Qual è il posto più noioso in cui abbiate mai guidato?

Per me, ve lo dico subito, quel posto è l’autostrada E4 lungo lo Småland, la provincia storica che sta subito a nord dello Skåne e che è la patria dell’IKEA.

Un’area dove crescono solo conifere, per boschi su boschi che ti fanno affogare nella noia più totale. Se già a salire verso Stoccolma il tratto è davvero pesante, a discendere verso casa la sera è semplicemente un tragitto infinito: da Jönköping ad Örkelljunga (ma poi bisogna aggiungere anche un prolungamento ulteriore in Skåne) sono quasi 200 chilometri dove l’unico brivido può venire da un cantiere stradale o dal breve tratto in cui l’autostrada diventa una statale. Anche lì resta tutto uguale dato che cambiano solo i limiti di velocità, e ci sono passaggi ad una sola corsia.
Il panorama. Non. Cambia.

La verità è una sola: in Småland i chilometri sono più lunghi. Enoncelodicono!

Se non sapete che attività aprire in Svezia…

… sappiate che ce n’è un tipo che sembra andare per la maggiore, almeno dal punto di vista dell’occupazione territoriale.

Personalmente ormai non ci facevo quasi caso, ma un amico in visita me l’ha fatto notare: i centri cittadini sono praticamente dominati dai negozi di parrucchieri/hair stylist o come li volete chiamare.
Solo a Lund, per fare un esempio, nello spazio di un quadrato di cinquecento metri per cinquecento, saltano fuori oltre cinquanta frisör!

Ricerca di frisör su eniro.se
Ricerca di frisör su eniro.se

A prestarci attenzione, l’effetto può essere davvero straniante… queste foto sono state scattate nel giro di una passeggiata di pochi centinaia di metri!

Gli affari sembrano andare piuttosto bene: nonostante prezzi che (alle mie orecchie di uomo) sembrano allucinanti, mi pare che, generalmente, i negozi siano sempre attivi.
A quel che so, le signore italiane residenti qui si lamentano spesso proprio dei prezzi elevati (da due a tre volte quelli italiani), e io stesso, quando mia moglie mi dice di dovere assolutamente andare dal parrucchiere, le dico “perché non aspetti che andiamo in Italia?” 😀
Insomma… sembra un’invasione, e sembra un tipo di attività di un certo successo. Se c’è qualche parrucchiera fra i miei lettori in Italia, chissà se a questo punto ci starà facendo un pensierino!

Il Papa

E quindi il Papa viene a Lund, la città in cui lavoro, per celebrare il cinquecentesimo anniversario della Riforma Luterana.
La cosa mi tocca, personalmente, solo in un modo: essendo un giorno lavorativo, potrebbe essere molto più complicato arrivare in ufficio. Insomma, una rottura di scatole che mi risparmierei volentieri. Altri saranno sicuramente più contenti.

L’evento, però, mi ha ispirato una piccola petizione, che ho appena lanciato: nel nome del contrasto fra la Chiesa Svedese (tollerante, aperta e rispettosa dei diritti umani) e quella Cattolica, chiedo a chi organizza la celebrazione solo un piccolo gesto simbolico e fare sì che il Vescovo di Roma sieda fianco a fianco di quello di Stoccolma.

Se la pensate come me al riguardo dei diritti delle persone, indipendentemente dal loro sesso o dell’orientamento, firmate volentieri. Altrimenti, ignorate pure questo post.

https://www.change.org/p/lutheran-world-federation-church-of-sweden-lunds-domkyrka-have-pope-francis-seat-beside-stockholm-s-bishop-during-the-reformation-s-commemoration

“Natale” a Copenaghen

Sabato è stata per noi l’occasione per una delle nostre gite a Copenaghen, gite che, se non fosse per il costo del ponte e il proibitivo cambio fra corone, ci faremmo molto più spesso.
Se Malmö in questi giorni é stata soprattutto tetra e grigia, la capitale danese è invece illuminata a festa dallo spirito natalizio.
Natalizio?

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Se, generalmente, sono il primo a rimanere perplesso di fronte a un utilizzo così anticipato dei temi festivi, per una volta non mi lamento proprio: qualunque cosa dia vitalità a questo autunno deprimente è solo benvenuta, e passeggiare per l’area dello, Strøget o il mercatino allestito in Højbro Plads è stato un gran piacere.

