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“Natale” a Copenaghen

Sabato è stata per noi l’occasione per una delle nostre gite a Copenaghen, gite che, se non fosse per il costo del ponte e il proibitivo cambio fra corone, ci faremmo molto più spesso.
Se Malmö in questi giorni é stata soprattutto tetra e grigia, la capitale danese è invece illuminata a festa dallo spirito natalizio.
Natalizio?

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Se, generalmente, sono il primo a rimanere perplesso di fronte a un utilizzo così anticipato dei temi festivi, per una volta non mi lamento proprio: qualunque cosa dia vitalità a questo autunno deprimente è solo benvenuta, e passeggiare per l’area dello, Strøget o il mercatino allestito in Højbro Plads è stato un gran piacere.

Alla fine del pomeriggio, abbiamo colto l’occasione per cenare alla Vecchia Signora, posto che, nonostante il nome e l’atmosfera da gobbi, è sicuramente uno dei migliori ristoranti italiani in cui abbia mai mangiato all’estero. La pizza è sicuramente di altissimo livello!

In compenso, su Malmö e Lund è tornato oggi a splendere il sole. Ci eravamo quasi dimenticati di lui!

Scoprire cose nuove

10352273_10202940590408347_997573685707094391_nIeri, per cercare di sfuggire alla torrida estate svedese, siamo andati a Skanör, gran bel posto di villeggiatura nel sud dello Skåne.
Mentre mi stavo incamminando lungo il lento declivio marino (temperatura dell’acqua: 23 gradi), mi sono ritrovato completamente circondato da meduse. Tornato a fatica sulla riva cercando di evitare ogni contatto, mi sono chiesto come facessero tutti gli altri a correre, nuotare e giocare a palla senza alcun problema in un mare pieno di meduse.
Ho chiesto e mi hanno risposto: quel tipo di meduse non brucia. Nella mia ignoranza, pensavo che tutte le meduse fossero pericolose, invece queste sono piuttosto comuni qui e non danno fastidio.
Fare il bagno alle sette di sera è stata una cosa meravigliosa: l’acqua era ancora calda ed era un vero piacere stare immersi. Adesso, però, spero sinceramente che le temperature si riabbassino! 😀

La spiaggia di Skanör (foto di questa primavera)

La spiaggia di Skanör (foto di questa primavera)

Il porto di Skanör (foto di questa primavera)

Il porto di Skanör (foto di questa primavera)

In compenso, fra le cose belle da segnalare, c’è il saluto al sole da parte di Malmö.
Da qualche anno a questa parte, nel mese di luglio, si tiene a Västra Hamnen una manifestazione chiamata Goodnight Sun: concerti acustici per accompagnare il tramonto, in una cornice davvero suggestiva.
Ecco alcuni momenti da una serata di quest’anno:
Goodnight Sun 2014 - concerto

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Goodnight Sun 2014

E un paio dall’anno scorso:
Goodnight Sun 2013

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Tutto il mondo è paese

Ieri sera il sud della Svezia è stato colpito da una dei più grandi uragani che si ricordino, la prosecuzione di quello che in Inghilterra è stato chiamato Saint Jude. Per questioni di santi sul calendario, che sono diversi, il nome assegnato localmente a questa tempesta di vento è stato Simone, ma il succo è stato lo stesso. Certo, dopo avere sfogato la propria potenza in Irlanda, Regno Unito, Olanda e Danimarca, la tempesta di vento ha sicuramente perso un po’ di forza al suo arrivo da queste parti, ma i disagi non sono mancati. Ci sono stati ingenti danni alle cose, ma pochi alle persone: la cosa è stata merito dell’organizzazione di sicurezza, che ha saputo gestire ottimamente l’emergenza.
L’autorità Trafikverket ha disposto la chiusura senza precedenti di tutto il traffico ferroviario, senza mezzi sostitutivi, già dal primo pomeriggio, costringendo di fatto molti pendolari al rientro anticipato. Gli asili sono stati chiusi, e molte aziende (ma non la mia, ovviamente) hanno autorizzato i dipendenti a rientrare a casa prima dell’arrivo della tempesta. Persino Emporia ha chiuso con un paio d’ore d’anticipo!
Rientrare a casa nel mezzo dell’uragano non è stato per nulla bello, con la macchina in balia del vento, e oggetti ed edifici che se ne volavano qua e là. Ad Entrè, il centro commerciale in prossimità del quale i colleghi mi hanno lasciato, ho avuto la fortuna di vedere una porta di vetro andare in pezzi proprio nel momento in cui stavo per passare; sotto casa ho dovuto accuratamente evitare un angolo in cui cadevano le tegole dal tetto.
Dentro casa si stava tranquilli, ma non troppo: abbiamo cercato di mettere in sicurezza la porta del terrazzino, mentre il vento pulsava forte contro le finestre (ricordo che qui non esistono serrande o persiane) e le tegole continuavano rumorosamente a cadere sulla strada, il marciapiede, e le auto sottostanti. A quelcuno è andata peggio: noi almeno avevamo la corrente elettrica, mentre 70.000 persone sono rimaste senza.

