ICA Banken

Volevo scrivere questo post da un po’ di tempo, ma un recente post di Marco di Piccoli Vichinghi, relativo al confronto fra banche italiani e svedesi, me l’ha ricordato.
Ogni immigrato conosce bene le difficoltà per aprire un conto da queste parti: sarà che le banche sono molto intrallazzone (almeno in apparenza, poi non so) che da noi, non si accontentano di avere chiunque come cliente. In particolare, senza un contratto di lavoro, è molto difficile riuscire ad essere accettati.
La soluzione più semplice, per chi arriva qui (ma bisogna essere comunque a posto con personnumer e, presumo, immigrazione), è di evitare le banche vere ed andare al supermercato.
ICA, la più nota catena, ha infatti da qualche tempo aperto una sua “banca”, gestita per lo più online e tramite tutti i punti vendita sparsi per la nazione.
La procedura è davvero banale, si va sul sito di ICA Banken e si richiede una bankkort.
Per avere la certezza che la cosa andasse in porto, ho chiesto specificamente che tanto la carta quanto il conto di appoggio fossero senza alcun credito. Probabilmente, come nel caso dell’IKEA Handla (utilizzabile solo nell’IKEA stessa) è possibile richiedere un credito minimo pur non avendo impieghi e redditi ma, nel dubbio, ho preferito evitare.
Nel giro di pochi giorni si riceve a casa un semplice contratto (niente quintalate di scartoffie, un banale contratto di una pagina e chiaro da capire), da rispedire indietro al mittente in busta preaffrancata.

Il "tamagochi", all'interno del quale si inserisce la carta

A quel punto basta aspettare e si ricevono, in spedizioni separate e in tempi brevi, tutta la documentazione, la carta di debito Mastercard, il tamagochi per fare le operazioni online, il PIN della carta stessa e una password ulteriore per fare il login (in combinazione col tamagochi).
ICA Banken è praticamente quasi come una banca vera: puoi fare i normali Plusgiro/Bankgiro (i sistemi di bonifici utilizzati qui, il primo figlio del vecchio sistema di conti correnti postali), impostare Autogiro (l’equivalente della nostra delega RID), pagare le bollette online (in Svezia si fa così da anni) e, se devi depositare dei contanti puoi farlo, letteralmente, alla cassa di qualunque supermercato fino alle 10 di sera.

La carta è una vera Mastercard: puoi utilizzarla su internet, per prendere soldi al bancomat e per pagare ovunque (o quasi). Ovviamente, quantomeno nel mio caso, è una carta di debito, quindi, se non ho soldi nel mio conto, le transazioni non vanno a buon fine.
L’unico contro che ho trovato, fino a questo momento, è che ICA Banken non aderisce direttamente ai sistemi IBAN/SWIFT-BIC e la procedura per farsi arrivare i soldi dall’estero è un po’ macchinosa: in pratica bisogna farsi versare la cifra su un conto di Handelsbanken, specificando nella causale il vero conto e destinatario. Il versamento ci mette anche 3 giorni lavorativi ad arrivare, e il ricevente paga una commissione ridicolmente alta (50 corone, circa 6 euro). Non ho ancora provato a fare un bonifico verso l’estero, ma qui la procedura è ancora più complicata: si può fare solo ed esclusivamente per telefono.
Anche i pagamenti “interni” (inclusi quelli per le bollette) non sono così immediati come per una normale banca: solo se vengono effettuati prima delle 9:30 del mattino, arrivano a destinazione nella giornata stessa. Per i pagamenti effettuati dopo le 9:30, bisogna aspettare il giorno lavorativo successivo.

Nonostante questi contro (che mi porteranno a brevissimo ad aprire un conto presso una banca vera), mi sono trovato decisamente bene con questo sistema negli ultimi mesi, e ringrazio Alex per avermi messo la pulce nell’orecchio qualche tempo fa.

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6 risposte a “ICA Banken

  1. Io ho aperto il conto alla Nordea e non mi hanno fatto nessun problema anche se non avevo lavoro.

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  2. Grazie per i ringraziamenti : )
    Alex

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  3. Quando ho fatto l’Erasmus gran parte degli amici Francesi e Tedeschi aveva il conto presso banche locali, e non hanno avuto alcun problema ne hanno dovuto comunicare il personnummer

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  4. E stato lo stesso per me in Italia, mi guardavano con sospetto…Sono riuscita solo quando ho portato il contratto di lavoro…

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  5. Ciao, scusami l’off topic ma approfitto della tua disponibilità (ho letto spesso il tuo blog per consigli pratici).
    Mi trovo a Stoccolma per un Erasmus, arrivato da poco, con alloggio assegnato dall’uni, e stamattina mi sono visto negare un pacco mandatomi da casa proprio all’ICA, perché mi chiedevano il passaporto, che in realtà non ho.
    Secondo te è possibile questa cosa? Posto che la carta di identità italiana non basta, pensi sia sufficiente tornare con una prova della mia temporanea residenza in Svezia (contratto di affitto) o il mio personal number svedese?

    Ciao, scusa ancora!

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