Cose calcistiche genovesi in Svezia

I "grifoni del Doria"?

I “grifoni del Doria”?

Qualche anno fa ho scoperto, non senza una certa sorpresa, che in Svezia esiste la squadra dell’Andrea Doria. Per chi non lo sapesse, l’Andrea Doria originale è una società di ginnastica genovese: dalla sua costola calcistica nacque nel 1946, a seguito della fusione con la Sampierdarenese, la seconda squadra cittadina.
Da parte di chi gestisce la squadra svedese c’è forse un po’ di confusione: il logo storico, con un bel grifone in mezzo, è decisamente più vicino all’iconografia del Genoa, la più antica squadra d’Italia, che non a quello dei cugini, e anche la seconda maglia della squadra ricordo molto una vecchia divisa d’allenamento genoana. Anche il logo attuale contiene un grifone (animale simbolo di Genova), ma è più personale. C’è da dire che leggere “Andrea Doria – Stockholm” equivale un po’ a leggere “Titanic – Iceberg”, ma questo è un altro discorso.

Dignatà

Dignatà

Fatto sta che ho scoperto oggi (ma forse me ne ero dimenticato) che esiste anche la squadra calcistica della Sampierdarenese e, a questo punto, comincio sentirmi circondato…

Sampierdarena, quartiere di Stoccolma?

Sampierdarena, quartiere di Stoccolma?

Forse dovrei attivarmi per fare partire veramente il mio progetto, mai decollato, di Genoa Club Sverige. Chissà…


Aggiornamento del 22 agosto. Pare che la Sampierdarenese sia anche venuta in pellegrinaggio…

2016-08-22 08_23_32-Le scuderie dell'astronauta – Google Maps

Cose che in Italia non succedono 

Foto da Wikipedia di Frankie Fouganthin, rilasciata su licenza CC

Foto da Wikipedia di Frankie Fouganthin, rilasciata su licenza CC

Dopo una serata a Copenaghen, al suo ritorno in Svezia, il  ministro dell’istruzione Aida Hadžialić viene beccata alla guida dalla polizia con una percentuale di alcool troppo alta nel sangue. Il valore è lo 0,2 ‰, esattamente la quota limite per cui già si viola la legge svedese sulla questione. 

Il giorno dopo (oggi), il ministro si dimette. Impensabile da altre parti. 


Aida Hadzialic (S) körde bil med alkohol i blodet – och togs av polisen för rattfylleri. Nu avgår hon som gymnasie- och kunskapslyftsminister. – Jag vill ta ansvar för det jag har…

Source: Ministern togs för rattfylleri – avgår | Nyheter | Aftonbladet

Derby

Oggi piccolo “derby” personale, per i campionati europei di calcio. Partita vista in ufficio, in una sala conferenza con due schermi, proiettore e poltrone ultracomode: perché, sfatiamo un luogo comune, non è solo in Italia che ci si ferma per il calcio. Inutile dire che ero circondato (eravamo in tre persone a tifare azzurri, contro il resto dell’ufficio), ma, comunque, tutto è andato tranquillo. Gli Svedesi vivono le partite in maniera molto più tranquilla degli italiani: nessuno che sbraiti contro lo schermo, insulti i giocatori, o quant’altro. Tutti calmi e qualche “JA!” o “NEJ!” ogni tanto.
Ho canticchiato entrambi gli inni nazionali, ma, ho tifato Italia. Contento per la vittoria, ma anche un po’ dispiaciuto per la Svezia. Certo che una squadra che fa zero tiri in porta in due partite farà ben poca strada, anche se spero nel miracolo contro il Belgio. Ma, sicuramente, prima di tutto, Forza Azzurri!

Maglia azzurra e tricolore!

Maglia azzurra e tricolore!

