Schlagerfestivalen

Un po’ per curiosità, un po’ perché avevo voglia di scriverne, quest’anno mi sono sorbito visto per la prima volta tutte le puntate del Melodifestival, quella cosa che molti italiani definiscono come “l’equivalente svedese del Festival di Sanremo”.
In realtà, su questa definizione, c’è parecchio di che discutere: le uniche cose che i due festival hanno in comune sono di essere LA competizione musicale nazionalpopolare e di mandare il vincitore all’Eurovision Song Contest (la Svezia sempre, l’Italia solo quando decide di tirare fuori i soldi e partecipare).

Per il resto, tutto è molto diverso: il format, lo spirito, lo stile dei brani in gare, l’impianto coreografico, ed altro ancora. I ritmi sono televisivamente molto serrati con pochissimi tempi morti, il programma è molto incentrato sull’aspetto competitivo, non esiste il concetto di valletta (le donne presentano alla pari degli uomini), tutti si prendono meno sul serio, non ci sono “maestri” o “premi della critica”. Tutti sanno che il melodifestival è fondamentalmente intrattenimento, e non ci si fanno troppe menate al riguardo.
La Svezia è uno dei più importanti paesi esportatori di musica al mondo, e la cosa si vede e si sente anche in occasione del Melodifestival: i brani, anche quelli cantati in svedese, hanno spesso un taglio internazionale a livello di produzione. E, per quanto riguarda la parte visiva, la presentazione è molto curata, con coreografie altamente spettacolari. Il cantato principale è sempre dal vivo, mentre le basi (anche quando vedi una band che a finta di suonare) sono sempre in playback.
Dal punto di vista stilistico, domina sempre l’europop danzereccio (motivo per cui il programma è spesso chiamato schlagerfestival), ma c’è comunque una certa varietà stilistica che porta alla presenza di brani rock, ballate, rockabilly, folk, heavy metal orecchiabile o altre cose disparate.

Chiaramente il festival è seguitissimo nel corso di tutte le puntate (una alla settimana, con sistema ad eliminazione, trasmissione da parti diverse del paese), con la finale di Stoccolma a rappresentare l’apice.

Molti svedesi, anche a leggere i commenti sui social network, votano con uno spirito particolare: non scelgono necessariamente il brano che preferiscono, ma quello che, secondo loro, ha la possibilità di figurare meglio all’Eurovision Song Contest.
Il Melodifestival è infatti visto soprattutto come la selezione nazionale per la competizione vera e propria, competizione che la Svezia deve vincere. Ecco quindi che in giro si leggono cose come “Il pezzo non mi piace, ma se vogliamo avere una speranza a Copenaghen dobbiamo mandare gli Alcazar!”
[Per chi non lo sapesse, Copenaghen sarà la sede dell’ESC 2014 e gli Alcazar sono un trio dance molto popolare che, per l’occasione, ha proposto un brano che è la bruttissima copia dell’Abba-sound.]
Addirittura c’è anche chi si lamenta del fatto che una parte dei voti arriva dall’estero: questo non per una questione di orgoglio nazionale, ma perché “sceglieranno il brano peggiore per farci perdere all’ESC!”
Insomma, tifo puro e semplice! 😀

A proposito di voti dall’estero (presenti solo in occasione della finale) sono rimasto stupito quando hanno annunciato quelli dall’Italia. Il fatto di avere visto molti tweet in spagnolo sull’argomento mi aveva fatto pensare ad una qualche trasmissione al di fuori dei confini nazionali, ma… l’Italia? Una semplice ricerca in rete, ed ecco la verità: l’Italia era rappresentata da cinque giurati. Cinque persone che, da sole, hanno rischiato seriamente di decidere un festival che si è risolto per due soli punti. Forse hanno ragione gli svedesi a lamentarsi, anche se per i motivi sbagliati.

Vi lascio con due brani, sperando che si possano vedere anche in Italia: la canzone che ha vinto e l’unica di tutto il festival (lo ammetto: non sono proprio un fan dello schlager) che mi è piaciuta senza alcuna riserva. Non vi dico però quale è quale!

Eurovision Song Contest a Malmö

Dell’Eurovision Song Contest non me ne può fregar di meno; oggettivamente, però, questa manifestazione sta facendo molto bene a Malmö.
L’accoppiata composta dal Melodifestival (la competizione locale svedese) e dall’ESC è sacra e coinvolge gran parte della popolazione: conosco persino insospettabili rocker e metallari che, in occasione di questi due eventi, si fanno prendere dalla schlager-mania per fare il tifo e scommettere sugli artisti in gara.
Fatto sta che Malmö, in questi giorni sta splendendo: graziata da un clima eccellente (almeno fino ad oggi), con le giornate sempre più lunghe e luminose, la città è invasa di gente (parecchi i tedeschi, in particolare) e le strade del centro sono costellate di eventi musicali e non.

Merito, soprattutto, dell’amministrazione locale, che ha fatto davvero del suo meglio per allestire tutto ciò che di buono si poteva allestire: bancarelle, palchi e strutture di accoglienza varia.
Non mancano, poi, i motivi di orgoglio, come l’invito a bere l’acqua del rubinetto: “una delle più buone al mondo” (nel 2005, un sondaggio stabilì che l’acqua di Malmö era la migliore di Svezia)!

E la gara musicale? Come detto, non me ne frega granché, anche se mi toccherà sicuramente di vedere la finale.
Per ora ho sentito qualche brano sparso, il mio voto andrebbe alla simpatica e caciarona canzone greca.

Musicisti in Lilla Torg
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Il bel tempo di questi giorni
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Un concerto, sotto la tenda di Gustav Adolfstorg
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Il programma di questa settimana
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