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C’è da spostare una macchina!

"entro il 5 agosto" (questa mattina era ancora lì, in ogni caso)

“entro il 5 agosto” (questa mattina era ancora lì, in ogni caso)

Nell’ultimo periodo, su molte auto parcheggiate nella mia zona è sbucato un minaccioso adesivo arancione che dice “spostala entro il giorno tale o te la rimuoviamo a tue spese”, accompagnato da una multa.
Le auto sono, nella maggior parte dei casi, posteggiate regolarmente, senza alcuna irregolarità apparente.
Il problema è un altro: come spiegato in passato, quando il posteggio è gratuito, a Malmö si ha l’obbligo di spostare la macchina ogni 24 ore.
Questo obbligo non è generalmente osservato in maniera stretta, ma evidentemente le cose hanno preso una piega fastidiosa: se, in queste ultime settimane, andare nelle zone centrali in auto è stata una pacchia, con tantissimi parcheggi liberi, posteggiare sotto casa ha spesso portato a dover girare a lungo prima di trovare un buco disponibile (e sia chiaro che io non ho problemi ad accontentarmi anche di buchi molto piccoli).
In pratica, tanti cittadini delle aree centrali sono andati in vacanza e hanno pensato bene di lasciare la macchina in aree più periferiche, dove non solo non devono pagare ma non hanno neanche il limite massimo (certificato dal tagliandino esposto sul cruscotto) di due settimane.
Non ho idea se il Gatukontoret abbia agito di sua iniziativa o se ci sia stata una qualche delazione da parte di cittadini residenziali esasperati per la mancanza di posti disponibili, fatto sta che, appunto, ultimamente sono sbucati fuori gli adesivi di cui sopra.
Non so neppure, peraltro, se gli addetti al traffico abbiano fatto selezione, limitandosi a colpire solo i non residenti dell’area (insomma, quelli che hanno fatto i furbi) chiudendo un’occhio per quelli che effettivamente abitano in zona.
Se così non è, questi nuovi sviluppi fanno scattare l’inevitabile domanda: dove la lascio l’auto quando vado in vacanza? I residenti delle zone centrali possono lasciarla sotto casa a tariffa stra-agevolata per due settimane, noi avremmo il limite delle 24 ore.
Problemi da primo mondo… 😀
Ed ecco la multa. Il bigliettino è giallo e impermeabile... per l'occasione si è ripiegato su se stesso mostrando solo il lato bianco.

Ed ecco la multa. Il bigliettino è giallo e impermeabile… per l’occasione si è ripiegato su se stesso mostrando solo il lato bianco.

Parcheggiare

Aree Blu, Zone Traffico Limitato, posteggi per soli residenti, Ecopass e compagnia… in Italia, le questioni realtive ai parcheggi a pagamento, alle congestion charge e a qualunque limite (o costo) imposto all’uso privato dell’auto sono estremamente sentite, e si sente spesso parlare di ricorsi, agguerriti comitati di cittadini, sentenze del TAR e così via.
Sarà che gli svedesi non si sbilanciano mai troppo, ma non riesco ad inquadrare quanto sia effettivamente dibattuta la questione qui in Svezia; vi posso comunque raccontare di come funzionano le cose per la mia esperienza personale.
Di Stoccolma avevo in piccola parte parlato già in passato: c’è un pedaggio urbano (chi non risiede nel centro città deve pagare per entrarvi in auto, con un sistema automatizzato) e tutta l’area centrale e ad altre parti strategiche sono, con tariffe differenti, a pagamento. Avendo usato molto poco l’auto nel periodo in cui ho vissuto lì, non conosco troppi dettagli in più. Quel che è certo è che il sistema funziona, grazie anche all’aiuto di una fantastica rete di mezzi pubblici, e mi sembra essere generalmente ormai accettato da tutti.