Notizie sconvolgenti

Ieri ho letto una notizia sconvolgente: avremo tempo fino a fine mese per usare le vecchie banconote da 20, 50 e 1000 corone, perché dopo andranno fuori corso, e si potranno usare solo le nuove.
“Notizia sconvolgente” per il semplice fatto che, a parte quella da 20, non penso di avere mai visto una sola volta le nuove banconote… e anche quelle vecchie mi mancano da un bel po’. Ormai sono mesi che giro con, in tasca, solo le 5 corone per il carrello della spesa, e pago praticamente tutto con la carta di debito. Persino le collette in ufficio si fanno ormai solo con metodi digitali.

In pratica, a parte un breve ritorno di fiamma qualche anno fa, i soldi “fisici” sono sempre più in declino e c’è chi prevede la loro estinzione entro cinque anni.
Personalmente, nulla di cui lamentarmi: nel mondo kontant-fri si sta proprio bene!

Source: Clock ticking on old bank notes – Radio Sweden | Sveriges Radio

È difficile trovare cannoli in Svezia…

…ma ad Elsimburgo mi sono imbattuto nella Pasticceria Cucco, l’unica konditori italiana di cui sia a conoscenza. Ottimi cannoli, appunto, eccellente caffè e tante altre paste invitanti. Perché, per quanto le adori, non si può vivere di sole fika svedese e prinsesstårta.

E bisogna dire che il bolognese David e sua moglie Nadia sono davvero persone squisiste e cordiali!

Ramlösa Hälsobrunn

A volte ti capita di finire in un posto quasi per caso, e di rimanerne meravigliosamente affascinato. Mercoledì sera ci siamo ritrovati a passeggiare velocemente per il Brunnpark di Ramlösa, un luogo meraviglioso che sembra essere rimasto fermo nel tempo.
IMG_2398
Ramlösa era una località che oggi è diventata un suggestivo sobborgo di Elsimburgo (Scania), e che è piuttosto famosa nel mondo per l’omonima marca di acqua minerale. Acqua minerale che nasce proprio in questo parco dalla storia particolare: intorno al 1677, mentre la Svezia era impegnata in guerra con la Danimarca, ci si rese conto che i soldati che si dissetavano a Ramlösa si rimettevano in forze riprendendosi da alcuni malanni. In un bosco della località, ad inizio ‘700 fu scoperta, in particolare, una sorgente di acqua ferrosa capace di ottime doti curative, cosa che diede il via a quello che fu un “centro benessere” frequentato da persone di tutto il regno. La fonte fu inaugurata nel 1707 e, pian piano, nuove strutture cominciarono a sorgerle intorno per aiutare e ospitare il crescente numero di pazienti e turisti desiderosi di benessere: persone di tutte le classi sociali si incontravano nel Parco durante i periodi di cura con l’acqua salutare. Ad inizio ‘800 il parco era un gran luogo di villeggiatura e festeggiamenti. Nel 1807 si costruì il primo Grand Hotel, una struttura con grandi sale e venti stanze totali. In seguito ad un incendio, sarà rimpiazzato dalla versione attuale (uno degli edifici in legno più grandi di Svezia) nel 1880. Attorno cominciarono a fiorire splendide ville, un centro termale e anche un “lazzaretto”, finanziato dal Re nel 1835 per permettere anche ai più poveri di potere godere delle acque curative di Ramlösa.  A fine ‘800 alcuni lavori di escavazione portarono alla scoperta di una seconda fonte, questa volta di un’acqua con poco calcare, ricca di minerali e leggermente alcalina. Questa nuova acqua fu molto apprezzata, al punto che si decise di iniziare a imbottigliarla e commercializzarla. Nacque l’acqua minerale Ramlösa, diffusa in tutto il mondo e oggi una parte importante del colosso Carlsberg. Il parco continuò la sua vita, ma dopo l’apice di fine ‘800 e inizio ‘900 (periodo nel quale si installarono brevemente anche delle attrazioni da parco divertimenti), arrivò l’inesorabile declino. Ad Elsimburgo fu costruito un Parco Popolare più adatto ad ospitare la voglia di sfogo dei locali, l’inesorabile accorciamento delle distanze globali portò i turisti a preferire destinazioni più esotiche, mentre le condizioni dei malati furono risolte da scienza e medicina meglio di quanto potesse fare la miracolosa acqua di Ramlösa. Durante la Seconda Guerra Mondiale il Parco fu utilizzato per ospitare 13000 rifugiati, operazione ripetuta a seguito della rivoluzione ungherese del 1956.  Dopo la guerra, mentre si impennava la vendita di acqua minerale, l’area perdette sempre più importanza, rischiando di cadere nelle mani di speculatori che progettavano di abbattere il Grand Hotel per costruire un centro commerciale attorniato da campi sportivi. Per fortuna prevalsero le proteste e il buon senso. Dichiarato come monumento protetto nel 1973, l’intero parco è stato quindi salvato e restituito alla collettività. Certo, il Grand Hotel è oggi sede di uffici e di un centro di riabilitazione, il centro termale è un condominio, le grandi feste e i balli sontuosi non esistono più, ma tutto è ancora bello come un tempo e le splendide ville in legno ottocentesche (di proprietà di privati, ma comunque protette) sono una gioia per gli occhi che ci portano indietro nei tempi. E mi dispiace tanto che non ci sia una Dear Miss Fletcher trapiantata in Svezia che possa immaginare e raccontare le vite delle persone che sono passate per quei prati e per quei viali sterrati!