Alla fine del pomeriggio, abbiamo colto l’occasione per cenare alla Vecchia Signora, posto che, nonostante il nome e l’atmosfera da gobbi, è sicuramente uno dei migliori ristoranti italiani in cui abbia mai mangiato all’estero. La pizza è sicuramente di altissimo livello!

In compenso, su Malmö e Lund è tornato oggi a splendere il sole. Ci eravamo quasi dimenticati di lui!

Logge massoniche?

Lunedì sera ho avuto un’esperienza davvero particolare. Alla ricerca di un locale per il battesimo di Aurora, ci siamo imbattuti in quello di “pranzo.se”, di proprietà dell’Ordine di Sirio.
Fissato un incontro con la signora responsabile del catering, ci siamo ritrovati in una situazione al limite del surreale. Il locale non ci è piaciuto particolarmente, e abbiamo deciso di sfruttare un’altra opportunità, ma la visione della “cappella”, la stanza decisionale in cui l’ordine si riunisce a a Lund, ha avuto sicuramente un che di speciale.
Ufficialmente un ordine di “ricchi benefattori” questo Sirius-Ordren sembra a tutti gli effetti una loggia massonica. Di quelle che, inconsciamente, mettono i brividi.
Purtroppo non ho avuto l’occasione di fare foto, se non una, ma l’iconografia della sala era davvero speciale e mi ha precipitato in sensazioni da “nuovo ordine mondiale”, qualcosa in cui generalmente non sono propenso a credere. In ogni caso, una situazione davvero particolare e curiosa.

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Quest’anno ci siamo persi il våffeldagen!

Quest’anno, il 25 marzo, ci siamo persi una delle mie tradizioni alimentari preferite di Svezia.
Poco male, perché la mattina di quel giorno eravamo impegnati nel reparto Förlossningsavdelning dell’ospedale di Malmö nell’esperienza più bella della nostra vita, la nascita della nostra piccola Aurora.

Avevamo pianificato tutto per benino, ma le cose non sono andate esattamente come previsto. Visto anche che la differenza è di soli dieci minuti di macchina, la nostra intenzione era infatti di partorire in quel di Lund, per un paio di motivi fondamentali. Il primo è che, a quel che abbiamo letto in giro, Malmö non ha la migliore delle reputazioni, per quanto riguarda la soddisfazione delle partorienti. In genere, chi ha potuto provare l’esperienza del parto in entrambi i posti, raccomanda Lund. Anche alcuni amici e conoscenti ci hanno consigliato la più piccola cittadina universitaria, la cui Kvinnokliniken ha invece una buona reputazione (e poco importa che, tecnicamente, quelli di Lund e Malmö compongano in realtà un ospedale unico, lo Skånes universitetssjukhus).
Il secondo motivo è la gestione del post parto: mentre in gran parte della Svezia le donne vengono mandate a casa direttamente o, in caso di problemi, ospitate per qualche giorno in un reparto dell’ospedale, a Lund esiste una struttura particolare che si chiama Patienthotellet. Questo albergo ospedaliero ha una triplice funzione: dare alloggio ai familiari di persone ricoverate, ospitare alcuni pazienti convalescenti che non hanno bisogno di attenzioni mediche continue, e includere anche il reparto maternità post parto. A differenza che in altri posti, i partner (ed eventuali altri figli) possono passare le notti assieme alla neomamma, in una vera e propria stanza d’albergo con infermieri e ostetriche a disposizione sullo stesso piano per supporto, controlli e consigli. L’hotel è, purché ci sia posto, a disposizione di tutti i residenti dello Skåne, indipendentemente da dove avvenga il parto: certo, per chi voglia approfittarne, partorire a Lund è decisamente più comodo. Per quanto riguarda i prezzi, per la mamma è tutto gratis (pernottamento, pasti, controlli) mentre il partner deve pagare delle cifre ragionevoli.