Tegole cadute, questa mattina.

Tegole cadute, questa mattina.

Insomma, non ce la siamo passata bene ma, tutto sommato, poteva andare molto peggio: un po’ grazie all’organizzazione, un po’ grazie alle caratteristiche orografico-territoriali (in Italia sarebbe stato un disastro), lo Skåne ne è uscito benino. Qui una minigalleria fotografica.

Ancora questa mattina ci sono pesanti disagi, con molti treni cancellati o in ritardo, ma la situazione sta tornando alla normalità. Il cielo è coperto ma, per ora, non piove e non c’è vento.

In tutto questo casino, quale era, secondo voi, la notizia principale sui siti web dei giornali locali, ieri sera, dopo che l’allarme era passato? Ma, ovviamente, la vittoria nel campionato di calcio del Malmö FF!

Malmö FF Guld

E anche stamattina le locandine non scherzavano.

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Insomma. Per tutti quelli che dicono “Solo in Italia, il calcio…”

Luglio e Agosto

Dopo due mesi di “quasi vacanza” (dal blog), eccomi a rifare il punto della situazione prima di ricominciare.
A Luglio, con mia moglie e mia suocera, siamo andati un paio di settimane a trovare i miei genitori in Calabria. Se ogni volta che rientro in Italia c’è sempre un certo “shock”, quando vado al Sud la situazione è anche peggiore.

Giusto per elencare qualche punto:

  • l’aeroporto di Catania è davvero il peggio organizzato in cui sia mai stato
  • la Salerno-Reggio Calabria è sempre un pianto
  • i pazzi criminali che guidano in autostrada incollandotisi al didietro e lampeggiando mentre stai facendo un sorpasso sono tutti da arrestare
  • gli storditi che utilizzano l’auto per fare una “passeggiata” sul lungomare (magari fermandosi a chiacchierare nel mezzo della strada con l’amico che arriva in senso opposto) sono una delle cose più irritanti che ci sia (le passeggiate si fanno a piedi, che fa anche bene!)
  • la sanità è qualcosa di davvero imbarazzante (due medici su due hanno dato a mia suocera dei medicinali, senza tenere conto che avrebbero creato dei problemi con quelli che lei prende regolarmente, al riguardo dei quali erano stati avvisati. Per fortuna niente conseguenze serie, ma grazie per il rischio e la bella figura!)

Tutte cose che, per come sono abituato ora (ma anche un po’ per la mia mentalità), vanno dall’assurdo all’alieno.

Però, tolto questo piccolo sfogo (permettetemelo! :-P), ovviamente sulla bilancia ci vanno anche gli aspetti positivi: la famigghia, il mare, i posti splendidi, il cibo delizioso e i prezzi stracciati dello stesso… tutti elementi che fanno pendere abbondantemente l’ago dalla parte del “più”, facendone comunque una piacevolissima vacanza.
È però innegabile che lo shock ci sia sempre. 😀

Palmi's Tonnara: Panorama
Tropea from the beach

Al ritorno in Svezia, è stato il momento di un ritorno lampo alla buona vecchia Upplands Väsby per il Väsby Rock Festival, un piccolo festival metal che si è tenuto il tre agosto nel parco di Vilunda. Nonostante Väsby sia una delle piccole “capitali” del genere (per gli appassionati, basti sapere che band come Europe, Candlemass, Malmsteen e Therion sono nate, o hanno mosso i primi passi, qui), l’evento è stato un flop clamoroso. Forse non è stata grande idea organizzare un evento proprio nel periodo in cui la gran parte è degli svedesi è appena rientrata (se non deve ancora rientrare) dalle vacanze, e in concomitanza con il più grande evento mondiale di genere (il Wacken, che si tiene nel nord della Germania nello stesso periodo). Anche una popolazione decisamente “rock” come quella Svedese ha, evidentemente, i suoi limiti.
Nonostante la pochissima gente e un deciso caldo bestiale (c’erano poche aree all’ombra) il festival è stato comunque decisamente godibile, e si è concluso con una grande performance degli U.D.O.

