Donna, paga il conto!

Alle ragazze svedesi non piace che si offra loro la cena. Fiere della loro indipendenza, ci tengono che anche una serata romantica sia basata su un rapporto paritario, soprattutto al primo appuntamento. Se stanno con te è perché gli piaci, non perché ti sei comprato la loro disponibilità.
È quindi cosa normalissima che si divida il conto e che ognuno paghi quello che ha effettivamente consumato.
I ristoratori non fanno una piega: pure in casi di comitive numerose, è normale effettuare il pagamento separato, anche con più carte di credito.
Gli Svedesi vengono talvolta presi per i fondelli all’estero per il loro calcolare “ognuno il suo” fino all’ultimo centesimo.

Ma torniamo all’argomento di oggi.
Il sistema funziona benissimo così, quando ad uscire assieme è una coppia di svedesi. Se la ragazza esce con, che so, un italiano è probabile che accetti la galanteria di farsi pagare la prima cena. Questo per non essere scortese, dato che sa che, da noi, le cose funzionano così.

Immaginate però cosa possa succedere quando uno svedese esce con un’italiana… ho assistito ad una scena del genere qualche settimana fa, in un ristorante della capitale.

La ragazza era con un’amica (presumibilmente perché non voleva lasciarla da sola, suppongo che fossero in vacanza assieme), ma lei e il ragazzo svedese erano chiaramente in uno spirito da flirt. Posso supporre che lui l’avesse invitata fuori per cena, e che l’invito fosse stato esteso all’amica per cortesia.

Bene… alla fine della serata, è presumibile che la ragazza si aspettasse che il tipo facesse la cortesia di pagare addirittura per tutti e tre o, quantomeno, almeno per due.
E invece cosa fa lui? Tira fuori il telefonino e inizia a fare i conti su chi debba pagare cosa! 😀 Inutile dire che la faccia delle due ragazze era impagabile!

Pensate che sia finita qui? Neanche per sogno! Il ragazzo aveva addirittura esaurito il credito sulla sua carta, e, a quello che ho capito, una delle due ragazze è dovuta uscire e prelevare dei soldi col bancomat e pagare persino la parte di lui.

Vorrei sapere cosa hanno raccontato le due tipe, al loro rientro a casa!

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10 risposte a “Donna, paga il conto!

  1. Alle due ragazze dovevi fargli una foto di nascosto!
    Comunque credo che la parità dei sessi che senz’altro in Svezia è ad un livello superiore si vede anche nel rapporto paritario al momento di pagare il conto: come giustamente sottolinei non si dovrebbe mai comprare la disponibilità di un’altra persona!

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  2. In medio stat virtus.

    La galanteria maschile italiana è anacronistica perché non esiste più l’uomo che lavora in opposizione alla donna che sta a casa a fare la calzetta. Detto questo la maniacalità svedese a volte è snervante. Non so se ti è capitato che magari paghi tu con carta e il tuo compagno di uscita se ne esce con una mezza dozzina di monete per pagarti le 5 corone e 50 öre che ti deve su un conto di magari 255.50 kr… e se le rifiuti ti insegue col pugno di monete in mano! 🙂

    Non sono infine così sicuro che nei mercati della carne di Östermalm non sia previsto il pagamento della disponibilità, ma come ben sai io ero più bestia di Söder/Vasastaden ;9

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    • Si, in effetti può capitare che ti vogliano per forza riempire di monete! 😀

      Su Stureplan e dintorni (per chi ci legge, una specie di equivalente stoccolmese dei Parioli, pur con delle differenze) non ti so proprio dire… in effetti è un’area e un tipo di gente che ho frequentato pochissimo! 😀

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  3. Guarda io lavoro in un ristorante qui a Stoccolma e per me l’abitudine dei conti separati è veramente snervante. Tra l’altro l’uguaglianza tra i sessi anche qui è più teorica che reale. Mi risulta che anche in Svezia gli uomini hanno uno stipendio maggiore delle donne di circa il 25% a a parità di mansioni.
    Credo anche che nessuna donna vada a letto con un uomo in cambio di una cena. Almeno in un paese occidentale dove non si soffre la fame. Per cui non direi proprio che si può “comprare la disponibilità” di una donna pagandole il conto.
    Piuttosto ci sono donne che in base a quanto spendi per loro valutano quanto le desideri, quanto le consideri importanti, cosa sei disposto a fare per loro, che” valore” attribuisci loro.
    Le donne, invece, per far capire a un uomo che sono interessate cucinano per lui, si vestono di tutto punto, si truccano, si mettono delle scarpe che fanno male e dei vestitini cortissimi e leggeri anche quando fa freddo. Senza contare che fanno la fame per rimanere snelle e si ammazzano di fatica in palestra. Non dico che sia giusto, Per me potrebbe anche essere il contrario: al ristorante gli uomini col fard e donne con la credit card. Ma voglio solo dire che è un modo diverso di comunicare.
    Quanto al ragazzo svedese di cui parli nel post non ha dimostrato di trattare le donne come se stessero al suo stesso livello. Ha invece rivelato di essere un tipo poco organizzato, incapace di tenere la semplice contabilità della sua carta di credito, insomma un bambino che deve essere accudito. Altro che rapporto alla pari!

