Hej då, Malmö!

Una camicia (almeno all’apparenza) insanguinata abbandonata fuori dal portone di casa a Kirseberg.

Lo avevamo deciso da tempo: a meno di vivere in uno dei quartieri davvero bene, Malmö non è una città in cui crescere bambini. Troppa violenza, troppe sparatorie, troppi accoltellamenti, troppi episodi anche di piccole dimensioni ma che comunque contribuiscono a rendere la città sempre meno vivibile.

Certo, la gente “normale” raramente viene colpita dai delitti più seri, e, nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di questioni interne alle gang, ma la sensazione di mancanza di sicurezza cresce ad ogni giorno di più, ad ogni nuovo episodio piccolo e grande. Tutto questo mentre la Polizia (e con lei lo Stato) sembra essere sempre più impotente, e limitarsi a piccole operazioni di facciata che non risolvono certo il problema alla radice.

ref=”https://insvezia.files.wordpress.com/2017/10/img_1043.jpg”> Alba su Lackalänga[/ca
Per questo, prima dell’estate, abbiamo iniziato a cercare un posto in affitto in campagna per provare come si vivesse e, per fortuna, siamo riusciti a trovarlo quasi subito.
Passati i tempi tecnici, lo scorso fine settimana ci siamo trasferiti in una meravigliosa moderna radhus (casa a schiera) a Lackalänga, piccolo villaggio da idillio alle porte di Furulund, cittadina inclusa nel comune di Kävlinge.
E stiamo alla grande, con la pace, la tranquillità e un ambiente decisamente più salutare.
Solo il tempo ce ne darà conferma, ma al momento sembra davvero improbabile che ci possiamo pentire della scelta.

Cose che hanno del surreale

Foto ufficiale dal sito del Parlamento svedese
Foto ufficiale dal sito del Parlamento svedese
A Malmö la criminalità è ormai completamente fuori controllo.
Gli ultimi avvenimenti nel giro di pochi giorni sono stati: un dipendente comunale cui hanno sparato mentre spargeva sale nel Parco di Pilldamm di prima mattina, una donna violentata di sera nel parcheggio del centro commerciale Mobilia (in orario di apertura), un tipo ucciso ieri nel tardo pomeriggio in piena Möllevångstorget (una piazza centrale, molto viva e frequentata) vicino ad un ristorante.
Polisen non è assolutamente in grado di gestire l’emergenza, che le è da tempo sfuggita di mano.
Oggi attendevamo con ansia la visita del ministro degli interni.
Ecco, sapete cosa è riuscito a fare questo signore, il socialdemocratico Anders Ygemans?

È riuscito a prendersela con i cittadini poco responsabili che si fanno tagliare i capelli per 50 corone.

Se la cosa non avesse del tragico, ci sarebbe di che ridere.

 

Stiamo bene!

Non date retta ai giornali italiani (o, comunque, non svedesi). Stanotte non c’è stata alcuna “notte di terrore a Malmö”. Ci sono stati un paio di casi di cronaca nera, come ce ne sono tanti altri in questa città, a quel che sembra pure scollegati fra loro. 

Quindi, le aspettative della stampa che spera in attentati e terrorismo per aumentare vendite e clic devono puntare in un’altra direzione. 

Succede al supermercato…

“A causa dei ladri di ciucci, li abbiamo spostati alle casse”


Ladri di ciucci?

Cioè, mi rendo conto che, per disperazione, si può tubare di tutto, ma è il concetto di “ladri di ciucci” che mi fa morire. 

Immagino il curriculum del ladro. Specializzazione: ciucci. E vai! 😀

Non proprio Svezia…

… ma, se vi va di vedere una serie divertente ambientata nel profondo nord, vi consiglio assolutamente la commedia d’azione norvegese-americana Lilyhammer.

lilyhammer2

Interpretata da un eccezionale Steven Van Zandt, la serie racconta di un mafioso che entra nel programma di protezione testimoni americano, scegliendo di farsi trasferire a Lillehammer, in Norvegia.
Inutile dire che il buon Frank Tagliano, rinominato Giovanni “Johnny” Henriksen, farà di tutto per costruire il suo piccolo impero del male anche fra i monti scandinavi!