U.D.O. @ Väsby Rock Festival

Tornato a Malmö, è stato il momento di rientrare al lavoro. In quello che faccio, mi interfaccio (principalmente) con le filiali italiane di Tetra Pak, quindi, come potete immaginare, è stato un agosto fin troppo tranquillo, viste le chiusure aziendali e le ferie di gran parte del personale.
Il tempo, in compenso è stato per lo più magnifico con, a parte qualche giorno, belle giornate di sole ma mai troppo calde: un bel contrasto rispetto alle notizie che arrivavano dall’Italia, da cui sentivo di alluvioni o di temperature torride.

Metà agosto ci ha visto affrontare un viaggio in direzione Mullhyttan, piccolo paese di campagna nella provincia storica del Närke in cui vivono i parenti (lato madre) di Helena. L’occasione è stata quella di un matrimonio, svoltosi secondo quelli che ho già descritto come i “canoni classici” del matrimonio alla svedese.
Mullhyttan, pur essendo fondamentalmente un semi-agglomerato di villini/fattorie sparsi fra campi e foreste, mi piace da morire: quando sono lì mi sembra di essere nella Svezia più pura, fra gente semplice e accogliente, e con una natura splendida. Non nascondo di apprezzare anche il fatto di riuscire a capire tutto quello che la gente dice, mentre a Malmö, dopo oltre due anni, continuo ancora ad avere qualche difficoltà con lo skånska. Che, ci posso fare? Sono lento! 😀
Una cosa curiosa di Mullhyttan, ma anche di quasi tutti i paesi simili, è che gran parte delle abitazioni non ha un indirizzo vero e proprio: essendo che molte delle case sono sparse nei campi o nei boschi, lontano dalle vie centrali, l’indirizzo è spesso il nome stesso dell’abitazione (regolarmente registrato). Non vi stupite, quindi, se leggendo un indirizzo svedese doveste trovare qualcosa con appendice torp, termine che vuol dire, più o meno, “cottage”.

Mullhyttan

Mullhyttan

Con la seconda metà del mese siamo, di fatto, entrati, almeno a livello metereologico, nell’autunno. È ancora un autunno molto piacevole e si può stare in maniche corte, ma le temperature si stanno abbassando velocemente e, soprattutto, le giornate si sono decisamente accorciate! Ormai è solo una questione di una ventina di giorni per arrivare all’equinozio, che porterà all’annuale sopravvento dell’oscurità rispetto alla luce. Tempi bui in arrivo… (a Malmö neanche poi troppo, in realtà :-D)

…e anche la neve!

Nello Skåne la neve è decisamente meno presente, durante l’anno, che in altre parti della Svezia. Devo dire che l’anno scorso mi sono mancati parecchio gli inverni di Upplands Väsby e Stoccolma, con grandi cumuli bianchi ai bordi della strada.
Nel weekend i fiocchi bianchi sono arrivati anche qui: probabilmente la coltre non durerà a lungo, ma devo dire che, in questi giorni, Malmö e Lund sono ancora più belle!

Tutte le foto di questo blog sono © Daniele Purrone

Kräftskiva e Malmöfestivalen 2012

Quelli di metà agosto sono tipicamente i giorni delle kräftskiva, le grandi feste a base di gamberoni d’acqua dolce.
Come da tipica usanza, gli svedesi si riuniscono per grandi mangiate in cui degustano il crostaceo, crostaceo che, storicamente, veniva pescato in grandi quantità nei primi giorni di agosto.
Oggi, a causa di problemi ambientali e malattie, il kräfta è un animale protetto in Svezia, e la gran parte di quelli che si mangiano sulle tavole svedesi vengono importati dalla Cina e dalla Turchia.

Come spesso capita, la kräftskiva (che è anche la festa che celebra la fine dell’estate) è accompagnata dagli immancabili bottiglini di snaps (la regola vuole che, per ogni gamberone, se ne debba bere un bicchierino), dalle canzoncine tradizionali (gli snapvisa) e dalle inevitabili patate bollite e aringhe.
Tipici della festa sono anche le decorazioni a forma di luna e i cappellini di carta, spesso decorati con disegni del gamberone.