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    • Probabilmente avrei dovuto virgolettare le parole “comprare la disponibilità”. Chiaramente non è il mio modo di vedere le cose, ma è un concetto che ho sentito esprimere più volte proprio da alcune ragazze.

      Per quanto riguarda la parità: è chiaro che non è stata raggiunto in toto e in tutti i campi, ma è altrettanto chiaro che qui siamo milioni di anni luce più avanti che in Italia. Guarda anche solo la quantità di donne in posizioni importanti in un confronto fra i due paesi…

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    • Io capisco il punto di vista del ristoratore, ma è però giusto che sia il cliente ad essere “coccolato”, no? In Italia capita che ti rifiutino la carta per pagamenti bassi, qui sono estremamente rari… e illegali, la legge proibisce di rifiutare la carta e di aggiungere degli extra… alcuni, pochi, lo fanno, ma l’importante è sapere che è non lo possono fare 🙂 Dividere un conto da pagare con diverse carte poi non dovrebbe essere un grosso problema, ma per favore correggimi se sbaglio 🙂
      Qui per ragioni di sicurezza (il trasporto valute e l’avere i contanti fisicamente in negozio) ed ecologiche (produzione e trasporto valuta) incoraggiano il pagamento con carta… pago abitualmente anche il caffè con la carta per intenderci e ho ca 500 corone in contanti nel portafoglio “perché non si sa mai”.

      Ma tornando alla parità dei sessi. Le differenze ci sono ancora, ma vengono viste come un problema sociale da risolvere, non come un naturale stato delle cose e vabbè. Le differenze di salario dubito che abbiano quell’ordine di grandezza (ne parlavano in campagna elettorale, ma non ricordo le cifre), ma ammetto che non ricordo.

      Per fare un esempio di come la ricerca di uguaglianza sia sempre presente si può fare riferimento alla paternità… che c’è solo qui e in Norvegia a quanto so io.
      Lars Ohly, leader del Vänsterpartiet, per migliorarla proponeva in campagna elettorale proponeva una riforma, sostenendo che anche la durata di questo diritto debba essere uguale. Se non erro ora è 12 mesi per le donne e 3 per gli uomini e la “quota maschile” può essere protratta sottraendola a quella femminile (Es. 10 mesi mamma, 5 mesi papà. Helena sa di sicuro come funziona 🙂 ). Lui diceva di farle per legge uguali, perché i papà sono importanti quanto le mamme e per rendere uomini e donne uguali sul mercato del lavoro… e secondo me non fa un grinza il ragionamento.

      Cioè… questo era un argomento ripetuto negli ultimissimi giorni prima delle elezioni politiche 🙂

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      • Anche io sostengo il diritto del cliente di pagare come vuole, però ovviamente preferirei che spontaneamente scegliessero un modo che mi fa perdere meno tempo. Io lavoro in un ristorante pizzeria, dove prepariamo anche a portar via. Mentre io faccio passare 5 carte di credito, anzichè una, si fa la fila di clienti che vuole ordinare. Quindi è un problema. Per fare più in fretta ci vorrebbe non solo una persona in più ma anche una macchinetta in più.

        Neanche io ricordo esattamente la differenza di stipendi, ma anche se fosse solo il 10 per cento in più, basterebbe per dimostrare che la parità ancora non c´è, anche se siamo sulla buona strada. E basterebbe anche per pagare una cena. 😉
        Comunque se vai in un negozio di giocattoli ti accorgi che bambini e bambine non sono educati allo stesso modo.

        Per quanto riguarda la proposta del Vänster Partiet, la trovo ottima. E anzi, approfitto per esprimere tutta la mia ammirazione ai padri svedesi che arrivano al ristorante da soli con due o tre bambini piccolissimi e riescono a tenerli a bada. Cosa mai vista in Italia, dove però ci sono sempre più uomini che portano in giro i bambini col passeggino.

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  4. Interessanti i commenti, secondo me il pagare il conto ad una donna non va assolutamente confuso con l’atto di “comprare la disponibilità”. Trovo veramente assurdo il tutto.

    La parità tra sessi è ben altra cosa, forse anche la Svezia non brilla da questo punto di vista perché – lasciando perdere Stieg Larsson – i casi di violenza in Svezia verso il gentilsesso non sono poi così marginali.

    Se poi lavorassi alla cassa in un ristorante scatterebbero in me istinti animali (di viuuulenza) nei confronti del conto separato :))) capisco al 101% Linda!

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  5. Mi fa un po’ sorridere perché, al mio primo appuntamento col mio moroso svedese, sono stata io ad offrire, sia per gentilezza ma anche per lanciare il messaggio che ero e sono una donna indipendente e non mi aspetto che l’uomo faccia le cose per me. 🙂
    Lui infatti, ancora adesso, ogni tanto si lamenta che non lo lascio ‘aiutarmi’ 😀

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