Come dicevo, la serie è norvegese e non svedese, ma ci sono sicuramente abbastanza punti in contatto, fra le due nazioni, per fare pensare che molte situazioni si sarebbero potute creare identiche anche qui nelle Tre Corone. Certo, la Norvegia è più montanara e meno corretta politicamente, ma dal punto di vista sociale, burocratico, climatico e linguistico, le similitudini sono evidenti.
Il vecchio Little Steven, carismatico e perfettamente a suo agio nel ruolo di un ilare padrino, è davvero la stella dello show, ma anche i comprimari sono adattissimi alla parte. Non so se la serie (recitata per metà in inglese e metà in norvegese) sia in qualche modo disponibile in Italia, ma, se vi capita di trovarla, fateci un pensiero: noi abbiamo appena iniziato la seconda stagione e c’è la stiamo proprio godendo!

Addio all’auto

Qualche settimana fa abbiamo deciso di mettere in vendita l’auto, la Lancia Y che mi ha accompagnato in tutta la mia vita svedese.
I motivi sono fondamentalmente due: il primo è che la Lancia – praticamente – non esiste in Svezia. Ogni singola operazione diventava quindi più complicata e costosa, e spesso ci siamo ritrovati con meccanici che non erano in grado di risolvere i problemi. Il secondo è che la macchina è a tre porte, cosa che la rende estremamente scomoda quando devi impazzire con passeggino e seggiolino per la bimba.
Cosa avremmo fatto dopo era ancora tutto da decidere: avremmo valutato se comprare un auto usata che avesse un’assistenza migliore in Svezia, o se sottoscrivere un servizio di car sharing per potere avere un auto a disposizione quando strettamente necessario.
Una decina di giorni fa, abbiamo quindi messo un annuncio su Blocket, il più grande portale svedese dell’usato.
L’annuncio ha suscitato un minimo di interesse, perché abbiamo avuto più persone che ci hanno contattato chiedendo informazioni, dettagli e foto. A qualcuno, evidentemente, la macchina deve essere piaciuta proprio tanto, perché, giovedi mattina, non l’abbiamo trovata più.

Puff, andata.

Al danno si è poi aggiunta la beffa, dato che all’interno dell’auto c’erano, oltre a degli effetti personali, parti del passeggino e del seggiolino per la bimba, che ora siamo costretti a ricomprare.
Inoltre, ritenendo che un auto relativamente vecchia (del 2007), in condizioni non perfette e senza alcun mercato in Svezia non avrebbe interessato i ladri, già da un paio d’anni non avevamo più l’assicurazione contro il furto… quindi, non vedremo neanche una corona da parte di Trygg Hansa.
Ovviamente, abbiamo fatto denuncia al volo alla polizia (al telefono), ma le speranze di rivedere l’auto sono davvero ridotte al minimo. Probabilmente, a quello che ci è stato detto da molta gente, il giorno stesso era già in viaggio per l’Europa dell’est, dove vengono girate gran parte delle auto rubate in Svezia.
Per ora mi sono registrato al servizio di car sharing di cui sopra, mentre, quando possibile, ci facciamo prestare l’auto dalla suocera. Cosa ci porterà il futuro è tutto da vedere.
La certezza è che Malmö si conferma essere la capitale della criminalità svedese, cosa che ci porta sempre più a volere trovare casa da qualche altra parte, anche a costo di pendolare su percorsi più lunghi verso il lavoro. Chi vivrà, vedrà…


AGGIORNAMENTO: Prima che me ne dimentichi ancora: già ad inizio gennaio abbiamo riavuto la macchina, peraltro pure in ottime condizioni. Grazie a chi si è dato da fare per farcela riavere!