E proprio “la più grande kräftskiva di Svezia” ha dato il via, come da tradizione al Malmöfestivalen 2012.
Migliaia di persone si sono adunate venerdi sera in Stortorget per l’abbuffata, mentre una fantastica band country alternava, dal grande palco, brani del proprio repertorio a riarrangiamenti di simpatici snappvisor.
Per l’occasione, la solitamente rigida polizia svedese, pur dispiegata in forza, ha ovviamente chiuso un occhio sul consumo pubblico di alcool in piazza, proibito per legge.

Kräftskiva in Stortorget


Il cavallo addobbato


Un “festeggiante” con gamberoni e cappellino

Tutto ciò ha dato il la, appunto, al Festivalen, grande evento cittadino fatto di concerti su concerti (nella tenda dietro l’angolo ti può capitare di trovare una big band swing), bancarelle, eventi culturali, un luna park in mezzo alle case, e tanto altro ancora.

And the band plays on.

Peraltro, questi giorni sono anche graziati da giornate splendide con temperature elevate, al punto da potere girare in maniche corte anche di notte, cosa piuttosto inusuale per un paese in cui, quando finisce la luce del sole, bisogna immediatamente coprirsi.
Malmö, nei giorni del Festivalen, offre proprio il meglio di sé: l’atmosfera è rilassata e festiva al tempo stesso, ed è proprio un piacere gironzolare per le strade, magari mangiando un Lángos ungherese, un kebab di cinghiale o un gyros di alce comprati in uno degli innumerevoli botteghini sparsi per la bella Gustav Adolfs Torg.
Come già scritto l’anno scorso, se mai doveste pensare di farvi un viaggio a Malmö, quelli del Festivalen sono sicuramente i giorni migliori!

In giro per bancarelle

Berit

Ieri ci è venuta a trovare Berit.
Berit è la più grande tempesta che abbia colpito la Svezia da parecchi anni a questa parte: sabato la parte principale del ciclone (noto anche come Xavier) ha colpito il Norrland e la Norvegia, mentre domenica sera la “sorella minore” Berit Junior ha pensato bene di fare visita nello Skåne e sulla costa ovest (Göteborg e dintorni).
Venti gelidi con velocità simili a quelle della Bora, grande pioggia, chiuso il ponte di Öresund verso la Danimarca (ma non ai treni), sospensione quasi totale del traffico ferroviario (ma non sulla tratta Malmö-Copenaghen, per l’appunto), le autorità che invitavano la gente a chiudersi in casa e non uscire per nessun motivo.

Indovinate chi stava provando a fare un trasloco nel bel mezzo di tutto ciò?

Ci sono stati danni ingenti, con circa 50.000 persone isolate senza corrente e servizi, ma nulla di neanche lontanamente paragonabile alle recenti alluvioni che hanno colpito Liguria, Toscana e Sicilia. In Svezia, per motivi storici, geografici e di popolazione, non esiste il dissesto idrogeologico che tanti problemi sta causando in Italia.
Per quanto riguarda noi, a parte il fatto che il vento è riuscito a rovesciarci in strada una scatola piena di posate e a parte qualche palla dell’albero di Natale che ha letteralmente preso il volo direttamente dal furgone, non abbiamo avuto problemi enormi. Escludendo, appunto, la quantità d’acqua che ci siamo presi e una gran fatica.
Helena, che non è per nulla abituata a queste cose (l’area di Stoccolma è molto più misurata dal punto di vista metereologico, e questa era anche una situazione straordinaria), era letteralmente terrorizzata. Io, che sono abituato a certe tempeste genovesi, l’ho vissuta in maniera più normale, anche se alcune scene sono state sicuramente impressionanti.
Il gatto, nel caso vi interessi, sta bene e ha patito stress solo all’inizio delle operazioni.

Sto iniziando a soffrire il tardo autunno/inizio inverno dello Skåne, che è decisamente più antipatico di quello di Stoccolma. Mentre lì ci sono temperature molto basse, neve (ma gli ultimi due anni sono stati eccezionali, in tal senso) ma anche poco vento e umidità, con situazioni meteorologiche decisamente più misurate (lagom)
qui ci sono grandi correnti d’aria, più pioggia, forti tempeste e si patisce decisamente di più. Penso proprio che l’inverno di Stoccolma mi mancherà parecchio, quest’anno…

Auto = Bil

Fino a ieri, Malmö è stata graziata per una settimana abbondante da quella che, da queste parti, si chiama brittsommar, l’equivalente (anticipato di un mese abbondante) della nostra Estate di San Martino. In pratica, per un po’ di giorni, abbiamo potuto mettere da parte giacchette e camicie e tornare a girare in maniche corte. La pacchia sembra però finita, e la pioggia e la foschia di questa mattina non mettevano certo di buon umore, anche se poi la situazione si è parzialmente risistemata.