Il parco oggi…

E ieri…

Succede al supermercato…

“A causa dei ladri di ciucci, li abbiamo spostati alle casse”


Ladri di ciucci?

Cioè, mi rendo conto che, per disperazione, si può tubare di tutto, ma è il concetto di “ladri di ciucci” che mi fa morire. 

Immagino il curriculum del ladro. Specializzazione: ciucci. E vai!😀

Valborg 2016

Anche quest’anno non poteva mancare la celebrazione della notte di Valpurga, e anche quest’anno abbiamo preferito evitare le grandi celebrazioni affollate di gente (come quella di Folketspark in Malmö o quella di Lund, una delle più grandi del paese) per cercare qualcosa di più piccolo e intimo.
La scelta è ricaduta su Klagshamn, un piccolo porticciolo ai confini del comune di Malmö.

Spiriti malvagi, state lontani!

Spiriti malvagi, state lontani!

A differenza che in Sibbarp, il falò non viene allestito in acqua ma alle spalle del porto. Forse un ambiente meno suggestivo (e l’evento è stato parzialmente penalizzato da problemi tecnici, che ci hanno impedito di sentire per bene il coro), ma comunque la solita esperienza affascinante.

Glad #valborg !

A video posted by Daniele Purrone (@purple74) on

#valborg

A video posted by Daniele Purrone (@purple74) on

Olio poco italiano

In questi giorni alcuni giornali e siti web, come il magazine Hunger e l’associazione Äkta Vara, hanno cercato di fare luce sul presunto olio d’oliva italiano in vendita nei supermercati. Grandi marche come Monini, De Cecco e la locale Zeta (fondata da un nostro connazionale emigrato) ingannerebbero i consumatori con etichette in italiano e termini quali “olio di oliva”, “extra vergine”, “fruttato” e “classico” (tutti nella nostra lingua) quando utilizzano in realtà olive provenienti da altri paesi, a volte anche extra europei (come la Tunisia). In alcuni casi, persino la pressa non avviene in Italia.

Nulla di nuovo sotto il sole, direte voi: succede anche nel Bel Paese… la differenza sta nel fatto che, nello Stivale, è normale utilizzare etichette in italiano anche per prodotti provenienti da altri paesi, ma se lo fai in Svezia la cosa non torna. In alcuni casi viene fatto notare come la generica provenienza delle olive (spesso indicata come “Unione Europea” o “Unione Europea più paesi terzi”) venga indicata proprio in piccolo e in italiano.

L'articolo di di Äkta Vara

L’articolo di di Äkta Vara


Sempre secondo Hunger, quattro su dieci degli olii testati non risponderebbero agli standard di “extra vergine”. Fra questi, quello a marchio della Coop svedese e quello della Berio sono considerati fra i peggiori in assoluto, e andrebbero declassati addirittura a “lampante” (termine con cui una volta si indicava l’olio che veniva destinato alle lampade, in quanto troppo scarso per le persone). Anche qui, come già emerso in Italia, nulla di nuovo sotto il sole… ma è triste notare come tutto il mondo sia paese.