Domenica in tarda serata abbiamo fatto le prove generali: Helena aveva delle forti contrazioni, pur senza dolore, e, quando abbiamo chiamato Lund, ci hanno chiesto di andare per un controllo. Era un palese falso allarme, e abbiamo preso il tutto come un’esercitazione: dopo alcuni controlli, nel mezzo della notte ci hanno rispedito a casa.
Con sole poche ore di sonno alle spalle, il mattino dopo, appena il tempo di arrivare al lavoro (ovviamente a Lund) e questa volta l’allarme era verissimo.
Dopo l’ennesimo percorso Lund-Malmö-Lund siamo stati accolti nella Kvinnokliniken: con grande delusione siamo però stati rispediti a casa dopo il primo controllo in quanto, pur essendosi rotte le acque, il travaglio era ancora nella fase iniziale.

Nel pomeriggio i dolori si sono fatti insostenibili e allora è stato il momento di prepararci nuovamente: quando però abbiamo chiamato Lund la risposta è stata negativa: erano pieni, e saremmo dovuti andare a Malmö.
Non nascondiamo però di averlo fatto volentieri. Le sensazioni relative al reparto di Lund non sono state infatti positivissime. Un po’ per via di lavori in corso all’interno dell’edificio, che rendevano il tutto decisamente più stressante, un po’ perché le ostetriche con cui abbiamo avuto anche fare erano meno cordiali di quelle che avevamo incontrato in precedenza durante i nostri controlli all’ospedale di Malmö, non eravamo più sicuri di volerlo fare a Lund in ogni caso. E il fatto di risparmiare dieci minuti di macchina (abbiamo preso un taxi) questa volta ci è all’improvviso sembrata una cosa meravigliosa.

Arrivati alla Kvinnokliniken di Malmö intorno alle 17:30 sono però ricominciati i dubbi: l’ostetrica che ci è toccata ci ha fatto improvvisamente rimpiangere le due che abbiamo incontrato a Lund. Ruvida nel parlare (provava ad essere cordiale, ma la cosa non era nelle sue capacità), indiscutibilmente professionale ma imbranata (e dolorosa per la mamma) in qualunque operazione… siamo stati più volte sul punto di richiedere il cambio, come da nostro diritto. Abbiamo tenuto duro anche per il fatto che l’infermiera che l’assisteva era una persona dolcissima e meravigliosa, cosa che ci ha restituito qualche speranza nell’umanita. Per fortuna, l’incubo è finito alle 21:15, quando c’è stato il cambio turno e sono arrivate due persone splendide, entrambe in gamba, tranquillizzanti e comprensive, che ci hanno seguito per tutta la notte andando anche al di là del loro orario pur di concludere l’operazione con noi.

E di tempo ce n’è voluto: erano quasi le sette del mattino, 24 ore dopo la prima contrazione e 23 dopo la rottura delle acque, che la piccola Aurora, bella più che mai, è venuta al mondo urlando e scalciando.
Un gran bravissima alla mamma che ha tenuto duro per tutto il tempo!

Finito il tutto, abbiamo rischiato seriamente di essere mandati a casa a fine mattinata, dato che il Patienthotellet era quasi completamente pieno. Per fortuna si è liberato un posto per mezzogiorno: la regione Skåne ci ha pagato anche il taxi fino a Lund e ora ci godiamo tra di noi le nostre notti insonni e i nostri pannolini, sempre potendo contare sull’assistenza di uno staff paramedico a nostra disposizione.
Forse domani andremo a casa, forse no… intanto i miei primi dieci giorni di congedo parentale retribuito (un diritto/dovere di tutti i papà in Svezia) hanno iniziato a scorrere.
Certo che sono sensazioni magnifiche!

Si cambia!

Dopo due anni e mezzo in Atea, a lavorare per Tetra Pak, da oggi inizia una nuova avventura: mi prendo il rischio di un contratto temporaneo in QlikTech, una compagnia che sviluppa software di business intelligence.
Mi occuperò di fare assistenza ai clienti per la parte server.
I motivi di questa scelta sono molteplici: voglia di cambiare, tornare a fare un lavoro più in linea con il mio livello di competenze, avere uno stipendio (decisamente) migliore.
Un bonus: pur essendo il lavoro sempre in Lund, mi risparmio un quanto d’ora a viaggio, dato che mi evito di prendere il treno.
Se la scommessa pagherà è da vedere, ma sono decisamente ottimista.
Si comincia!

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