Il bel tempo, mi ha portato ieri a completare un’operazione che avevo lasciato in sospeso per qualche settimana, un po’ per pigrizia un po’ perché avevo bisogno di mettermi a trovare un’assicurazione: la “svedesizzazione” dell’auto.
Come qualcuno ricorderà, qualche mese fa avevo fatto richiesta di reimmatricolazione dell’auto: dopo avere pagato una tassa, mi è stato fissato un appuntamento per i primi di settembre presso un’autofficina.
Dato che quel giorno lavoravo, mia moglie si è occupata di portare la macchina per me: tutto è andato liscio, a parte il fatto che l’officina ci ha fatto pagare, e neanche poco, il controllo, mentre noi eravamo convinti che il costo fosse già coperto dalle tasse pagate.

In ogni caso le targhe nuove sono arrivate in tempi brevi assieme al libretto di circolazione svedese. Prima di montarle, ho però dovuto procedere a trovare un’assicurazione temporanea (a giorni mi arriveranno a casa le condizioni, avrò due settimane per disdirla nel caso non mi soddisfino), dato che quella italiana non sarebbe più valida.
Ieri abbiamo proceduto all’operazione di sostituzione vera e propria che, un po’ perchè non avevamo gli attrezzi giusti, un po’ perchè le vecchie viti erano completamente arrugginite, ha richieso molto più tempo del previsto. Comunque, ora l’operazione è conclusa, e la mia Ypsilon mostra orgogliosa la nuova targa con la piccola S bianca in campo blu.

Più complicata la questione della restituzione delle targhe italiane…
In pratica devo rispedire all’ambasciata italiana il certificato di proprietà (o foglio complementare che dir si voglia), le targhe vecchie e la ricevuta della tassa di radiazione.
Il problema è che, per un eccesso di zelo mio, avevo spedito il primo in versione originale al Transportstyrelsen, al momento di fare la richiesta di immatricolazione. Un paio di settimane fa li ho chiamati per chiedere se potessero farmelo riavere e la risposta è stata sorprendente: “certo, lo spediamo oggi stesso!”.
Quando, però, non finisci mai di stupirti di certe cose, ecco il pasticcio, per colpa delle solitamente impeccabili Poste svedesi. La lettera è stata spedita al mio indirizzo di Väsby, ma… invece di essere inoltrata all’attuale residenza di Malmö (servizio che pago), è finita all’abitazione estiva di alcuni miei vicini di Väsby, addirittura nell’isola di Öland! Loro, che gentilmente mi hanno contattato in mail, dicono di avere provveduto a farmela riavere, fatto sta che sono passati dieci giorni e non ce n’è ancora traccia…

Ritorno (lampo) a Stoccolma

Per via di un kick-off (il classico evento all’americana a metà fra festa e punto sulla situazione) aziendale, sabato scorso sono tornato per una visita lampo (arrivo al mattino in aereo, ritorno la notte in treno) nella capitale
Il tempo poco clemente, con pioggia continua, ha subito smorzato ogni tentazione nostalgica, anche perchè a Malmö, mi si è detto, c’era un gran bel sole.

Il kick-off si è tenuto nel modernissimo Centro congressi dello Waterfront, inaugurato da pochi mesi. L’edificio è di quelli che farà discutere per decenni… a due passi dalla Stazione Centrale, visibile dalla città vecchia, e a fianco dello splendido palazzo del municipio (Stadshus), è, a mio avviso, uno dei parti folli dell’architettura moderna. Costruito prevalentemente in vetro e acciaio, vorrebbe rappresentare il moto dell’onda, con risultati molto discutibili resi ancora peggiori dal palazzone che fa comunque parte del complesso. Piace a pochissimi (personalmente ne conosco uno solo), viene schifato dai più: la mia prima reazione, quando me lo sono ritrovato davanti guidando da Gamla Stan dopo la scopertura, è stata decisamente inorridita. 😀

Waterfront building Stockholm 2010b

Waterfront building Stockholm 2010a

Premesso che il mio giudizio è completamente da osservatore e da profano, e che non sono contrario all’architettura moderna (ad esempio adoro il Turning Torso a Malmö), mi chiedo come si possa deturpare la bellissima Stoccolma con una roba del genere.