La mappa dei parcheggi a Malmö, dal sito del Comune

La mappa dei parcheggi a Malmö, dal sito del Comune

A Malmö le cose non sono poi troppo differenti, fermo restando che qui non c’è mai stata, ovviamente, la necessità di introdurre la tassa d’ingresso.
Tutto il centro cittadino è a pagamento, e basato su un sistema gerarchico di fasce di prezzo, che vanno dal “biglietto blu” (25 corone all’ora) al “biglietto verde” (10 corone all’ora). Le fasce orarie sono solitamente dalle 9 alle 18 (biglietti verde e bianco, sabato) e dalle 9 alle 20 (biglietti rosso e blu) ma alcune aree possono avere fasce più estese (come 0-24 o 9-21). Il sabato è generalmente gratuito nelle aree verde e bianca e parzialmente a pagamento nelle aree rossa e blu. La domenica è gratuita nella stragrande maggioranza dei casi, ma non sempre. In pratica, bisogna controllare zona per zona.
Il pagamento può essere effettuato tramite parchimetro (pagamento anticipato, con monete o carta di credito), sms (molto comodo: mandi un sms all’inizio del parcheggio, uno alla fine e paghi esattamente la cifra necessaria) o con delle app per smartphone. Alcune zone, come vicino all’ospedale, supportano il pagamento con doppia strisciata della carta di credito: la passi una prima volta (impostando comunque una cifra massima) all’inizio e una seconda quando ritiri la macchina, così da non pagare più del necessario. Quest’ultimo sistema vale soprattutto in alcuni parcheggi su aree speciali delimitate (markplan o tomtmark), che hanno regole leggermente diverse rispetto all’ordinario parcheggio in strada (gatumark). L’alternativa a gatumark e markplan è rappresentata, ovviamente, dai garage, che qui si chiamano P-Hus e per le quali si possono sottoscrivere abbonamenti. Le P-Hus sono ovviamente poco economiche per il parcheggio breve, ma possono spesso avere agevolazioni per la sosta lunga.

La cosa positiva del sistema dei biglietti è che è gerarchico: se, ad esempio, hai pagato per un biglietto rosso, puoi lasciare l’auto in sosta (nel periodo di validità) anche nelle aree verde e bianca, ma non (ovviamente) nella più cara area blu.

I residenti? Pagano. Con il tagliandino da residenti (richiedibile online, gratuito e da esporre sul parabrezza) il costo varia fra le 15 e le 25 corone per 24 ore. In alcune vie devi pagare, in parte o in toto, anche il sabato e la domenica. La procedura è semplice: basta ricordarsi di premere il pulsante “boendeparkering” sul parchimetro prima di effettuare il pagamento, e avrai accesso al sistema di tariffa agevolata. Di buono c’è che, se un giorno vai via con l’auto, puoi evitare di pagare (ti basta rientrare dopo la fine della fascia oraria a pagamento), di negativo c’è che la spesa mensile non è comunque indifferente (un residente di una zona ad area bianca che lasci la macchina in strada per un mese si ritroverà a pagare minimo 400 corone) e che ti può capitare di dimenticarti di pagare un giorno, con il rischio di rimediare, ovviamente, il famigerato bigliettino giallo della multa.
Le aree per residenti sono quindici, relativamente grandi: se non trovi posteggio sotto casa hai comunque una discreta zona in cui cercare.

Un altro aspetto di cui tenere conto, quantomeno nelle aree a pagamento, è il lavaggio strade: una sera al mese (due se consideriamo che le strade vengono generalmente divise su due giorni a seconda del senso di marcia) bisogna ricordarsene, altrimenti sono dolori.

Gran parte dell’area comunale è, in realtà, completamente gratuita. Nel preparare questo articolo ho però scoperto che, almeno teoricamente, nelle strade grauite puoi posteggiare per un massimo di 24 ore, poi sei obbligato a spostare la macchina. Dal conteggio sono esclusi domenica, sabato, festivi e prefestivi.
Sinceramente non so quanto strettamente venga osservata questa regola. In passato ho lasciato la macchina per parecchi giorni, ad esempio in occasione di vacanze, in alcune di queste areee, sia a Malmö che a Stoccolma, senza alcun problema. All’epoca, però, avevo ancora la targa italiana.
Su questo forum si legge che può effettivamente capitare di essere multati. Addirittura, pare che gli addetti vengano istruiti a prendere nota della posizione di volante e ruote, e riportarla in eventuali contravvenzioni. Ecco un dilemma in più da considerare per le prossime vacanze…

