Treni e mezzi pubblici

Il treno appena arrivato

Uno dei primi paragoni che mi viene da fare fra Stoccolma e il sud è quello relativo ai mezzi pubblici.
Nonostante sia affidato a società diverse (nella capitale, la potente Storstockholms Lokaltrafik, qui Skånetrafiken, che coordina compagnie differenti), il servizio dei treni offre un livello qualitativo simile: la maggior parte dei convogli è in orario, non è infrequente qualche leggero ritardo (la Svezia non è la Svizzera), mentre più rari, e generalmente legati a guasti o intoppi seri, sono i ritardi superiori ai 5 minuti o le cancellazioni. Le corse, soprattutto sull’asse Malmö-Lund sono comunque talmente frequenti da mettere generalmente, al riparo da situazioni antipatiche, quantomeno se non ci si aspetta di arrivare all’ultimo secondo.

L'Öresundståg è il treno che porta in Danimarca, ma è anche molto utilizzato sulle tratte locali.

Fa sempre piacere notare la cura delle vetture: confortevoli, ci sono sezioni specifiche per biciclette, per chi ha bisogno di viaggiare con animali, e ci sono anche sezioni “mute” per chi si vuole godere il viaggio in silenzio, senza essere disturbato dal chiacchierio altrui o dallo squillare dei cellulari.

Pur viaggiando sempre in ora di punta, non mi è ancora capitato di restare in piedi: persino nei giorni del Malmöfestivalen, che attira sempre tante persone in città, ho sempre trovato il posto a sedere.

 

Il "4" a Lund, in un normale giorno lavorativo: completamente vuoto o quasi!
Per gli autobus la situazione cambia di poco: generalmente poco affollati, frequenti e comodi, offrono ben altra qualità del servizio rispetto ai loro cugini italiani. Curiosamente, però, qualcosa di strano succede sul numero 4 che mi porta dalla Stazione Centrale di Lund al lavoro e viceversa: se al mattino il servizio è sempre puntuale, al pomeriggio non ha mai rispettato una volta l’orario previsto, e l’arrivo in stazione per il rientro è sempre un’incognita. Nulla di cui lamentarsi, visto che l’autobus è sempre vuotissimo e quindi comodissimo, e comunque i treni per il ritorno a Malmö non mancano.
Insomma, nulla a che vedere con le peripezie cui sono sottoposti i pendolari italiani, a partire dalla puntuale e tragicomica segnalazione “il treno taldeitali non è stato effettuato” (ovviamente annunciata sempre all’ultimissimo minuto, anche quando l’informazione avrebbe dovuto essere disponibile da tempo).

Tutto il sistema, è, come dicevo, coordinato da Skånetrafiken, che si occupa anche di biglietti ed abbonamenti: il costo di questi ultimi è un forte elemento di differenziazione rispetto a Stoccolma. Mentre nella capitale si paga una quota fissa (690 corone) per girare in tutta l’estesa contea, qui il sistema è modulare, e si può andare dalle 310 corone (una zona) alle 1060. Io pago esattamente come a Stoccolma, ma sono più limitato nei movimenti, visto che posso utilizzare l’abbonamento solo ed esclusivamente nelle 6 zone che riguardano il mio percorso.
Fino a giugno si potevano comprare i biglietti direttamente sull’autobus, ma ormai vale la regola del kontantfritt: si può salire sul mezzo solo avendo già un biglietto, che si può comprare presso certi rivenditori, via sms, oppure utilizzando le carte prepagate ricaricabili JoJo (che offrono uno sconto del 20%). Se viaggiate con un parente o un amico, potete acquistare i biglietti Duo, che permettono di avere ulteriori sconti. In giro per Malmö ci sono persino le pubblicità che ti invitano a trovare un compagno di viaggio direttamente in stazione, al fine di risparmiare soldi (soprattutto in caso tu vada a Copenaghen, visto che il costo non è proprio irrisorio)! In compenso, ottima cosa durante l’estate: per due mesi, dal quindi giugno al quindici agosto, si viaggia in tutto lo Skåne per 450 corone complessive, un prezzo davvero irrisorio rispetto al resto dell’anno.

Un treno "non effettuato" può capitare anche qui... ma è raro!

Lost & Found

Questa mattina ho involontariamente deciso di separarmi dal mio solitamente inseparabile Cybook Gen3, dimenticandomelo sull’autobus a Väsby.
Appena resomi conto della situazione, ma già sul treno per Stoccolma, chiamo sconsolato mia moglie, chiedendole di verificare qual è la procedura per gli oggetti smarriti. Lei è molto più ottimista di me, e mi dice che chiamerà l’apposito ufficio.
Ormai convinto di dover dire per sempre addio al mio lettore di e-book, mi abbandono allo sconforto dell’informatico privato del suo giocattolino tecnologico e del suo contenuto narrativo-letterario (ma questo è un problema relativo, dato che, da informatico serio, ho il backup).
Nel pomeriggio sento mia moglie, e lei mi conferma di aver telefonato subito: i tipi di Arriva (la compagnia britannica che ha in gestione il traffico bus dalle parti di Väsby in collaborazione con SL) le hanno detto di aver preso nota di tutto e che, se lo troveranno, richiameranno. Continuo a non illudermi.
Intorno alle 16:30 mia moglie riceve la fatidica telefonata: il piccolo è stato trovato e mi aspetta nella rimessa di Märsta/Arlandastad… devo solo andarlo a prendere.
Sono appena rientrato a casa felice, contento e letteralmente stupefatto. Avete mai dimenticato qualcosa su un autobus in Italia?

Ho vissuto abbastanza da vedere anche questo

Arriva il treno

La grande nevicata che mette completamente in ginocchio la grande organizzazione stoccolmese.
Nelle ultime 24 ore ne è venuta tanta da farci ritornare ai livelli dicembrini e questa notte è stata particolarmente intensa.
Il tragitto casa-fermata del bus l’ho fatto, in alcuni momenti, con la neve quasi alle ginocchia.
L’attesa per il 565, che mi avrebbe portato diritto alla Folk Universitetet, è stata eterna: dopo quaranta minuti di nulla (in cui era peraltro impossibile reperire info tramite l’applicazione mobile dell’SL) mi sono arreso e ho deciso di tornare a casa, prendere l’auto e dirigermi lentamente alla vicina stazione ferroviaria di Rotebro.
Anche lì, arrivato alle 8:25, poca fortuna: il pendeltåg delle 7:35 era in clamoroso ritardo, e non sarebbe arrivato prima delle 8:58.
Come se non bastasse, dopo solo due stazioni il treno si è dovuto fermare per un quarto d’ora circa, perché qualcuno si è fatto/sentito male rendendo necessario l’arrivo di un ambulanza. Dopo essere stato in piedi in un treno insolitamente affollato (quanto un autobus genovese in qualunque giorno feriale), ho quindi deciso di scendere a Karlberg, farmi altri 500 metri sotto la neve, e prendere la metro fino alla scuola. Alla fine, sono arrivato in ritardo di quasi due ore rispetto al solito…

Il treno pieno
Una strada a Stoccolma