All’interno, le sensazioni riguardanti il centro congressi sono più contrastanti: le sale con vista sulla Stadshuset sono davvero splendide e lasciano senza fiato, l’Arena per le conferenze è suggestiva e ben congeniata, altre parti finiscono per risultare un po’ fredde e con un feeling a tratti da grande capannone, a tratti opprimenti nell’utilizzo un po’ sproporzionato degli spazi.

Quello che, però, volevo far risaltare è questo: anche la struttura più moderna dell’avanzata Svezia non è esente da difetti strutturali che non possono non farci sorridere. All’interno del Waterfront, forse per tenere fede al nome del complesso, piove!

Raccogliamo l'acqua


Il tetto di vetro gocciolante

È bastata una normale pioggia per ricondarci che tutto il mondo è paese: puoi investire tutti i soldi che vuoi nella struttura più moderna della città, ma qualcuno si dimenticherà sempre di tappare i buchi!

Il Waterfront visto dal basso

Un mese (e poco più) dopo

Mi sono preso una leggera pausa dal blog per concentrarmi sulla vita in Malmö, scoprire qualcosa in più sulla vita in questa meravigliosa cittadina.
È stato un periodo molto tranquillo: luglio è il periodo più calmo in assoluto per la Svezia, anche se la vocazione turistica di Malmö (nata in particolare dopo l’apertura del ponte verso la Danimarca) la ha comunque resa frequentata e colorata al punto giusto.
Con agosto si è tornati alla “normalità”, è tornato il traffico (si fa per dire) nelle strade e gli uffici si sono riempiti di nuovo.
Anche l’impatto col lavoro è stato molto soft, sia per quanto riguarda la parte svedese che (in particolare in questi giorni) i rapporti con l’Italia.
Decisamente strano, invece il tempo: lo Skåne è generalmente apprezzato proprio per la sua estate, ma questi sono stati giorni davvero pazzi, in cui si passati più volte dal sereno alla pioggia, a volte anche ripetutamente nella stessa giornata.
Quando è bello, però, è bello sul serio e, soprattutto, non si muore dal caldo!
Adesso, nei prossimi giorni, tornerò ad un ruolo attivo sul blog per raccontare le mie nuove esperienze…

Malmö, Skåne

Malmö, con meno di 300.000 abitanti, è la terza città della Svezia, nonché capoluogo dello Skåne (Scania). È situata nel profondo sud del paese su quello stretto di Öresund che separa la Svezia dalla Danimarca, cui è collegata da quella meraviglia architettonica che è l’omonimo ponte.

Il ponte di Öresund sullo sfondo


Il clima dello Skåne è molto diverso da quello dell’area di Stoccolma: gli inverni sono molto più piovosi e ventosi, con poca neve, mentre l’estate arriva prima, dura di più ed è più piacevole.
Viaggiare in auto per lo Skåne durante la bella stagione è una gran bella esperienza: i panorami sono verdi e magici, i laghi sono magnifici e l’atmosfera fantastica. Nello Skåne, e nell’area di Malmö, ci sono anche tante spiagge e luoghi di balneazione, parecchio frequentate nei mesi caldi.

Si prende il sole e ci si fa il bagno

Anche la durata delle giornate è molto diversa da quella Stoccolmese: d’estate ci sono meno ore di luce, d’inverno ce ne sono di più.
Nello Skåne si parla una variante particolare dello svedese, comunque considerata ufficiale: le parole sono le stesse, ma la pronuncia è molto più aspra, ruvida, e simile al danese. La maggior parte degli svedesi considera spesso lo skånska duro da comprendere… potete immaginare come sia stato per me in occasione dell’ultima visita! 😀

Particolare di un'abitazione

Il legame fra Skåne e Danimarca è molto forte, dato che quest’area della nazione è stata a lungo proprio sotto la dominazione danese. L’architettura è suggestiva e particolare, più mitteleuropea rispetto alla capitale ma comunque non priva del particolarissimo fascino scandinavo. Se la periferia è quella di una normale città di dimensioni medie, il centro è davvero bellissimo ed affascinante, e non può fare a meno di catturarti. In particolare l’asse rappresentato dalla più monumentale Stortorget (Piazza Grande) e dalla più intima e suggestiva Lilla Torg (indovinate?) ha davvero un che di speciale!

