si augurano una strategia alla svedese in Italia, una bella domanda: se una strategia si rivela la peggiore possibile in una regione (il nord Europa) dove, per questione demografiche, culturali e sociali, è più “facile” contenere il virus… quanto bisogna essere cretini per pensare di poter proporre la stessa strategia in una regione in cui è più complicato farlo?

(e, sia chiaro… tutto questo senza esprimere alcun giudizio di merito su quanto si sta facendo in Italia)


Nota: questo articolo vi è stato offerto da un assegno pagato dal Presidente del Consiglio Conte.

6 pensieri riguardo “No, non è un complotto

  1. Quello che vorrei davvero capire e’ quali siano alla fine i risultati economici con questa strategia svedese. Come premessa, a titolo di confronto posso analizzare la situazione in una citta’ come Londra. Prima del covid c’erano decine di attivita’ culturali e professionali ogni giorno, poteva essere definita la capitale culturale d’Europa. Invece nel periodo maggio-ottobre (ho evitato volutamente di prendere in esame i periodi critici), causa forse le restrizioni piu’ stringenti d’Europa, si e’ arrivati letteralmente al Far West, e addirittura Milano era piu’ movimentata.

    Ebbene, quando i critici britannici (complottisti o seri) elogiano la Svezia, l’unica cosa che riesco a vedere dalle immagini e’ lo struscio su Drottingatan, rigorosamente senza maschere, o al massimo qualche cabaret da due soldi con la gente seduta al tavolo. Questo apparentemente potrebbe mostrare una vivace attivita’ economica. Ma chiedendo in giro un po’ qua e la’ su vari gruppi di discussione, la risposta piu’ comune e’ che la gente continua a lavorare da casa, anche piu’ che in gran parte d’Europa, che la maggior parte degli eventi e’ stata annullata o fatta su internet, e che anche l’Italia al confronto, durante l’estate, si e’ “impegnata” di piu’ a provare a ripartire. Se le cose fossero davvero cosi’ mi sembra sinceramente la stessa situazione di Londra (che e’ costata venti punti di PIL), dove l’unica differenza sono la mascherina e le eventuali vittime del Covid.

    Secondo me l’aspetto cruciale e’ proprio questo: se per lasciare tutti liberi si chiudono comunque cultura e attivita’ professionali, le morti del Covid sono state del tutto vane. Ma ancora ho difficolta’ a capire quello che sta succedendo veramente.

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  2. Se per caso al Presidente del Consiglio Conte avanza un altro assegno, io sono disponibile.
    Tutto quello che riporti e’ giusto con alcuni distinguo, il primo e’ tasso di mortalita’.
    Non lo ritengo corretto in termini ne di numeri ne di crescita, solo le prossime settimane diranno il suo andamento, oltre tutto come tutti sanno i numeri ufficiali in Svezia sono particolarmente diligenti a riportare i morti (nella categoria vengono inseriti anche i morti per altre cause che risultano asintomatici), ma questo come sai e’ gia’ stato discusso molte volte.

    Il secondo e’ il giudizio sulla sanita’ Svedese, vivo come sai a Lund (che forse e’ un’isola felice), ho una moglie che e’ una categoria a rischio ed anch’io qualche problemi lo ho eppure ho sempre ricevuto tutto quello che mi serviva in termini di visite, analisi, trattamenti e piu’ in generale trattamento, volendo se faccio un paragone con la mia esperienza Italiana a Bergamo per avere lo stesso servizio dovevamo andare privatamente.

    Ho mia cognata che lavora in uno dei grandi ospedali di Stoccolma e per la mia esperienza familiare mi sento di dire che forse la Sanita’ Svedese non e’ la prima al mondo ma sicuramente non e’ “molto carente”.

    Aggiungo che secondo me il 30% della popolazione ha seguito le indicazioni del governo, ritengo che ci siano delle responsabilita’ da parte del governo e della popolazione in generale, sarebbe bastato introdurre alcune piccole limitazioni (l’uso delle mascherine per esempio) e delle reali limitazioni relative ai punti di incontro (Pub e bar) per avere dei risultati molto ma molto superiori a quelli attuali.

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    1. Sulla sanità svedese sono magari severo, ma resto convinto che non sia all’altezza di un paese che per molte altre cose è a livelli di eccellenza.
      Non so come tu possa considerare Lund un isola felice: da quando l’ospedale si è fuso con Malmö è un disastro, con tempi di attesa lunghi e personale super stressato. Quando ho avuto bisogno di qualcosa di veloce sono andato ad Ystad.

      Per il personale, ecco un esempio del 2019.

      https://www.vardfokus.se/webbnyheter/2019/juli/uttrottade-sjukskoterskor-i-lund-sager-upp-sig/

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