Simboli del…

Il partito dei Liberali, già Partito Popolare, ha presentato ieri il suo nuovo logo. Fra l’ilarità generale. 

Il commento migliore? “Duro come la pietra. Rasato a nuovo. Neo-liberale”

Liberalerna

Marcus Birro e Mehmet Kaplan: di pranzi e cene

L'articolo di Aftondbladet che raccontò dell'incidente diplomatico fra Birro, allora scrittore di Expressen, e l'ambasciata italiana.

L’articolo di Aftondbladet che raccontò dell’incidente diplomatico fra Birro, allora scrittore del diffuso tabloid Expressen, e l’ambasciata italiana.

Marcus Birro è un giornalista e scrittore italo-svedese. Autore di popolari libri e serie tv, grande appassionato ed esperto di calcio, è noto pure per non avere paura ad esporsi anche in maniera non sempre diplomatica.
Nel 2012, un suo articolo su Expressen, in cui affermava che i politici italiani sono tutti in qualche modo collusi con la mafia, causa un piccolo incidente diplomatico con l’Italia, che coinvolge anche l’allora ambasciatore Stefano Persiani (che alla fine dovrà scusarsi con Birro per avere reagito in maniera esagerata). Ma i veri problemi iniziano nel novembre 2014, a seguito di un podacast pubblicato sul sito di estrema destra Exponerat in cui Marcus si permette, cosa che nella politically correct Svezia è quasi un tabu, di criticare l’islam. Birro viene immediatamente crocifisso da gran parte della rete, minacciato di morte, e finisce con il perdere il posto ad Expressen, ufficialmente per avere criticato il quotidiano. Poco meno di un paio di mesi dopo, il secondo evento di questa storia: per dimostrare di avere fatto bene a cacciare Birro, Expressen pubblica una notizia “sconvolgente”. Il giornalista viene pescato in un “pranzo segreto” assieme a due rappresentanti di Sverige Demokraterna, il partito di “estrema destra” (in realtà, come dico spesso, su posizioni ufficiali più moderate rispetto a quelle di un Salvini qualunque). E poco importa che il pranzo sia avvenuto assolutamente alla luce del sole in un ristorante frequentato da giornalisti e politici della città vecchia: per molti questa riunione “segreta” è solo la conferma del razzismo di Marcus, che ora perde anche il posto di redattore del blog dedicato al calcio italiano “Solo Calcio” e diventa un “paria” rinnegato da molti amici e colleghi. Reazione esagerata? A mio avviso nella maniera più assoluta: pur avendo opinioni politiche diverse, trovo che Birro sia tutto fuorché un esagitato estremista o razzista.

Ma andiamo oltre.

Mehmet Kaplan è il Ministro dello Sviluppo Urbano.  È il primo ministro svedese ad essere un musulmano praticante, è stato il leader e fondatore di più associazioni musulmane ed appartiene al partito dei Verdi, al governo dalle elezioni del 2014. Kaplan è una figura controversa: poco prima di diventare ministro afferma che i jihadisti che vanno a combattere in Siria sono come gli Svedesi che andarono a combattere in Finlandia durante la Guerra d’Inverno (dirà poi di essere stato frainteso e di avere scelto male le proprie parole). Molte delle critiche che gli arrivano addosso, però, non giungono dalla destra, ma anche dalle comunità di immigrati e dai suoi alleati di governo. Per i kurdi, gli armeni e anche per molti turchi progressisti, Kaplan è nulla più che un lacchè del presidente turco Erdoğan e la chiave di grimaldello per fare affermare la sua politica anche in Europa, nonché un islamista in maschera. Fra i detrattori di Kaplan, c’è ad esempio l’ex parlamentare socialdemocratica Nalin Pekgul, che non ha esitazioni ad utilizzare il termine “islamista”. Per gli estimatori, come il responsabile dei Verdi, Gustav Fridolin, invece, Kaplan è un democratico, progressista e femminista, una persona di cui fidarsi.