Un angolo di Lilla Torg


Vista su Lilla Torg

Le sensazioni che da Malmö sono molto diverse da quelle che può dare Stoccolma: se quest’ultima è pur sempre una grande metropoli, per quanto decisamente più tranquilla di una qualunque città italiana, Malmö dà più l’impressione del grande paese. Traffico pressoché inesistente e atmosfere rilassatissime danno un’idea di massima vivibilità: se Stoccolma, da questo punto di vista, è già fantastica, Malmö riesce a metterti ancora più a tuo agio!
Ma Malmö è anche una città vera, con industrie dell’innovazione, servizi fiorenti, un porto internazionale. Insomma: è una città in cui non manca davvero nulla!

Due meraviglie moderne: il Turning Torso e il Ponte.

Malmö ha, però, anche un lato oscuro: è la città svedese delle grandi tensioni sociali, con un alto numero di immigrati e la più alta percentuale di musulmani. Non è un caso che Sverigedemokraterna, il partito xenofobo antiislamico, si sia conquistato qui la sua roccaforte elettorale.
In particolare, il quartiere di Rosengård, l’area con una popolazione di origine estera superiore all’85% da cui viene l’amatissimo Zlatan, è considerato una vera e propria bomba ad orologeria sociale.

Quando agli abitanti di Malmö non basta la loro città, la soluzione è semplice: basta prendere il ponte (per carità: non esattamente economico, se si va in auto) e, nel giro di una ventina di minuti, ci si ritrova a Copenahgen, la vera metropoli della zona! Personalmente, devo dire di averla sempre trovata un po’ sopravvalutata, con un architettura monumentale che mi prende solo in parte (i celebri Giardini di Tivoli sono meravigliosi), ma mi si dice che la vita serale è notturna è davvero eccellente!
Copenaghen e la Danimarca non hanno, poi, molti dei controlli sociali (alcohol in primis) da cui gli Svedesi si sentono oppressi, e non è raro che molti attraversino il ponte per fare la scorta di birre o passare la serata.

A due passi da Malmö (venti chilometri), troviamo anche Lund, una delle più importanti città universitarie del Nord Europa nonché sede di importanti multinazionali come Sony Ericsson e Tetrapak. Non ho, personalmente, avuto ancora modo di visitarla, ma non mancherò di farlo molto presto.

Beach Volley sotto il Torso


Il mare di Malmö


Bagnanti e zona industriale


Ancora Lilla Torg

È (abbastanza) primavera

Da qualche giorno è ufficialmente iniziata la primavera. Incredibile a dirsi, la differenza si sta sentendo in maniera sostanziale, segno che, forse, le mezze stagioni esistono ancora. Dopo un’ultima (ma mai dire mai) spolverata di neve subito prima dell’equinozio, lo scorso venerdì, le temperature medie si sono stabilmente, o quasi, alzate sopra lo zero. La neve, presente da novembre, è scomparsa praticamente ovunque e il cielo è decisamente più sgombro che in passato.
Certo, a ricordarci che la prima primavera stoccolmese è una primavera per modo di dire ci pensano i lastroni di ghiaccio ancora presenti sui laghi e le temperature non esattamente torride. Guai a non coprirsi bene! Questo è un periodo in cui molti si ammalano perché si fanno prendere troppo dall’entusiasmo: è vero che guanti, sciarpe e cappelli non sono più così necessari e che si può alleggerire il carico di vestiti, ma non è neanche il caso di girare in maniche di camicia…

L’arrivo della primavera implica un altro passaggio importante: superato l’equinozio, le ore di luce hanno sorpassato quelle di buio e adesso stiamo correndo verso la luce quasi eterna dell’estate. Le giornate sono già più lunghe che in Italia e, per ogni giorno che passa, si aggiungono cinque minuti abbondanti di luce. Il conto alla rovescia per il solstizio, la festa di Midsommar è iniziato!

Ho vissuto abbastanza da vedere anche questo

Arriva il treno

La grande nevicata che mette completamente in ginocchio la grande organizzazione stoccolmese.
Nelle ultime 24 ore ne è venuta tanta da farci ritornare ai livelli dicembrini e questa notte è stata particolarmente intensa.
Il tragitto casa-fermata del bus l’ho fatto, in alcuni momenti, con la neve quasi alle ginocchia.
L’attesa per il 565, che mi avrebbe portato diritto alla Folk Universitetet, è stata eterna: dopo quaranta minuti di nulla (in cui era peraltro impossibile reperire info tramite l’applicazione mobile dell’SL) mi sono arreso e ho deciso di tornare a casa, prendere l’auto e dirigermi lentamente alla vicina stazione ferroviaria di Rotebro.
Anche lì, arrivato alle 8:25, poca fortuna: il pendeltåg delle 7:35 era in clamoroso ritardo, e non sarebbe arrivato prima delle 8:58.
Come se non bastasse, dopo solo due stazioni il treno si è dovuto fermare per un quarto d’ora circa, perché qualcuno si è fatto/sentito male rendendo necessario l’arrivo di un ambulanza. Dopo essere stato in piedi in un treno insolitamente affollato (quanto un autobus genovese in qualunque giorno feriale), ho quindi deciso di scendere a Karlberg, farmi altri 500 metri sotto la neve, e prendere la metro fino alla scuola. Alla fine, sono arrivato in ritardo di quasi due ore rispetto al solito…