La regola dei dieci metri
(dal sito di Parkering Malmö)

Bisogna anche stare molto attenti a posteggiare regolarmente, perchè, in quanto a fiscalità, qui non scherza nessuno. Ad esempio, anche se non lo segnalano, non si può mai posteggiare a meno di dieci metri da un incrocio o dalle strisce pedonali. Anche in caso di “incrocio a T” l’intera zona (l’incrocio, dieci metri prima e dieci metra dopo) va evitata. Per queste cose qui, sono davvero severi. Anche il posteggio in senso opposto a quello di marcia è proibito. Ad esempio, molti danesi non lo sanno (a casa loro si può) e, quando arrivano a Malmö, rimediano l’inevitabile multa (che, probabilmente, non pagheranno).

Per un residente, non pagare una multa può diventare un problema serio. Dapprima, se non si salda già dopo che ti hanno rifilato il bigliettino giallo, arrivano due lettere del Transportstyrelsen … se ancora tardi troppo, il tutto finisce nelle mani di Kronofogden, con il rischio di ritrovarti un protesto che ti impedirà di ricevere qualunque credito e persino, in molti casi, di sottoscrivere servizi ed abbonamenti.

L’intero sistema dei parcheggi è affidato ad una società comunale chiamata Parkering Malmö: sono i loro addetti, e non i poliziotti, ad andare in giro per strada e fare le multe a chi non si comporta bene. A differenza che per gli addetti di società equivalenti italiane, hanno pieno potere di contravvenzione in tutta la città, e non solo, quindi, nelle aree a pagamento a loro assegnate.
Per ovvi motivi, questi addetti non sono particolarmente simpatici alla gente, e ultimamente ci sono stati crescenti episodi di violenza nei loro confronti. La Parkering Malmö si è dovuta premurare a scrivere una pagina in cui si spiega, testuale, “può valere la pena di considerare è che dietro l’uniforme c’è una mamma, un papà, un fratello, una sorella, una figlia, un figlio o forse un migliore amico. Una persona normale che fa il suo lavoro”.
Al di là di queste “struggenti” (ehm…) parole, quando mi sono ritrovato ad avere a che fare con alcuni di loro, li ho trovati di una rigidità al limite della stupidità: vedi quella volta che alle 6 e tre minuti aspettavo mia moglie in auto in un posteggio regolarissimo, ma in un giorno in cui era previsto il lavaggio (la fascia inizia proprio alle sei)… sono stato costretto a spostarmi immediatamente nonostante, del lavastrade, non ci fosse proprio l’ombra.

Onestamente, devo dire che il sistema, in generale, funziona molto bene, a differenza di quanto succede in molti comuni italiani in cui si utilizzano pratiche simili. La chiave è probabilmente nella qualità del servizio pubblico di trasporto, che copre adeguatamente tutta la città con frequenze eccellenti anche di notte. Ovviamente ad agevolare il tutto interviene anche la bassa densità popolativa. Quello che è certo è che a Malmö c’è pochissimo traffico (a Stoccolma ce n’è molto di più, ma è comunque risibile rispetto a quello di una grande città italiana), poco inquinamento e si viaggia sempre molto bene, qualunque sia il mezzo.
A Malmö c’è anche uno dei migliori sistemi in Europa di Car Sharing, al punto che abbiamo pensato seriamente di vendere l’auto e cominciare ad utilizzarlo. Eravamo anche arrivati al punto di mettere l’annuncio di vendita su Blocket, ma, per ora, abbiamo deciso di rimandare il tutto in attesa di valutare per bene la vita “på Kirseberg“. Ma la decisione potrebbe comunque venire lo stesso nei mesi a venire…

10 luglio 2009 – 11 luglio 2011

Il 10 luglio 2009 il mio ultimo giorno di lavoro in RSA, compagnia di assicurazioni in Genova, Italia.
Oggi, due anni e un giorno dopo, debutto come consulente per Atea in Malmö e Lund, Svezia.

