Carta di credito? No grazie!

La Svezia è sempre stata famosa come uno di quei posti dove puoi pagare qualunque cosa, anche un francobollo, con carta di credito.
Per molti versi è ancora così: supermercati e grandi catene (da Pressbyrån a Seven Eleven passando per i distributori di benzina, che sono sempre dei veri e propri negozi/piccoli supermercati) accettano la carta anche per prezzi davvero irrisori.
Ho notato che, però, da qualche tempo, le cose stanno cambiando nei pub, nei ristoranti e in altri settori della ristorazione (tipo i chioschi Grill onnipresenti in città): molti hanno iniziato a mettere un limite minimo di spesa, altri hanno innalzato quello pre-esistente (si parla anche di 120 corone, più di 13 euro)… addirittura, il mio adorato Restaurang & Pub Anchor ha preferito abolire in toto l’utilizzo della carta di credito, installando un bancomat all’interno del locale.
Un paio di sere fa, in un locale rock della capitale, mi hanno detto che non avrebbero accettato più la mia carta, dopo il primo pagamento, perché, essendo una carta internazionale, non utilizza lo stesso sistema di codice pin di quelle svedesi, e il tipo del bar “non aveva l’autorizzazione” (o, forse, la voglia) per controllare la carta d’identità ogni volta. Una volta, almeno nei pub e nei ristoranti, il documento non veniva controllato praticamente mai.

I motivi di questa piccola inversione di rotta sono a me ignoti: ho cercato su alcuni siti d’informazione, ma non ho trovato nulla di specifico al riguardo. Probabilmente le banche hanno alzato le commissioni, altrettanto probabilmente c’è stato un insorgere di casi di clonazioni o contestazioni che hanno messo in difficoltà gli esercenti… non so.
Fatto sta che, incredibilmente, anche nell’avanzatissima Svezia, sempre più spesso Cash Is King. Chi l’avrebbe mai detto?

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38 risposte a “Carta di credito? No grazie!

  1. Interessante però il paragone con il bancomat.
    In Italia ti guardano sempre storto se paghi meno di 50 euro col bancomat, però se hanno il POS prendono tutto… (e soprattutto i limiti sono quasi inesistenti…)

    Stai a vedere che gli Svedesi ci copiano?

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  2. c´é una differenza tecnico/finanziaria: il POS controlla immediatamente se c´e´saldo sul conto del Cliente, e di regola se non c´é la transazione non passa e l´esercente incassa in 1-3 giorni di norma.
    La Carta di Credito regola a fine mese, ció significa che anche l´esercente incassa in ritardo rispetto a quando ha erogato il servizio (es. a quando ti ha servito la Birra). certo é che se non controllano il documento si espongono poi a un rischio inutile in caso di furto e smarrimento.
    anche in Germania la carta di credito é molto poco diffusa, proprio per il motivo di cui sopra (valuta spostata rispetto alla data di addebito).
    Inoltre le commissioni addebitate all´esercente sono piú alte nella carta di credito rispetto al POS, anche questa é un´ulteriore differenza.

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    • Attenzione: quando parlo di carte, parlo anche del bancomat. Se non accettano una, non accettano anche l’altra.
      Non fanno finezze in tal senso: il terminale è unico, e, se utilizzi la carta svedese, puoi scegliere se restare sul circuito “kontokort” (il bancomat) o “kredit” (sempre che la tua banca ti abbia dato acceso ai circuiti di credito). Con la carta italiana sei invece dirottato automaticamente sul “kredit”.
      Ma, appunto: se ti dicono “niente carta sotto le 120kr” si intende “niente carta di ogni tipo”.

      Quando dico che l’Anchor ha installato un bancomat all’interno del locale, parlo proprio di un terminale ATM da cui prelevare fisicamente i soldi.

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      • mi stupisce che non accettino il Bancomat sotto determinati importi; puó essere che appunto il fatto di essere pagati un paio di giorni dopo piú la commissione del circuito (credo Maestro) li porti a veicolare l´uso della carta solo su importi consistenti.
        peraltro con l´equivalente tedesco della carta Bancomat (EC Karte) che non contiene la carta di credito, pagavo tranquillamente POS in Svezia senza mai essere dirottato sul circuito carta di credito.
        in ogni modo potrebbe convenirti anche per maggiore flessibilitá appoggiarti direttamente a una banca svedese, no?

