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Cercare (e trovare) lavoro in Svezia

Una conseguenza inevitabile del tenere questo blog è il ricevere molte richieste di informazioni sulla possibilità di lavorare in Svezia.
Rispondere non sempre è facile, anche perché, chiaramente, non conosco la situazione di ogni settore lavorativo: ad esempio, mi pare di avere intuito che c’è sempre una certa richiesta di medici ed infermieri (ma non nelle grandi città, pensate a qualche posto sperduto del profondo nord), mentre gli informatici, in Svezia, non mancano di sicuro.

Soprattutto, resta quello che è lo scoglio fondamentale per chiunque voglia lavorare in Svezia: la lingua.
È vero: tutti qui, escluso magari qualche anziano, parlano un buon Inglese… ma con l’Inglese e basta qui, generalmente, non ti fanno lavorare.
So che ci sono paesi più aperti, come l’Olanda o anche la Danimarca, dove ci sono meno problemi al riguardo, ma, in Svezia, senza lo Svedese, è tutto molto più difficile.

Ci possono essere dei casi particolari: ad esempio se cercano esattamente la tua figura professionale e hanno difficoltà a trovarla, oppure se hanno bisogno di qualcuno che lavori nello specifico con i mercati italiani… ma anche in quei casi, uno che parla lo Svedese avrà una buona possibilità di passarti avanti.

La situazione può migliorare leggermente con quelle grandi multinazionali (IKEA, Tetra Pak, etc.) che hanno adottato l’Inglese come lingua ufficiale, ma, in questo caso, avrai comunque concorrenza da tutto il mondo: se le aziende aprono gli orizzonti, in genere, non lo fanno solo nei confronti degli Europei. Anzi, in casi particolari, possono anche ricevere delle agevolazioni nell’assumere persone provenienti da situazioni meno fortunate.

Peraltro, anche quando ti faranno lavorare con il solo inglese, la situazione potrebbe essere dura dal punto di vista delle relazioni sociali sul lavoro: che lingua parlano gli svedesi fra di loro? Di sicuro non l’Inglese!
Io stesso, che ormai ho una discreta comprensione dello Svedese “nazionale”, sono sempre regolarmente in difficoltà quando i miei colleghi parlano fra di loro nel per me incomprensibile dialetto skånska (ne avevo accennato qui), che è difficile farsi entrare in testa quando non puoi esercitarlo con corsi (non ne esistono) o con i familiari. Le aziende sanno di queste difficoltà, ed è uno dei motivi per cui ti danno una partenza con handicap se non parli la lingua locale.

La cosa importante da considerare, quindi, se pensate di trasferirvi qui è questa: generalmente non troverete lavoro in tempi brevi.
Ci vorranno probabilmente almeno sei mesi di duro (e costoso, visto che, all’inizio, vi dovrete pagare i corsi della Folk Universitet o similare) studio della lingua prima che possiate avere qualche chance, ma è possibile che il tempo si estenda ad un anno o due. Bisogna essere abbastanza fluenti: l’accento può non essere perfetto, ma bisogna capire e farsi capire senza intoppi.

Dovrete inoltre tenere conto dello scetticismo delle aziende Svedesi: se non avete mai lavorato qui, non vi conoscono, hanno poche possibilità di verificare le vostre credenziali e saranno più dubbiosi nel prendervi in considerazione. Una persona che abbia già esperienze lavorative in Svezia avrà invece molte più possibilità.
Altra cosa: sembra un assurdità, ma anche il cognome è importante. Un Larsson ha sempre un piccolo vantaggio nei confronti di un Rossi: per questo motivo, è una cosa abbastanza comune per gli stranieri assumere il cognome del coniuge svedese quando si sposano.