Due anni pieni di avventure (il matrimonio la più grande di tutte), per un nuovo punto di inizio della mia vita.

Gli ultimi giorni sono stati molto frenetici.
Abbiamo trovato un piccolo appartamento non ammobiliato nei pressi di Dröttningtorget, centralissimo a Malmö.
L’appartamento è proprio bello e abbiamo il centro e la stazione a due passi a piedi.

Essendo però non ammobiliato, lo sbattimento è stato enorme: prima siamo dovuti partire da Stoccolma nel mezzo della notte in maniera di poter essere qui di prima mattina, in modo da poter incontrare il proprietario prima che andasse a lavorare e avere il tempo di andare a comprare un materasso per la prima notte.
Poi sono stati giorni di corse fra Ikea, Ikea Helsinborg, Chilli (delizioso negozio di mobili e articoli per la casa), On Off e Ica Maxi per comprare quello che ci serviva. E, ovviamente, montarlo.
Il risultato ci sta soddisfacendo a pieno, e stiamo valutando di comprare l’appartamento a novembre, quando il proprietario lo metterà in vendita.

L’unica controindicazione è che, al momento, non possiamo posteggiare sotto casa se non a oltre due euro l’ora, e il posteggio gratis più vicino è distante una ventina di minuti a piedi. Ma non è un grosso problema: d’ora in poi contiamo di usare molto poco l’auto, e una passeggiata ogni tanto non fa certo male. In futuro ci registreremo nel nuovo indirizzo e, quando l’auto avrà finalmente la targa svedese, potremo finalmente posteggiare a prezzi umani.

Posteggio alla Genovese

L’essere nato e cresciuto a Genova dà sicuramente un grosso vantaggio nella vita: puoi praticamente guidare (e posteggiare!) ovunque. D’altronde essere abituati alle strade strette, in salita o discesa, in una città carente di spazi, ti fa sembrare tutto il resto comodo come un’autostrada a cinque corsie. Quando poi ti ritrovi a mollare la macchina in qualche posto “impossibile” a Stoccolma, ti capita davvero di lasciare la gente a bocca aperta: queste cose, qui, sono quasi fuori dal mondo.

La prima volta che ho posteggiato in un parcheggio come quello della foto, mia moglie non ci voleva credere. Era convinta che non fosse neppure un parcheggio.
Ieri sera la scena si è ripetuta: il lavaggio strada del mattino porta, certe volte, a carenze di posti in serata in alcune aree del centro città. A differenza di quanto succede a Milano, nessuno pensa, neanche alla lontana, di posteggiare sul marciapiede. La situazione comunque non è tragica: girando qualche minuto, si trova tranquillamente un posto nelle vicinanze. Ieri, stavamo uscendo con amici, non avevo voglia di girare troppo e mi sono infilato, senza troppi problemi, nel pertugio della foto: sono stato fortunato perché l’auto di fronte a me è una di quelle, in minoranza qui, che non hanno il gancio da traino installato.
Una volta uscito dall’auto, una ragazza di passaggio sul marciapiede mi guarda sorpresa: “Ma cos’è successo, ti hanno chiuso e non riesci ad uscire?” “No, no… ho appena parcheggiato” (faccia stupitissima della ragazza) “Snyggt!“. Io e mia moglie abbiamo riso a lungo!

Cambio gomme per l'estate

Tutto questo per parlare della mia auto che, proprio in questi giorni, sta prendendo la cittadinanza svedese. Prima ho dovuto compilare un form sul sito web del Transportstyrelsen, dopo di che ho dovuto pagare 700 corone e spedire, tramite raccomandata, una serie di documenti: carta di circolazione e foglio complementare in originale, fotocopia della fattura di acquisto del veicolo (i miei sono dovuti andare al concessionario a Genova per averla), carte varie firmate.
A breve dovrei essere chiamato per un controllo (prima devo fare sistemare la luce posteriore destra, che non funziona correttamente), simile alla revisione, dopo di che dovrei ricevere le targhe svedesi. Ancora non ho capito cosa succedere con quelle italiane… lo scoprirò nei prossimi giorni.