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        • Mi converrebbe, se non fosse che, fino a qualche mese fa, se volevi aprire un conto in banca (tanto più avere un qualche tipo di carta) senza avere un lavoro o un’attività, ti guardavano stortissimo e facevano un sacco di menate, al punto di farti passare la voglia. 😀
          Strane le banche svedesi…

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    • Mah, io in Germania ci vivo… da 15 anni… che la carta di credito sia molto poco diffusa… né io né i tedeschi ce ne siamo mai accorti…

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      • Nel caso vi sia sfuggito, voi due qua sopra siete Patroclo e il Toro. 😉

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      • io mi riferisco alle statistiche, in Germania il Bancomat ha una penetrazione di 1:1 (cioé ci sono tanti Bancomat quanti sono i cittadini tedeschi correntisti), mentre in Italia mi pare siamo al 70%. in Italia di contro la carta di credito ha una penetrazione del 30% ca, in Germania siamo attorno al 15-20%. dati, non pugnette 🙂

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        • 15-20%? Ne sei sicuro?

          Io non lavoro in banca (quindi non ho i dati che puoi avere tu), ma se penso a tutte le persone che conosco (e che – a causa delle mie varie attività – sono decisamente tante, ma tante tante) a occhio mi viene un 70-80%, non 15-20%.

          Boh.

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      • rispondo qui perché all´altro msg non mi fa rispondere (deve essere Daniele che non vuole che gli inquiniamo il Blog- faccina che ride)
        si, sono sicuro del dato – tieni conto che come per ogni dato medio puó essere “irreführend”. in contesti urbani e lavorativi di un certo livello (come credo sia il tuo) la penetrazione é sicuramente piú alta e probabilmente molto vicina a quella che dici tu, in contesti rurali potrebbe essere invece bassa/vicina allo zero (per dire i genitori della mia futura consorte che vivono in campagna non sapevano cosa fosse, seppure si tratti di persone abbastanza benestanti e di ottima istruzione)

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  3. C’è un po’ di confusione nei termini qui 🙂
    Il POS è il bancomat. In questi casi la cifra che pagate viene immediatamente prelevata dal vostro conto corrente e girata al negozio/ristorante/eccetera. Alla cifra viene però tolta una piccola parte, di norma siamo tra lo 0,2% e lo 0,6%, ma dipende da banca, gestori e cose del genere. Questa cifra resta alla banca. Se chi paga NON ha i soldi sul conto, la transazione viene rifiutata.

    La carta di credito è diversa. Voi pagate e la cifra NON viene prelevata immediatamente ma va a fine mese insieme a tutte le altre spese pagate con la carta. Non so quando venga pagato il negoziante, immagino anche lui a fine mese, ma il vero problema non è il “quando” ma il “quanto”. VISA e Mastercard si mangiano più del 2% (anche qui, la percentuale cambia da paese a paese e penso ci siano fasce varie anche per gli esercenti), cioè un bel po’. La American Express mi dicevano avere una % ancora più alta. Questo è il *vero e solo* motivo per cui le CC non sono ben viste. Perché se anche chi paga non ha i soldi nel conto, al negoziante cambia nulla visto che lui i soldi li riceve lo stesso. Starà, infatti, poi all’emittente della carta farseli ridare.

    Andrebbe poi fatto un discorso che spieghi le differenze tra carte di credito e carte di debito, ma ve lo risparmio. Vi dico solo che le vere carte di credito qui da noi non esistono, non allacciate alle banche almeno. La CC è in realtà una carta che paga per te e poi ti manda il conto a casa, che tu salderai. E’ scollegata dal tuo conto corrente insomma. Negli USA funzionano appunto così, e i ricavi per loro derivano più dagli interessi per chi decide di pagare il debito a rate che dalla commissione che si prendono sulla transazione.
    In Europa però siamo tutti molto più attenti ai soldi e ai risparmi e le vere carte di credito non hanno mai preso piede. Per questo le nostre sono in realtà delle cosiddette “carte di debito” 🙂

    PS: è una semplificazione, per cui contiene un paio di inesattezze 🙂 Al limite se volete le definizioni precise, andate su Wiki e trovate tutto per bene 🙂

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    • Non è esattamente così.
      Le uniche carte di debito sono appunto i Bancomat (anche se si appoggiano su circuiti diversi e hanno modalità differenti sono comunque carte di debito) o le “prepagate” (se non hai dentro i soldi, non puoi effettuare l’operazione). Si chiamano carte di debito perché sfrutti un “debito” che la banca ha nei tuoi confronti (perché tu hai “anticipato” dei soldi alla banca).

