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Un sorteggio orribile

Il sito di Sportbladet


Sinceramente, speravo di vedere sia Italia che Svezia ai mondiali. L’urna ha invece decretato lo spareggio. 

Tiferò azzurri, ma almeno avrò la certezza che una delle mie due squadre ci sarà. 

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Cose calcistiche genovesi in Svezia

I "grifoni del Doria"?

I “grifoni del Doria”?

Qualche anno fa ho scoperto, non senza una certa sorpresa, che in Svezia esiste la squadra dell’Andrea Doria. Per chi non lo sapesse, l’Andrea Doria originale è una società di ginnastica genovese: dalla sua costola calcistica nacque nel 1946, a seguito della fusione con la Sampierdarenese, la seconda squadra cittadina.
Da parte di chi gestisce la squadra svedese c’è forse un po’ di confusione: il logo storico, con un bel grifone in mezzo, è decisamente più vicino all’iconografia del Genoa, la più antica squadra d’Italia, che non a quello dei cugini, e anche la seconda maglia della squadra ricordo molto una vecchia divisa d’allenamento genoana. Anche il logo attuale contiene un grifone (animale simbolo di Genova), ma è più personale. C’è da dire che leggere “Andrea Doria – Stockholm” equivale un po’ a leggere “Titanic – Iceberg”, ma questo è un altro discorso.

Dignatà

Dignatà

Fatto sta che ho scoperto oggi (ma forse me ne ero dimenticato) che esiste anche la squadra calcistica della Sampierdarenese e, a questo punto, comincio sentirmi circondato…

Sampierdarena, quartiere di Stoccolma?

Sampierdarena, quartiere di Stoccolma?

Forse dovrei attivarmi per fare partire veramente il mio progetto, mai decollato, di Genoa Club Sverige. Chissà…


Aggiornamento del 22 agosto. Pare che la Sampierdarenese sia anche venuta in pellegrinaggio…

2016-08-22 08_23_32-Le scuderie dell'astronauta – Google Maps

Derby

Oggi piccolo “derby” personale, per i campionati europei di calcio. Partita vista in ufficio, in una sala conferenza con due schermi, proiettore e poltrone ultracomode: perché, sfatiamo un luogo comune, non è solo in Italia che ci si ferma per il calcio. Inutile dire che ero circondato (eravamo in tre persone a tifare azzurri, contro il resto dell’ufficio), ma, comunque, tutto è andato tranquillo. Gli Svedesi vivono le partite in maniera molto più tranquilla degli italiani: nessuno che sbraiti contro lo schermo, insulti i giocatori, o quant’altro. Tutti calmi e qualche “JA!” o “NEJ!” ogni tanto.
Ho canticchiato entrambi gli inni nazionali, ma, ho tifato Italia. Contento per la vittoria, ma anche un po’ dispiaciuto per la Svezia. Certo che una squadra che fa zero tiri in porta in due partite farà ben poca strada, anche se spero nel miracolo contro il Belgio. Ma, sicuramente, prima di tutto, Forza Azzurri!

Maglia azzurra e tricolore!

Maglia azzurra e tricolore!

Di ultras e figli adultii

Oggi, due storie tutte svedesi, segnalate da Paolo e Enrico sul gruppo Facebook Italiani In Svezia.

La prima: il comunicato del gruppo Ultras Nikolai Örebro del pomeriggio del sei aprile.

Abbiamo avuto una giornata esaltante ieri con un bel viaggio, una bel momento di ricarica e una bella marcia. Peccato che la partita sia stata quello che è stata, ma nel complesso siamo soddisfatti.

Qualcosa che abbiamo notato, però, è che a volte sui pullman si parla un gergo che scoraggia la gente dal viaggiare quando l’ÖSK gioca fuori casa.

Sui pullman e nella curva devono tutti sentirsi benvenuti, indipendentemente dal sesso, dal colore della pelle o dall’orientamento sessuale.
Per questo motivo, tutti noi che stiamo in curva o sui bus dobbiamo prenderci la responsabilità di farci sentire quando girano commenti che siano intesi come razzisti, sessisti o omofobici.

Anche se vengono detti per scherzo fra amici, commenti come “finocchio del cazzo” o “troia” fanno sì che le persone omosessuali o le donne si sentano vulnerabili.