Keplen con la moglie. Foto ddi Johan Fredriksson, pubblicata su Wikimedia su licenza Creative Common

Keplen con la moglie.
Foto di Johan Fredriksson, pubblicata su Wikimedia con licenza Creative Common

Ma per Kaplan è un momento difficile: il 14 aprile Aftonbladet ha pubblicato le foto di una cena di fine Ramadan in cui il ministro si è ritrovato a sedere a fianco di persone decisamente scomode, come esponenti dei Lupi Grigi turchi, un gruppo responsabile di atti di terrorismo, e con Barbaros Leylani: un tipino per bene noto per avere tenuto comizi in Sergels Torg (la piazza principale di Stoccolma) in cui invitava i turchi a svegliarsi e uccidere “quei cani degli armeni”. Kaplan, si è appurato, ha anche incontrato a più riprese gli esponenti dell’organizzazione di estrema destra Milli Görüs, un gruppo islamico-fascista con base in Turchia.

Inutile dire che queste situazioni hanno fatto scalpore, scuotendo non poco quella stessa maggioranza in cui crescono i malumori verso il ministro. Kaplan si è difeso dicendo che alla cena è stato invitato, e che non poteva sapere chi sarebbero stati gli altri ospiti, mentre deve essere “tollerante” nei confronti di Milli Görüs in quanto rappresentanti di una parte della minoranza turca in Svezia. Nonostante le polemiche (esterne ed interne alla maggioranza), Fridolin resta deciso nel difendere Kaplan. In queste ore, però, sempre più elementi oscuri emergono dal passato del ministro, incluso un discorso del 2009 in cui paragonava Israele ai nazisti (cosa che ha immediatamente fatto scattare le proteste dell’ambasciatore israeliano). Kaplan resta per ora al suo posto, ma in un paese in cui ci si dimette per scandali molto minori, il sospetto è che abbia i giorni contati.

Fra le voci più forti nel chiedere le dimissioni c’è, ovviamente, quella di Marcus Birro, che si chiede apertamente se Kaplan sarà punito in maniera tanto dura quanto lo è stato lui, che ha perso amici e lavoro per un pranzo con rappresentanti di uno dei partiti più votati di Svezia.
Per Stefan Löfven una Kobayashi Maru senza via di uscita. Se, come è lecito attendersi, Kaplan perderà il posto, sarà un’ulteriore porta che si chiuderà nei confronti di quella comunità islamica che, come sempre, ritiene di non avere alcuna reale possibilità di integrazione nella società svedese. Ma permettere al ministro di continuare sarebbe, chiaramente, una follia.

AGGIORNAMENTO: In una conferenza stampa del 18 aprile, ore 12:30, Stefan Löfven ha annunciato le dimissioni di Kaplan.

 

Dovere effettuato, versione 2016

Scheda elettorale 2016Anche per questa volta il mio dovere è stato fatto: oggi ho spedito all’ambasciata la scheda elettorale per il referendum sulle trivelle.

La procedura è stata identica a quella delle volte precedenti, quindi vi rimando a questo post per scoprire il funzionamento del voto per i residenti in Svezia.

A chi mi chiederà perché abbia deciso di votare ad un referendum sulle trivellazioni nei mari italiani, quando abito a centinaia di chilometri di distanza, le risposte sono due:

  1. Ci tengo all’Italia, e anche se oggi non ne ho alcuna intenzione, non escludo in maniera categorica che un giorno non possa volere tornare a viverci (solo gli stupidi non cambiano mai idea). E, in quanto cittadino italiano, è mio diritto e dovere votare.
  2. Purtroppo il voto degli italiani all’estero è rilevante per il raggiungimento o meno del quorum (cosa che, realisticamente pensando, non avverrà per questo referendum). E io, anche nel caso in cui sia per il “no”, sono contrario a non votare con il fine di fare fallire il referendum. Trovo che il sabotaggio sia un modo incivile di sfruttare l’astensione fisiologica per sostenere la propria posizione. Quindi, ai referendum voto sempre, anche a costo di annullare la scheda.