C’è poi una cosa molto importante da considerare: rispetto a quando sono arrivato io, nell’estate 2009, le direttive sull’immigrazione degli Europei sono cambiate.
Prima ti bastava avere un indirizzo di residenza temporanea per poter richiedere il personnummer di Skatteverket, il celebre “codice fiscale” che ti identifica in tutto e per tutto e che ti accompagna in praticamente qualunque operazione.
Ora non più: per potere ottenere il personnummer bisogna prima mettersi a posto con Migrationsverket e ottenere un “permesso di soggiorno”.
La situazione, come comprensibile, mette in difficoltà: senza personnummer non si può aprire un conto in banca, non ci si può registrare per molti servizi o per certi acquisti online, non si può neanche fare cose semplici come abbonamenti in certe palestre o noleggiare film. Insomma, una vita di semi-clandestinità!
I modi per mettersi a posto con l’Ufficio Immigrazione non mancano: avere un lavoro in Svezia (e siamo daccapo), aprire una propria attività (ma dovrete presentare un piano credibile), avere un partner fisso che ti dichiari come convivente o dimostrare di avere a disposizione un reddito fisso o una cifra non trascurabile su un proprio conto corrente estero. Insomma… non è facile.
Una volta risolto questo intoppo, la situazione sarà più facile: ci si potrà iscrivere ai corsi gratuiti di svedese, registrarsi all’ufficio di collocamento, si potrà ottenere la carta d’identità, il diritto ad affittare di prima mano (come se fosse facile) o acquistare il diritto a vivere in un appartamento e così via.

Considerate infine una cosa: la Svezia è certamente un paese ricco, ma non ricchissimo come qualcuno può pensare. Soprattutto in termini di stipendi. Gli Svedesi sognano e invidiano i salari dei loro colleghi danesi e, soprattutto, norvegesi.
Se avete un lavoro in Italia e pensate di venire qui soprattutto per migliorare la vostra situazione economica, pensateci bene: il vostro stipendio svedese potrebbe sì essere decisamente più alto di quello italiano, ma potrebbe anche essere equivalente e persino più basso (se considerate che qui cose come tredicesima, quattordicesima e permessi retribuiti non sono esattamente la norma): la ricchezza della Svezia si esprime soprattutto nella qualità dei servizi al cittadino (le tasse pagate fruttano un valore), e non, necessariamente, nella busta paga. In molti casi, inoltre, vi ritroverete a dover ricominciare da capo, a dover fare ben più che un passo indietro nella vostra scala professionae.

Tirando le somme: è quindi impossibile mollare tutto e trasferirsi in Svezia senza avere un lavoro? Lo sconsiglio? Assolutamente NO: chiunque ce la può fare, se si impegna e ha capacità. Immagino che nessuno pensi che sia una passeggiata il venire a vivere qui, ma il percorso potrebbe essere anche più difficile e duro di quanto non vi aspettiate: dovrete investire tempo, soldi e sudore per conquistarvi un posto (al sole o all’ombra) quassù.
Se la situazione vi sembra troppo dura, potrete prendere in considerazione nazioni ufficialmente meno aperte e tolleranti della Svezia, ma che vi potrebbero offrire scorciatoie più semplici nell’immediato. Se siete pronti a tenere duro, però, sarete premiati: la Svezia è davvero un paese meraviglioso!



Aggiornamento: a partire dal primo maggio 2014 non è più necessario passare per Migrationsverket come primo passo burocratico. Nei fatti, però, le regole e le condizioni per ottenere la residenza, il personnummer, i corsi di svedese e tutto il resto non sono cambiate più di tanto. Adesso, semplicemente, bisogna presentare la documentazione direttamente a Skatteverket.

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Mangiare a Malmö

Stimolato dalle domande di Notturno Express (a proposito: per la registrazione della trasmissione potete andare sulla loro pagina di Facebook e scaricare il podcast della terza puntata), eccovi una mini lista di posti in cui io e mia moglie ci siamo trovati bene a mangiare, nel caso vi capiti di fare un salto da queste parti.

Vi ricordo che, in Svezia, i prezzi non hanno sorprese: quello che vedete sul menu pagate, i piatti hanno sempre un loro contorno, l’acqua di rubinetto è inclusa nel prezzo, il pane no (ma nel contorno ci sono quasi sempre le patate, che svolgono una funzione simile).
Quindi, generalmente, ci si può tranquillamente nutrire, a seconda dei posti, con prezzi fra i dodici e i venticinque euro (qualcosa in più se prendete il dessert), bevande escluse.