Noi degli UNÖ non siamo certo perfetti, e siamo i primi a dire a volte cose stupide. Ma ora abbiamo deciso di volerci prendere carico del problema, ad iniziare a lavorare noi stessi per creare una curva in cui tutti si sentano benvenuti.
Speriamo che tu voglia seguirci nel percorso!

Quindi, la prossima volta che sentirari commenti o parole che consideri razzisti, sessisti o omofobici, fallo presente alla persona in questione o, in alternativa, riferisci al responsabile del pullman.

Andiamo per mano verso il futuro, uniti da un forte legame!

Ultras Nikolai Örebro

Il testo originale è qui.
A quel che si dice, peraltro, gli Ultras in questione non sarebbero esattamente di area progressista.


La seconda: una lettera ad un esperto di legge economica su un giornale.

Mio figlio di 22 anni abita ancora a casa, dato che è difficile trovare un appartamento dove viviamo. La vita assieme funziona bene. Lui ha un lavoro: deve pagare per vivere con noi e, nel caso, quanto?
Tuo figlio deve sicuramente pagare in casa. Una cifra fra le 3500 e le 4000 corone è adeguata. Se una persona ha 22 anni e lavora, è chiaro che deve prendersi la responsabilità della sua economia e affrontare i propri costi. La responsabilità di un genitore arriva fino a 21 anni, se il figlio va ancora a scuola. A 22 anni è ormai tempo di avere imparato a gestire la propria economia, in particolare se uno ha un lavoro e, quindi, la possibilità di fare ciò.

Non solo quanto scritto sopra non è un’opinione, ma effettivamente quanto previsto dalla legge, ma, a quanto pare (dovrei però verificare la cosa), nel caso non abbiano lavoro, i figli adulti possono eventualmente richiedere il sussidio per pagare l’affitto ai genitori, a patto di essere impegnati nella ricerca di occupazione.

Altri mondi?

Ska min son...

Grammar nazi

E, per una volta, un plauso alla Gazzetta per averlo scritto giusto.

E, per una volta, un plauso alla Gazzetta per averlo scritto giusto.

Per la serie “problemi da primo mondo”, romperò le scatole all’infinito ai giornalisti italiani finché non si decideranno a usare Malmö FF (o anche solo Malmö) per indicare la squadra di calcio svedese, al posto dell’orribile Malmoe.

Cito da Wikipedia:

Note that unlike the O-umlaut, the letter Ö cannot be written as “oe”. Minimal pairs exist between ‘ö’ and ‘oe’ (and also with ‘oo’, ‘öö’ and ‘öe’). Consider Finnish eläinkö “animal?” (interrogative) vs. eläinkoe “animal test” (cf. Germanic umlaut). In the case the character Ö is unavailable, O is substituted and context is relied upon for inference of the intended meaning.

Che si decidano a capire che lo svedese non è il tedesco.

Tutto il mondo è paese

Ieri sera il sud della Svezia è stato colpito da una dei più grandi uragani che si ricordino, la prosecuzione di quello che in Inghilterra è stato chiamato Saint Jude. Per questioni di santi sul calendario, che sono diversi, il nome assegnato localmente a questa tempesta di vento è stato Simone, ma il succo è stato lo stesso. Certo, dopo avere sfogato la propria potenza in Irlanda, Regno Unito, Olanda e Danimarca, la tempesta di vento ha sicuramente perso un po’ di forza al suo arrivo da queste parti, ma i disagi non sono mancati. Ci sono stati ingenti danni alle cose, ma pochi alle persone: la cosa è stata merito dell’organizzazione di sicurezza, che ha saputo gestire ottimamente l’emergenza.
L’autorità Trafikverket ha disposto la chiusura senza precedenti di tutto il traffico ferroviario, senza mezzi sostitutivi, già dal primo pomeriggio, costringendo di fatto molti pendolari al rientro anticipato. Gli asili sono stati chiusi, e molte aziende (ma non la mia, ovviamente) hanno autorizzato i dipendenti a rientrare a casa prima dell’arrivo della tempesta. Persino Emporia ha chiuso con un paio d’ore d’anticipo!
Rientrare a casa nel mezzo dell’uragano non è stato per nulla bello, con la macchina in balia del vento, e oggetti ed edifici che se ne volavano qua e là. Ad Entrè, il centro commerciale in prossimità del quale i colleghi mi hanno lasciato, ho avuto la fortuna di vedere una porta di vetro andare in pezzi proprio nel momento in cui stavo per passare; sotto casa ho dovuto accuratamente evitare un angolo in cui cadevano le tegole dal tetto.
Dentro casa si stava tranquilli, ma non troppo: abbiamo cercato di mettere in sicurezza la porta del terrazzino, mentre il vento pulsava forte contro le finestre (ricordo che qui non esistono serrande o persiane) e le tegole continuavano rumorosamente a cadere sulla strada, il marciapiede, e le auto sottostanti. A quelcuno è andata peggio: noi almeno avevamo la corrente elettrica, mentre 70.000 persone sono rimaste senza.