 

Le istruzioni di voto: notare la parte sul mittente!

Le istruzioni di voto: notare la parte sul mittente!

E la Sicilia ritorna “normanna”

Le notizie di questi giorni, con la dichiarazione dell’illegittimità dell’atto di conquista della Sicilia da parte di Enrico VI di Svevia e Costanza di Altavilla (1194), hanno causato uno scossone nei rapporti fra l’Italia e i paesi scandinavi. Di fatto, tutti gli eventi successi a detto atto, inclusi il passaggio della Sicilia alle case di Angiò, Aragona e Borbone vengono ora annullati a tavolino. Persino il passaggio finale, quello dai Borbone ai Savoia, è considerato nullo, nonostante Garibaldi, i Mille e i Savoia.

Di conseguenza, secondo l’ONU, l’isola dovrà essere restituita ai suoi legittimi proprietari: i Normanni. E “Normanni”, oggigiorno, vuol dire Svezia, Danimarca e Norvegia.

Quest’ultima ha però immediatamente dichiarato di non essere interessata all’isola: una sua annessione implicherebbe infatti l’ingresso nell’Unione Europea, ipotesi fortemente avversata dalla popolazione norvegese. Restano quindi i governi svedesi e danesi, assolutamente ben felici di conquistare un posto al sole per la propria rispettiva nazione, con conseguenze positive per l’agricoltura, il turismo e, soprattutto, la pesca.

Sono quindi iniziate le trattative febbrili per la transizione: da parte italiana, la Presidenza del Consiglio ha deciso di fare buon viso a cattivo gioco, smentendo che la decisione delle Nazioni Unite sia un problema, ed anzi evidenziando gli aspetti positivi della cessione forzata. Un portavoce del governo ha affermato: “a Palermo ci sono troppi problemi di traffico, i Danesi risolveranno tutto grazie alle elevate tasse sull’auto ed invogliando la gente ad andare in bicicletta!”

Il piano iniziale prevede una spartizione dell’isola in due: la Svezia, forte delle sue migliori politiche d’accoglienza, si prenderà la parte meridionale (più esposta agli sbarchi di rifugiati), mentre la Danimarca si accaparrerà la parte tirrenica. 

Sicilia scandinava 
La prima priorità di entrambi i Paesi è di assicurarsi che tutto funzioni senza interruzioni, ma al contempo bisogna accertarsi che la transizione verso la via scandìnava sia celere.

Il primo passo prevede corsi di lingua obbligatori per le forze dell’ordine, in modo che poi le stesse possano dedicarsi ad apprendere il corpo giuridico dei rispettivi nuovi paesi nel minore tempo possibile. 

Per sopperire ad eventuali carenze durante questa fase, Svezia e Danimarca richiederanno alle forze di volontari note come “Soldati di Odino” di trasferirsi temporaneamente in Sicilia per coadiuvare le forze di polizia nel mantenimento dell’ordine pubblico. 

L’acquisizione della Sicilia sarà una manna anche dal punto di vista della forza lavoro: nei paesi scandinavi c’è bisogno di impiegati pubblici, che in Trinacria non mancano di sicuro. Ecco quindi che molti impiegati statali e regionali riceveranno una lettera di trasferimento, dopo il solito, obbligatorio, corso di lingua. Per loro una grande opportunità per conoscere nuove culture e sfuggire dal caldo torrido di posti come Taormina e Cefalù, andando a godere del clima temperato di Linköping e Skagen. 

Svedese e danese diventeranno le nuove lingue nazionali della Sicilia, ma, in nome del rispetto delle minorità linguistiche, alla parte meridionale dell’isola sarà comunque garantita la possibilità di usare italiano e, novità, siciliano negli atti pubblici.  Più complicata la situazione per la parte settentrionale, dove l’opposizione del Dansk Folkeparti costringerà per ora all’utilizzo della sola lingua scandinava. Si sta comunque trattando, al riguardo. 