Paddy’s Bar:
Il mio top assoluto. Piatti svedesi moderni (delizioso il polpettone di cervo e formaggio di capra, molto buoni anche agnello e anatra), ma anche il cibo “da pub” (l’immancabile hamburger, che non ha nulla a che vedere con quello deii fast food) si fa rispettare. Nel weekend dovete assolutamente prenotare.

Mello Yello:
Nella splendida cornice di Lilla Torg, ha tavoli all’aperto dalla primavera fino alla fine di ottobre. Ottimi piatti, sempre in stile “Svezia moderna”, l’hamburger è notevole. Il locale è davvero meritevole per le serate estive, quando si crea un atmosfera davvero suggestiva e speciale.

La Trattoria:
Se proprio non potere fare a meno della Pizza in vacanza all’estero, questo piccolo, ma dalla bella aria intima, posto ha la più buona che abbia mangiato in Svezia. Il gestore è un Siciliano trapiantato da parecchi anni.

Mascot
Situato nel mezzo della multiculturale Möllan (la Soho di Malmö), è ideale per chi ama il cibo da pub o la molto diffusa plankstek (piatto di origine ungherese con carne, purè in stile pomme duchesse e verdure serviti su una tavola di legno). Andateci però d’estate quando potete mangiare fuori, perché all’interno c’è un’irritante musica techno a tutto volume.

Mando
Ottima steakhouse nei pressi di Lilla Torg.

V.E.S.P.A.
Questo ristorante, dedicato al celebre scooter Piaggio, ha più filiali, tutte in quest’area della Svezia. Noi abbiamo provato quella in Västra Hamnen (il bel quartiere residenziale sul mare di Malmö) e ci siamo trovati molto bene, anche solo per la cornice. Le pizze erano ottime, l’arredamento simpatico. Molto poco svedese il fatto che, all’interno, fosse illuminato a giorno: qui si preferiscono, generalmente, luci più morbide.

Un ristorante, invece, dove non consiglio assolutamente di mangiare è un piccolo posto di nome Dal Cuore, vicino alla granda sala cinematografica Filmstaden: fra birre servite calde, cibo fra il passabile e lo scarso e una cameriera che non aveva assolutamente idee di cosa sia il servizio al cliente (e sia chiaro: non parlo di “forma”… In Svezia l’informalità è la norma), la nostra esperienza è stata decisamente negativa.

Treni e mezzi pubblici

Il treno appena arrivato

Uno dei primi paragoni che mi viene da fare fra Stoccolma e il sud è quello relativo ai mezzi pubblici.
Nonostante sia affidato a società diverse (nella capitale, la potente Storstockholms Lokaltrafik, qui Skånetrafiken, che coordina compagnie differenti), il servizio dei treni offre un livello qualitativo simile: la maggior parte dei convogli è in orario, non è infrequente qualche leggero ritardo (la Svezia non è la Svizzera), mentre più rari, e generalmente legati a guasti o intoppi seri, sono i ritardi superiori ai 5 minuti o le cancellazioni. Le corse, soprattutto sull’asse Malmö-Lund sono comunque talmente frequenti da mettere generalmente, al riparo da situazioni antipatiche, quantomeno se non ci si aspetta di arrivare all’ultimo secondo.

L'Öresundståg è il treno che porta in Danimarca, ma è anche molto utilizzato sulle tratte locali.

Fa sempre piacere notare la cura delle vetture: confortevoli, ci sono sezioni specifiche per biciclette, per chi ha bisogno di viaggiare con animali, e ci sono anche sezioni “mute” per chi si vuole godere il viaggio in silenzio, senza essere disturbato dal chiacchierio altrui o dallo squillare dei cellulari.

Pur viaggiando sempre in ora di punta, non mi è ancora capitato di restare in piedi: persino nei giorni del Malmöfestivalen, che attira sempre tante persone in città, ho sempre trovato il posto a sedere.

 

Il "4" a Lund, in un normale giorno lavorativo: completamente vuoto o quasi!