Tegole cadute, questa mattina.

Tegole cadute, questa mattina.

Insomma, non ce la siamo passata bene ma, tutto sommato, poteva andare molto peggio: un po’ grazie all’organizzazione, un po’ grazie alle caratteristiche orografico-territoriali (in Italia sarebbe stato un disastro), lo Skåne ne è uscito benino. Qui una minigalleria fotografica.

Ancora questa mattina ci sono pesanti disagi, con molti treni cancellati o in ritardo, ma la situazione sta tornando alla normalità. Il cielo è coperto ma, per ora, non piove e non c’è vento.

In tutto questo casino, quale era, secondo voi, la notizia principale sui siti web dei giornali locali, ieri sera, dopo che l’allarme era passato? Ma, ovviamente, la vittoria nel campionato di calcio del Malmö FF!

Malmö FF Guld

E anche stamattina le locandine non scherzavano.

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Insomma. Per tutti quelli che dicono “Solo in Italia, il calcio…”

L’Arena dell’Amicizia

Ieri, nella zona di Stoccolma, è stato inaugurato il nuovo Stadio Nazionale. Di proprietà della federcalcio svedese (oltre che del Comune di Solna e con la partecipazione di enti e scoietà) , è costato 277 milioni di euro. La spesa include le infrastrutture dei dintorni, ed è stata in gran parte ripagata da un contratto di sponsorizzazione con Swedbank: la banca ha deciso in seguito di intitolare lo stadio all’associazione benefica Friends, che si occupa di combattere il bullismo scolastico.
L’Arena è davvero spettacolare: moderna, accogliente, riscaldata internamente e con un avveniristico tetto richiudibile che la renderà utilizzabile anche in caso di maltempo. È il più grande stadio del Norden, e la terza più grande arena coperta d’Europa.
La Friends Arena sarà utilizzata per le gare della nazionale e per eventi, ma anche dall’AIK, uno dei tre club importanti di Stoccolma.

Il calcio in Svezia è tutto fuorché uno sport ricco. Nonostante i luoghi comuni di chi, in Italia, pensa che sia poco considerato, è comunque lo sport più seguito in Svezia, pur avendo certamente la concorrenza di altri giochi come hockey e (in misura minore) floorball.
Le società non dispongono, però, di grandi capitali: innanzitutto devono, da statuto, essere delle vere e proprie “associazioni sportive”. Non possono essere di proprietà di grandi gruppi finanziari, ed è quindi esclusa la possibità di avere i Berlusconi, i Moratti e gli Agnelli di turno. I club svedesi sono di proprietà dei soci, tifosi e atleti.
Per questo motivo l’Allsvenskan è un campionato di bassa lega: i club non possono permettersi ingaggi elevati e i talenti nazionali emigrano in fretta all’estero. In compenso, il campionato femminile è uno dei più avvincenti che ci sia: basti pensare che Marta Vieira da Silva, considerata da molti la più grande calciatrice di tutti i tempi, gioca nel Tyresö FF, dopo una precedente lunga esperienza nell’Umeå IK.

Quello che però sembra davvero impietoso, è il confronto fra le arene svedesi e quelle italiane.
Il Malmö FF ha da poco abbandonato la vecchia arena per accasarsi nel moderno Swedbank Stadion; lo Stadio Olympia dell’Helsinborgs IF sta per venire profondamente rinnovato, i campioni di Svezia dell’Elsborg giocano nell’aggiornata Borås Arena.
Tutti stadi magari non monumentali, ma attuali, accoglienti e moderni.