Il treno pieno

Una strada a Stoccolma

Che tempo fa

Questo inverno è stato, finora, decisamente meno spettacolare di quello precedente. Dopo un inizio fantastico (già a novembre) e tantissima neve, soprattutto intorno a Natale, a inizio Gennaio le temperature si sono alzate: la neve è quasi tutta sciolta (purtroppo rimpiazzata dal ghiaccio), il cielo è spesso grigio e piove di tanto in tanto. Insomma: in questi giorni Stoccolma non sta esattamente dando il massimo di sé.

Questa notte c’è stata però una piccola spruzzata di neve, e ancora di più dovrebbe arrivarne alla fine della settimana. Si dice, soprattutto, che il resto dell’inverno, fino a fine marzo, dovrebbe essere particolarmente freddo e nevoso. Speriamo, perché il tempo come è adesso è davvero deprimente! 😀

È tornata la neve!

Dopo qualche spolverata nelle settimane passate (spolverata che avrebbe messo in ginocchio buona parte delle città italiane) è finalmente arrivata la prima vera neve. Nonostante le perplessità di mia moglie, che mi guarda come fossi un alieno, la cosa mi rende, per qualche strano motivo, naturalmente felice.

Stoccolma non è in una zona della Svezia particolarmente tendente all’imbiancata, quantomeno negli ultimi 20 anni. Fino al 2009, generalmente, la neve si vedeva qui pochino. L’inverno 2009-2010, però, è stato il più freddo e nevoso da parecchi anni a questa parte, e, in molti abitanti della zona, ha riportato alla memoria ricordi d’infanzia, quando invece era molto più normale. Alla fine, contando che siamo stati in bianco da metà dicembre (Santa Lucia, qui una festa importante) ad inizio aprile, per quelli come me è stato un inverno davvero spettacolare.

Adesso si dice che l’inverno 2010-2011 sarà più o meno sulla stessa falsariga, cosa che mi rende felice come un bambino.

Chiaramente i disagi ci sono anche qui: nonostante le ottime gomme da neve, aumentano i rischi in autostrada e tutto il traffico ne risente. I mezzi pubblici patiscono ritardi e anche la metropolitana soffre di allagamenti e casini vari. In questo momento sto scrivendo dal bus che mi porta da Väsby a Stoccolma per il mio corso, e devo dire che è una vera fortuna che gli autobus possano circolare sulle corsie di emergenza: il resto dell’autostrada è decisamente trafficato! Se, poi, prendi l’auto al mattino devi calcolare quei dieci-quindici minuti in più per rimuovere neve e ghiaccio dai vetri

Chiaramente è nulla rispetto a quello che succederebbe in Italia in situazioni simili, però… qui l’organizzazione è davvero ottima, anche perché, altrimenti, si arriverebbe alla paralisi nazionale. Persino l’aeroporto di Arlanda non risente troppo della situazione meteo, mentre qualche problemino in più ce l’ha Skavsta, la piccola aerostazione (distante in realtà circa un’ora e mezza da Stoccolma) utilizzata da innominabili compagnie low-cost.

Non mancano anche i rischi per i pedoni, in particolare quando camminano su un marciapiede che costeggi edifici: il rischio di essere sommersi da una valanga proveniente dai tetti è sempre presente. Chi fa la manutenzione degli edifici ha il dovere di tenere d’occhio la situazione e fare il possibile per evitare questo rischio: in molti casi alcuni marciapiedi vengono dichiarati off-limits, e si creano dei corridoi per i pedoni sulle strade.

Nonostante tutti questi problemi, la neve continua a piacermi da morire: mi mette un inspiegabile sensazione di buonumore che mi permette di sopportare meglio il freddo e il gelo (comunque decisamente meno penetrante di quello che puoi provare a volte in Italia, nonostante le temperature più basse)!

Ecco alcune foto scattate ieri mattina a partire dalle 7:30 in Väsby… Nel frattempo la neve è decisamente aumentata! 🙂