Per gli autobus la situazione cambia di poco: generalmente poco affollati, frequenti e comodi, offrono ben altra qualità del servizio rispetto ai loro cugini italiani. Curiosamente, però, qualcosa di strano succede sul numero 4 che mi porta dalla Stazione Centrale di Lund al lavoro e viceversa: se al mattino il servizio è sempre puntuale, al pomeriggio non ha mai rispettato una volta l’orario previsto, e l’arrivo in stazione per il rientro è sempre un’incognita. Nulla di cui lamentarsi, visto che l’autobus è sempre vuotissimo e quindi comodissimo, e comunque i treni per il ritorno a Malmö non mancano.
Insomma, nulla a che vedere con le peripezie cui sono sottoposti i pendolari italiani, a partire dalla puntuale e tragicomica segnalazione “il treno taldeitali non è stato effettuato” (ovviamente annunciata sempre all’ultimissimo minuto, anche quando l’informazione avrebbe dovuto essere disponibile da tempo).

Tutto il sistema, è, come dicevo, coordinato da Skånetrafiken, che si occupa anche di biglietti ed abbonamenti: il costo di questi ultimi è un forte elemento di differenziazione rispetto a Stoccolma. Mentre nella capitale si paga una quota fissa (690 corone) per girare in tutta l’estesa contea, qui il sistema è modulare, e si può andare dalle 310 corone (una zona) alle 1060. Io pago esattamente come a Stoccolma, ma sono più limitato nei movimenti, visto che posso utilizzare l’abbonamento solo ed esclusivamente nelle 6 zone che riguardano il mio percorso.
Fino a giugno si potevano comprare i biglietti direttamente sull’autobus, ma ormai vale la regola del kontantfritt: si può salire sul mezzo solo avendo già un biglietto, che si può comprare presso certi rivenditori, via sms, oppure utilizzando le carte prepagate ricaricabili JoJo (che offrono uno sconto del 20%). Se viaggiate con un parente o un amico, potete acquistare i biglietti Duo, che permettono di avere ulteriori sconti. In giro per Malmö ci sono persino le pubblicità che ti invitano a trovare un compagno di viaggio direttamente in stazione, al fine di risparmiare soldi (soprattutto in caso tu vada a Copenaghen, visto che il costo non è proprio irrisorio)! In compenso, ottima cosa durante l’estate: per due mesi, dal quindi giugno al quindici agosto, si viaggia in tutto lo Skåne per 450 corone complessive, un prezzo davvero irrisorio rispetto al resto dell’anno.

Un treno "non effettuato" può capitare anche qui... ma è raro!

L’Euro

Qualcosa di importante è cambiato rispetto ai giorni del mio arrivo in Svezia: l’Euro è miseramente crollato nei confronti della corona svedese.
Il grafico mostrato qui (cliccate su 2y per avere il quadro degli ultimi due anni) è davvero impietoso.
Se a luglio 2009 con dieci euro compravo l’equivalente di 110 corone, oggi non arrivo a comprarne 90.
Purtroppo non ho fatto troppo caso alla situazione e non ho pensato a trasferire il mio capitale su un conto svedese in un momento propizio. Di conseguenza, il mio potere d’acquisto è calato ulteriormente. A questo punto devo decidere cosa continuare a fare con i pochi soldi che mi sono rimasti… sicuramente la lezione imparata è che bisogna cominciare a tenere seriamente d’occhio anche queste cose.

Tunnelbana

La Tunnelbana è la metropolitana svedese, un’esperienza che va assolutamente raccontata.

L'interno di un trenoSiete abituati ai mezzi pubblici italiani affollatissimi, modello carri di bestiame? Ecco, dimenticateveli pure: non mi è mai capitato di viaggiare stipato, e si trova quasi sempre posto a sedere su comode poltrone in tessuto.
Lo stesso discorso vale per gli autobus, assolutamente organizzati e capillari.

Molte cose qui si fanno ancora all’antica: se è vero che tessere e abbonamenti sono gestiti tramite tessere magnetiche, per i biglietti ordinari c’è il gabbiotto con il buon vecchio bigliettaio (sugli autobus se ne occupa direttamente il conducente), che vi prende/vende i coupon o timbra la striscia.

Il sistema dei coupon è un po’ particolare: per viaggiare nella zona “urbana” (che comunque include i comuni dell’hinterland, come Bromma o Solna), o comunque in una sola zona, bisogna usare due coupon. Se sconfini in un’altra zona i coupon sono tre, mentre se le zone sono tre i coupon diventano quattro.

