Ieri, nella zona di Stoccolma, è stato inaugurato il nuovo Stadio Nazionale. Di proprietà della federcalcio svedese (oltre che del Comune di Solna e con la partecipazione di enti e scoietà) , è costato 277 milioni di euro. La spesa include le infrastrutture dei dintorni, ed è stata in gran parte ripagata da un contratto di sponsorizzazione con Swedbank: la banca ha deciso in seguito di intitolare lo stadio all’associazione benefica Friends, che si occupa di combattere il bullismo scolastico.
L’Arena è davvero spettacolare: moderna, accogliente, riscaldata internamente e con un avveniristico tetto richiudibile che la renderà utilizzabile anche in caso di maltempo. È il più grande stadio del Norden, e la terza più grande arena coperta d’Europa.
La Friends Arena sarà utilizzata per le gare della nazionale e per eventi, ma anche dall’AIK, uno dei tre club importanti di Stoccolma.
Il calcio in Svezia è tutto fuorché uno sport ricco. Nonostante i luoghi comuni di chi, in Italia, pensa che sia poco considerato, è comunque lo sport più seguito in Svezia, pur avendo certamente la concorrenza di altri giochi come hockey e (in misura minore) floorball.
Le società non dispongono, però, di grandi capitali: innanzitutto devono, da statuto, essere delle vere e proprie “associazioni sportive”. Non possono essere di proprietà di grandi gruppi finanziari, ed è quindi esclusa la possibità di avere i Berlusconi, i Moratti e gli Agnelli di turno. I club svedesi sono di proprietà dei soci, tifosi e atleti.
Per questo motivo l’Allsvenskan è un campionato di bassa lega: i club non possono permettersi ingaggi elevati e i talenti nazionali emigrano in fretta all’estero. In compenso, il campionato femminile è uno dei più avvincenti che ci sia: basti pensare che Marta Vieira da Silva, considerata da molti la più grande calciatrice di tutti i tempi, gioca nel Tyresö FF, dopo una precedente lunga esperienza nell’Umeå IK.
Quello che però sembra davvero impietoso, è il confronto fra le arene svedesi e quelle italiane.
Il Malmö FF ha da poco abbandonato la vecchia arena per accasarsi nel moderno Swedbank Stadion; lo Stadio Olympia dell’Helsinborgs IF sta per venire profondamente rinnovato, i campioni di Svezia dell’Elsborg giocano nell’aggiornata Borås Arena.
Tutti stadi magari non monumentali, ma attuali, accoglienti e moderni.
Uno non può davvero fare a meno di chiedersi: come mai la “povera” Allsvenskan può permettersi strutture adeguate ai tempi, mentre la “ricca” Serie A, tolto il mirabile esempio della Juventus, si deve sorbire stadi fatiscenti (quando va bene risalenti ai tempi di Italia ´90), spesso maldestramente polivalenti e decisamente non all’altezza di quello che, una volta, si vantava di essere il “campionato più bello del mondo”? Perché i presidenti della Serie A sono tutti fermi al palo a piangere, sperando magari in soldi pubblici che (speriamo invece noi) non arriveranno mai?
Certo, il vecchio calcio era bello anche in stadi scomodi, non coperti, senza seggiolini e con bagni inutilizzabili, ma, una volta tanto, vorremmo proprio evitare la scomoda nostalgia.
A mettere tutti d’accordo, spero, ci pensa lui: primo calciatore a segnare nella nuova Friends Arena, autore di quattro gol contro l’Inghilterra, l’ultimo dei quali una gemma spettacolare. Questa mattina la Svezia calcistica si è svegliata decisamente orgogliosa.