Giornalismo scandinavo

Due articoli (anzi, tre) mi hanno colpito parecchio in questi ultimi giorni, ad evidenziare le differenze fra il giornalismo italiano e quello di queste parti.

Ultimamente, una truffa telefonica ormai classica, quella di chi ti telefona spacciandosi per un tecnico di Microsoft, al fine di carpire informazioni personali o fare installare sul tuo PC software malevolo, ha iniziato a colpire la Danimarca con chiamate provenienti dal prefisso +39.
Ora, noi sappiamo tutti che quel prefisso rappresenta l’Italia, lo sanno probabilmente molti danesi e sicuramente tanto la polizia quanto i giornalisti che hanno scritti i pezzi… eppure, in nessuno di questi due articoli danesi, in cui la Politi invita a non fornire informazioni personali e ad ignorare le richieste di queste persone, l’Italia viene nominata neanche di striscio.

Politiet advarer borgerne mod at give personlige oplysninger til fremmede over telefonen

Politi: Tag ikke telefonen, hvis nummeret begynder med +39

Se il messaggio della Politi è sicuramente un po’ eccessivo (“vi consigliamo di non rispondere e di non richiamare se il numero inizia con +39”), e rischia di creare problemi a chi fa chiamate lecite dall’Italia, è sicuramente positivo il fatto che il nostro paese non venga mai menzionato. In fondo questa è un’organizzazione internazionale che utilizza diverse teste di ponte sparse per il mondo, e l’Italia, in sé, non c’entra nulla: inutile, quindi, seminare potenziale odio verso il paese.
La stampa italiana, sicuramente, non ricambierebbe la cortesia.

Migranti dall'Europa (C) Skånskan
Migranti dall’Europa
(C) Skånskan
E poi, questo articolo, questa volta svedese. Il titolo dice che, in vista dell’arrivo della tempesta Alexander, a Malmö il comune ha “aperto un luogo di riparo per i migranti provenienti dall’Europa”. Se il titolo può lasciare nel dubbio, aprendo l’articolo si legge chiaramente “i migranti dell’unione europea che vivono in diversi accampamenti di tende”. Ora, chi siano questi migranti è chiaro a tutti ma non viene mai nominata l’etnia delle persone. Posso immaginare che la stampa italiana, invece, sguazzerebbe nella situazione, come fa regolarmente: certi argomenti controversi vendono copie e clic. Sono piccoli accorgimenti, basta la scelta meditata di evitare termini e riferimenti che possano scatenare gli istinti più bassi delle persone peggiori, e le cose cambiano parecchio.

Peraltro, qui, il fenomeno di questi “migranti”, in questi termini, è assolutamente nuovissimo: sono arrivati nell’ultimo periodo, per lo più proprio dall’Italia (e, sicuramente, aiutati da organizzazioni criminali che li sfruttano), dove non riuscivano più a tirare avanti.
In Svezia, come in quasi tutti i paesi dell’europa occidentale, i campi nomadi lager all’italiana non esistono, e gli appartenenti alle varie etnie romaní vivono il più delle volte in normali abitazioni.
Onestamente, però, è stata un’esperienza quasi surreale l’essere approcciati più volte in italiano nell’ultimo anno, da parte di questuanti che non avevano alcun modo di conoscere la mia nazionalità d’origine.

Ma, tornando alla stampa, pur essendoci comunque delle grandi differenze fra quella svedese e quella danese, in particolare nei riferimenti alle nazionalità di chi commette i crimini, mi sembra che i giornalisti scandinavi non abbiano quella tendenza a scrivere articoli che facciano emergere fra i lettori il lato peggiore dell’umanità… una tendenza che trovo invece spesso nei loro colleghi italiani, anche quelli che esprimono posizioni progressiste.
E, sinceramente, apprezzo molto di più l’approccio nordico.

D'altronde... (da kotiomkin.it)
D’altronde…
(da kotiomkin.it)