Uno non può davvero fare a meno di chiedersi: come mai la “povera” Allsvenskan può permettersi strutture adeguate ai tempi, mentre la “ricca” Serie A, tolto il mirabile esempio della Juventus, si deve sorbire stadi fatiscenti (quando va bene risalenti ai tempi di Italia ´90), spesso maldestramente polivalenti e decisamente non all’altezza di quello che, una volta, si vantava di essere il “campionato più bello del mondo”? Perché i presidenti della Serie A sono tutti fermi al palo a piangere, sperando magari in soldi pubblici che (speriamo invece noi) non arriveranno mai?
Certo, il vecchio calcio era bello anche in stadi scomodi, non coperti, senza seggiolini e con bagni inutilizzabili, ma, una volta tanto, vorremmo proprio evitare la scomoda nostalgia.

A mettere tutti d’accordo, spero, ci pensa lui: primo calciatore a segnare nella nuova Friends Arena, autore di quattro gol contro l’Inghilterra, l’ultimo dei quali una gemma spettacolare. Questa mattina la Svezia calcistica si è svegliata decisamente orgogliosa.

L’Eroe

Indovinate qual è, in Svezia, l’argomento sportivo del giorno (ma anche della settimana o dell’anno)?

 

Qui sarai un eroe

Ma chiaramente Zlatan… e, per l’occasione, il suo passaggio dal Barcellona al Milan!
Sportbladet, la Rosea svedese che esce con Aftonbladet, gli dedica le prime sette pagine del numero di oggi:per intenderci, il campionato svedese è in decima pagina (dopo la Premier).
Qui tutta l’operazione è vista con una certa rabbia nei confronti di Guardiola, che non è stato in grado di capire l’idolo nazionale e farlo rendere al meglio. La cosa è amplificata dal fatto che il Barça è adorato da queste parti, e il fallimento dell’avventura Catalana dell’eroe porta molti rimpianti.
Ma la mancanza di obiettività della stampa svedese nei confronti di Ibrahimović ha davvero dell’incredibile: nella semifinale di Champions League contro l’Inter, quando Guardiola sostituì il suo centravanti, i telecronisti si chiedevano straniti e indignati se l’allenatore fosse impazzito e avesse deciso di non volersi qualificare, sostituendo il giocatore che, più di tutti, poteva segnare e ribaltare la partita.

Concludo con una chicca: la canzoncina Who’s The Man dedicata all’eroe nazionale! 😀

 

Meglio di Maradona!

Metto temporaneamente da parte le mie disavventure, per raccontarvi come viene vissuto il calcio da queste parti.

Abituati alle polemiche, al modo di intendere il baraccone che abbiamo noi, qui è tutto decisamente più rilassato e tranquillo. Ma, contrariamente a quanto si possa pensare in Italia, il calcio è comunque popolare e parecchio seguito: è vero che ci sono altri sport (come l’hockey su ghiaccio) che gli fanno concorrenza e sono altrettanto amati, ma comunque il fotboll è regolarmente sulla bocca della gente, in particolare quando gioca la nazionale. Anche le donne ne sono molto appassionate, e non è un caso che qui il calcio femminile vada alla grande.

A monopolizzare l’attenzione, però, non sono tanto le vicissitudini della comunque seguitissima Allsvenskan (la Serie A locale), ma qualcosa di più “grande”.
Per intenderci: lunedi si gioca un importante derby di Stoccolma (fra IFK e Djurgården)…  e sappiamo benissimo cosa vorrebbe dire una cosa del genere in Italia. E invece qui, a cosa dedica la prima pagina e il servizio principale Sportbladet, la “Gazzetta dello Sport” (persino il colore hanno copiato) locale?

Ma a lui, ovviamente, a ZLATAN!

Zlatan (nessuno qui lo chiama Ibrahimović o Ibra. È Zlatan, come se fosse un parente o un amico di famiglia) è un vero e proprio fenomeno di costume.
Le sue partite sono seguitissime, ci sono famiglie che organizzano addirittura dei viaggi in sud Europa per vederlo giocare.
Il suo trasferimento dall’Inter al Barcelona è stato accolto con un momento di esaltazione nazionale, perché finalmente Zlatan avrebbe giocato in un top team, all’altezza della sua fama e del suo valore.

L’obiettività nei suoi confronti non è proprio tantissima, come si può capire anche dai titoloni di Sportbladet 😀

Insomma… Zlatan ha un po’ fatto perdere la testa a questi Svedesi: un paio d’anni fa un tipo in un pub mi stava piantando un sermone su come la Svezia sia, nel calcio, molto più forte dell’Italia, dato che hanno Zlatan. Mi è bastato chiedergli chi fossero i campioni del mondo in carica per azzittirlo! 😉