Due coupon (il biglietto ordinario urbano, per intenderci) costano 30 corone (2,7 euro), e durano un’ora. A differenza che in Italia, però, si può utilizzare liberamente in detto lasso di tempo: puoi quindi uscire e rientrare dalla metropolitana tutte le volte che ti pare.
Spesso il bigliettaio, se vede che hai sforato di poco l’ora, ti fa passare comunque. Altre volte, quando ha finito il turno, mette un cartello “chiuso” e fa segno di passare liberamente. In occasione di eventi (come concerti o fiere), quando la gente rientra a casa, per evitare code interminabili alle barriere le aprono e fanno entrare tutti senza biglietto.

 

Biglietto cumulativo della metro

Biglietto cumulativo della metro

 

Se si vuole risparmiare un po’ rispetto ai prezzi dei biglietti (più cari che in Italia, anche se il servizio non è neanche lontanamente comparabile) ci sono le cosiddette travel card (24 ore, 72 ore, 7 giorni, 30 giorni, trimestrali o annuali) che non sono comunque economicissime, e convengono soprattutto a chi i mezzi pubblici li prende davvero spesso.

Una possibile alternativa sono le “strisce” (vedi foto), che funzionano come i coupon (uno spazio sulla striscia equivale ad un coupon, su una striscia ce ne sono 16) ma che, dato che li compri in blocco, ti costano un po’ di meno(2€ per il biglietto urbano da un’ora). Una striscia può anche essere utilizzata per fare entrare più persone contemporaneamente allo stesso varco.

In alternativa i biglietti possono essere acquistati alle macchinette automatiche, oppure via sms (basta far vedere il codice di ritorno al conducente/bigliettaio): in tal caso il costo è uguale a quello standard, ma il biglietto dura 75 minuti anziché un’ora!

La Tunnelbana, fra l’altro, ha lunghi tratti che passano in superficie (per lo più è solamente la parte di Stoccolma città ad essere sotterranea), cosa che permette di ammirare alcuni scorci notevoli, in particolare al crepuscolo. Purtroppo le foto, scattate con il telefonino (quando esco la sera non mi porto dietro la macchina fotografica) non rendono giustizia alla loro bellezza.

Viste serali dalla metroViste serali dalla metro-2Alla stazione

Le linee della grande T sono 3, con un certo numero di diramazioni. Sono inoltre integrate con la rete dei treni, che funzionano molto bene e possono essere presi utilizzando gli stessi biglietti/coupon della metro.

Colazione e posta

Lo sapevo già, ma cosa che costa decisamente di più che in Italia è la colazione al bar: 5 euro per un caffè, più un paio di biscottoni non è cosa da poco. Da domani, la si fa a casa.

Oggi ho avuto la mia prima esperienza negativa svedese: pensavo di aprire una casella postale per avere un indirizzo fisso di riferimento per farmi spedire la roba ma ho scoperto che qui, a differenza che da noi, solamente le aziende possono aprirne una. È possibile/probabile che nei prossimi mesi mi apra una “partita IVA svedese”, quindi la casella potrebbe essere solo rimandata. Sicuramente, però, questo piccolo intoppo mi ha fatto ritardare l’apertura del conto corrente bancario, dato che devo vedere se il titolare dell’appartamento mi autorizza a fornire il suo indirizzo come riferimento (immagino di sì, ma è sempre meglio chiedere).

Prima di rientrare a casa, avevo la necessità di stampare un foglio di carta che mi servirà questa sera. Non avendo con me una stampante, e non conoscendo un internet cafe che permettesse di farlo, ho utilizzato l’arte di arrangiarsi tipicamente italiana. Sono andato in un hotel che ho frequentato spesso, e che so avere un “business center”, e, con molta nonchalance, dopo aver preso un caffè al bar, sono andato a stamparmi quanto mi serviva. Prometto che non lo farò più. 😀

Al rientro, sono passato al supermercato vicino a casa, dove ho comprato l’essenziale per sopravvivere nei prossimi giorni. Regola numero 1: quando ci si trasferisce in una casa nuova, prima di andare al bagno, assicurarsi che ci sia la carta igienica.

Questa sera, Deep Purple a Västerås… ma questa è un’altra storia.