      La carta di credito si chiama così, perché ti vengono dati soldi a credito. Anche se, in quel momento, non hai soldi in banca puoi, appunto, pagare con quel credito e saldare più avanti. Il fatto che la modalità più in uso in Europa preveda RID su conto in banca, non cambia la natura della carta.
      Le carte di credito “all’americana”, con pagamenti dilazionati, si chiamano “carte di credito revolving”. Esistono anche da noi, e fanno più danni che altro. 😀

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      • In linea teorica è giusto quello che scrivi ma, per quanto riguarda la sola Italia (non so negli altri paesi), è praticamente impossibile avere una carta di credito dei circuiti maggiori senza l’appoggio a un conto corrente che fa anche da garanzia seria. E se cominci a sforare senza pagare, te la bloccano ben prima di quanto succede negli Stati Uniti (oltre a diventare impossibile averne un’altra, anche di gestore diverso). Le nostre carte di credito non sono delle reali carte di crediti, sono nettamente più vicine a delle carte di debito. Che non lo siano al 100% è vero, ma ci vanno molto vicino 🙂

        Le revolving sono invece delle CC ma io le ho lasciate fuori dal discorso perché la disciplina che le regolamenta è ancora molto fumosa e in cambiamento. Da anni le associazioni di consumatori si battono contro di loro e i loro tassi da usurai, o contro tante zone grige nei regolamenti che sono studiate apposta per fregare la gente normale. Non a caso nell’ultimo anno sono decisamente calate le pubblicità che ne parlano e anche le banche le spingono molto, molto meno. 🙂

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        • I due sistemi (italiano e svedese) sono abbastanza diversi, in questo senso.
          Ma penso che la cosa sia dovuta al fatto che, in Italia, ci sono regolamenti molto più complessi al riguardo delle regole finanziarie e sulla privacy. Solo banche e finanziarie hanno certi poteri, per cui, alla fine, è necessario appoggiarti a loro.
          Qui è tutto molto più libero, ma anche severo.
          Spesso puoi pagare molte cose, anche acquisti online, con il sistema della faktura: ti arriva il conto a casa, e paghi alla fine del mese. Se però non paghi nel giro di pochi giorni della scadenza ti arriva prima una nuova fattura maggiorata, poi rischi un procedimento (con costi raddoppiati), recupero crediti, iscrizione (per cinque anni) al bando dei cattivi che ti preclude da ogni tipo di finanziamenti. Tutto questo in tempi molto stretti (un mese) e anche per cifre molto basse (anche un paio di decine di euro).
          È un sistema puntuale ed efficace, che riesce nel compito di dissuadere la gente dal fare acquisti insensati. Qui, se non paghi, vai nei guai in fretta.

          La cosa positiva è che c’è molta più fiducia, per cui è anche più facile ottenere credito: IKEA mi ha dato la sua “carta di credito revolving” Handla (utilizzabile solo nei loro negozi, chiaro) nonostante il mio reddito sia zero (certo: la cifra a mia disposizione è bassa) senza nessuna menata.
          Hemtex fa qualcosa del genere, e puoi addirittura utilizzare quella carta per prelevare soldi dal bancomat.

          La cosa negativa è che c’è anche molta meno privacy: mentre in Italia solo banche e finanziarie possono creare (e accedere a) certi registri, qui praticamente qualunque negozio, tramite il tuo personnummer, può sapere quanto guadagni, se hai un reddito costante, e se sei iscritto al registro dei cattivi, per decidere se farti credito o meno.
          Quindi, se compri qualcosa a rate, non devi sottostare a mille menate come portare la busta paga, etc. etc.: è tutto praticamente di pubblico dominio.
          Tu privato cittadino puoi sapere quanto ha dichiarato una determinata persona, automaticamente e semplicemente con un sms…

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  4. Proprio stamattina mi ha stupito il fatto che non sono riuscito a pagare la spesa all’ICA (primaria catena svedese di supermercati) né con la carta di credito né con il bancomat italiani.
    Non so se generalmente l’ICA come catena non accetta carte internazionali, ma il cassiere di stamattina si è giustificato dicendo che il loro sistema di pagamento accetta solo carte di credito e di debito emesse in Svezia.

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    • Secondo me il cassiere è un po’ rincoglionito.
      All’ICA pago regolarmente con la Carta Si (e ci mancherebbe che non la accettino, la Signora Visa farebbe loro un gran mazzo!)… fino a qualche tempo fa c’erano dei terminali più vecchi e pagavo inserendo il pin della carta. Da un paio di mesi hanno messo quelli più moderni e… devo firmare e mostrare il documento. 😀

      In compenso è vero che non puoi utilizzare la Visa estera per alcuni servizi online, come le ricariche del telefono su web, i biglietti del cinema online, iTunes Svezia o Spotify Premium… ma questo è dovuto a restrizioni varie su diritti d’autore e legislazione telefonica. Chiaramente puoi utilizzare la carta italiana per comprare quei servizi in posti “fisici”.