Quello che è certo è che, fra un anno, dopo il 31 marzo 2017, tutte le scuole dovranno passare a lezioni tenute con le nuove lingue, e quindi anche per gli insegnanti si annunciano giorni frenetici. 
Inutile dire che anche l’Euro sarà sostituito dalle due Corone, e presto potranno partire le operazioni per sostituire o modificare tutti i distributori automatici dell’isola!

Piccole complicazioni, certo, che saranno poca cosa rispetto ai vantaggi: tutti quelli che, ad oggi, sono residenti legalmente in Sicilia riceveranno automaticamente la cittadinanza del nuovo paese scandinavo, con tutti i vantaggi che ne conseguono (in particolare i neodanesi che riceveranno, come tutti sanno, il reddito di cittadinanza da parte dal loro nuovo stato). 
Haj Röding, il politico svedese da più parti indicato come governatore incaricato della fase di transizione, ha già annunciato di essere entusiasta all’idea di trasferirsi sull’isola e di potere godere del sole e del rinomato cibo locale.

In tutta la Sicilia oggi è un giorno di festa, celebrato con grandi grigliate di pesce in tutta la regione. Se anche voi fate parte della popolazione siciliana non posso che dirvi: benvenuti in Scandinavia!!!

Se non sapete che attività aprire in Svezia…

… sappiate che ce n’è un tipo che sembra andare per la maggiore, almeno dal punto di vista dell’occupazione territoriale.

Personalmente ormai non ci facevo quasi caso, ma un amico in visita me l’ha fatto notare: i centri cittadini sono praticamente dominati dai negozi di parrucchieri/hair stylist o come li volete chiamare.
Solo a Lund, per fare un esempio, nello spazio di un quadrato di cinquecento metri per cinquecento, saltano fuori oltre cinquanta frisör!

Ricerca di frisör su eniro.se

Ricerca di frisör su eniro.se

A prestarci attenzione, l’effetto può essere davvero straniante… queste foto sono state scattate nel giro di una passeggiata di pochi centinaia di metri!

Gli affari sembrano andare piuttosto bene: nonostante prezzi che (alle mie orecchie di uomo) sembrano allucinanti, mi pare che, generalmente, i negozi siano sempre attivi.
A quel che so, le signore italiane residenti qui si lamentano spesso proprio dei prezzi elevati (da due a tre volte quelli italiani), e io stesso, quando mia moglie mi dice di dovere assolutamente andare dal parrucchiere, le dico “perché non aspetti che andiamo in Italia?”😀
Insomma… sembra un’invasione, e sembra un tipo di attività di un certo successo. Se c’è qualche parrucchiera fra i miei lettori in Italia, chissà se a questo punto ci starà facendo un pensierino!

Il Papa

E quindi il Papa viene a Lund, la città in cui lavoro, per celebrare il cinquecentesimo anniversario della Riforma Luterana.
La cosa mi tocca, personalmente, solo in un modo: essendo un giorno lavorativo, potrebbe essere molto più complicato arrivare in ufficio. Insomma, una rottura di scatole che mi risparmierei volentieri. Altri saranno sicuramente più contenti.

L’evento, però, mi ha ispirato una piccola petizione, che ho appena lanciato: nel nome del contrasto fra la Chiesa Svedese (tollerante, aperta e rispettosa dei diritti umani) e quella Cattolica, chiedo a chi organizza la celebrazione solo un piccolo gesto simbolico e fare sì che il Vescovo di Roma sieda fianco a fianco di quello di Stoccolma.

Se la pensate come me al riguardo dei diritti delle persone, indipendentemente dal loro sesso o dell’orientamento, firmate volentieri. Altrimenti, ignorate pure questo post.

https://www.change.org/p/lutheran-world-federation-church-of-sweden-lunds-domkyrka-have-pope-francis-seat-beside-stockholm-s-bishop-during-the-reformation-s-commemoration