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  5. Non sarà che la differenza rispetto al passato sia che… nel passato più remoto tu non eri in Svezia e in quello più recente c’eri ma non eri ancora conosciuto? 😉

    Saluti,

    Mauro.

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  6. Ragazzi, dovete avere la carta di credito/bancomat della banca svedese. Anche a me facevano menate quando tiravo fuori la carta italiana – indi per cui ho fatto appena possibile quella svedese. Qua hanno problemi col circuito Maestro.
    Per la spesa all’ICA fate la carta loro: conviene e avrete un sacco di sconti.
    ; )

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  7. Sì, insomma, altro modo indiretto per tagliare i ponti ai non-integrati.
    Senza Personnummer non vivi, e senza id-kort e carta di credito svedese hai diversi problemi. Fortunatamente ho tutti i documenti del caso ma fatico a vederla come una coincidenza.

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  8. Beh, gli svedesi mica sono crocerossine come noi che ospitiamo tutti!
    In UK è la stessa storia – anche solo come studente devi farti un conto corrente bancario inglese. Da una parte hanno ragione, cercano di selezionare un po’, altrimenti tutti verrebbero qua in massa (a scroccare il loro welfare).

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    • Se non vuoi avere europei in mezzo ai piedi, non aderisci a Schengen e all’Unione Europea. Quella della Svezia attuale è, per molti versi, una posizione ipocrita: vogliono avere tutti i vantaggi per le proprie imprese (che tramite l’UE possono esportare liberamente) e per i propri cittadini (che all’estero hanno pochissimi vincoli) cercando però di rendere tutto difficile agli altri. Almeno la posizione dell’UK è più coerente, perché non ha aderito a Schengen. Oppure prendi la Norvegia, che invece ha scelto di tenersi fuori dall’UE. Ma non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca: se prendi, devi anche dare.

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  9. @Daniele È che da poco hanno cambiato la legge. Il commerciante non può più farsi pagare un extra per i pagamenti con carta. Al commerciante ogni transazione costa da 68 öre a 3 corone più fra l’1,5% ed il 3% della transazione. Così se compri solo una tavoletta di cioccolato o il latte il negoziante ci perde, e visto che non può discriminare mettendo un minimo allora preferisce rifiutare del tutto le carte.
    http://www.sydsvenskan.se/ekonomi/article1188011/Ny-lag-satter-stopp-for-avgift-pa-kortkop.html

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    • @Stefano. Grazie per la puntualizzazione.
      Il discorso è interessante… l’unico dubbio è che non ricordo di essermi mai visto applicare una “penale” per acquisti tramite carta (è successo solo per acquisti online), mentre quello che fanno in molti oggi è proprio di mettere un tetto minimo. Comunque sì, le commissioni da te riportate sono alte, e giustificano, effettivamente certe misure.

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  10. @Daniele Dimenticavo: benvenuto in Svezia!

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  11. Ciao ragazzi….scusate se mi intrometto nella vostra discussione! Sono uno studente universitario e partirò per la svezia in agosto e volevo sapere per quanto riguarda le carte di credito cosa mi consigliate di fare??
    In particolare avrei bisogno di qualche carta che mi permetta di ricevere accrediti dall’Italia e che sia riconosciuta in Svezia in modo da non aver problemi!
    Voi cosa mi consigliate di fare??

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    • Una qualunque ricaricabile con chip e pin code va sicuramente bene. 🙂

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      • 🙂 Si si. Intendevo anche la più conveniente dal punto di vista dei costi dei prelievi dallo sportello e del pagamento POS. Ad esempio io in Italia utilizzo la Postepay che è una carta ricaricabile senza conto corrente ed ogni prelievo e/o versamento mi costa 1 euro.
        Ho provato a chiedere informazioni all’ufficio postale vicino casa però hanno detto che non sanno niente e dipende tutto da dove vai, ecco perchè sto cercando di informarmi su internet.

        Ti ringrazio comunque per la risposta! 🙂

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  12. COMA SI FA AD AVERE UNA CARTA DI CREDITO SVEDESE ANCHE RICARICABILE OPPURE GIFT (CIOè USA E GETTA)
    ???

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  13. Esistono da noi?! E Non da loro? Mi pare strano

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  14. la commissione per l’esercente sui pagamenti con carta di credito è troppo alta, american express il 4% !!!!!!!!!!

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  15. Ciao mi chiamo Theo e sarò a jonkoping per tutta l’estate 2014.
    Interesserebbe anche a me una carta dove depositare lo stipendio e prelevare o pagare in Svezia!
    Lavorerò ad ore e credo non farò un ID number quindi non farò un contocorrente!
    Ci sono possibilità di non andare in giro con i soldi contanti di tutto il mese?
    Thanksss

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