Che tempo fa

Questo inverno è stato, finora, decisamente meno spettacolare di quello precedente. Dopo un inizio fantastico (già a novembre) e tantissima neve, soprattutto intorno a Natale, a inizio Gennaio le temperature si sono alzate: la neve è quasi tutta sciolta (purtroppo rimpiazzata dal ghiaccio), il cielo è spesso grigio e piove di tanto in tanto. Insomma: in questi giorni Stoccolma non sta esattamente dando il massimo di sé.

Questa notte c’è stata però una piccola spruzzata di neve, e ancora di più dovrebbe arrivarne alla fine della settimana. Si dice, soprattutto, che il resto dell’inverno, fino a fine marzo, dovrebbe essere particolarmente freddo e nevoso. Speriamo, perché il tempo come è adesso è davvero deprimente! 😀

È tornata la neve!

Dopo qualche spolverata nelle settimane passate (spolverata che avrebbe messo in ginocchio buona parte delle città italiane) è finalmente arrivata la prima vera neve. Nonostante le perplessità di mia moglie, che mi guarda come fossi un alieno, la cosa mi rende, per qualche strano motivo, naturalmente felice.

Stoccolma non è in una zona della Svezia particolarmente tendente all’imbiancata, quantomeno negli ultimi 20 anni. Fino al 2009, generalmente, la neve si vedeva qui pochino. L’inverno 2009-2010, però, è stato il più freddo e nevoso da parecchi anni a questa parte, e, in molti abitanti della zona, ha riportato alla memoria ricordi d’infanzia, quando invece era molto più normale. Alla fine, contando che siamo stati in bianco da metà dicembre (Santa Lucia, qui una festa importante) ad inizio aprile, per quelli come me è stato un inverno davvero spettacolare.

Adesso si dice che l’inverno 2010-2011 sarà più o meno sulla stessa falsariga, cosa che mi rende felice come un bambino.

Chiaramente i disagi ci sono anche qui: nonostante le ottime gomme da neve, aumentano i rischi in autostrada e tutto il traffico ne risente. I mezzi pubblici patiscono ritardi e anche la metropolitana soffre di allagamenti e casini vari. In questo momento sto scrivendo dal bus che mi porta da Väsby a Stoccolma per il mio corso, e devo dire che è una vera fortuna che gli autobus possano circolare sulle corsie di emergenza: il resto dell’autostrada è decisamente trafficato! Se, poi, prendi l’auto al mattino devi calcolare quei dieci-quindici minuti in più per rimuovere neve e ghiaccio dai vetri

Chiaramente è nulla rispetto a quello che succederebbe in Italia in situazioni simili, però… qui l’organizzazione è davvero ottima, anche perché, altrimenti, si arriverebbe alla paralisi nazionale. Persino l’aeroporto di Arlanda non risente troppo della situazione meteo, mentre qualche problemino in più ce l’ha Skavsta, la piccola aerostazione (distante in realtà circa un’ora e mezza da Stoccolma) utilizzata da innominabili compagnie low-cost.

Non mancano anche i rischi per i pedoni, in particolare quando camminano su un marciapiede che costeggi edifici: il rischio di essere sommersi da una valanga proveniente dai tetti è sempre presente. Chi fa la manutenzione degli edifici ha il dovere di tenere d’occhio la situazione e fare il possibile per evitare questo rischio: in molti casi alcuni marciapiedi vengono dichiarati off-limits, e si creano dei corridoi per i pedoni sulle strade.

Nonostante tutti questi problemi, la neve continua a piacermi da morire: mi mette un inspiegabile sensazione di buonumore che mi permette di sopportare meglio il freddo e il gelo (comunque decisamente meno penetrante di quello che puoi provare a volte in Italia, nonostante le temperature più basse)!

Ecco alcune foto scattate ieri mattina a partire dalle 7:30 in Väsby… Nel frattempo la neve è decisamente aumentata! 🙂

Gomme da neve

Qualche piccolo casino, un po’ di mancanza di ispirazione e una vacanzina in Italia mi hanno tenuto lontano dal blog per un mesetto… non vi preoccupate: ora ricomincio! 😀

Durante il breve periodo a Genova, a Stoccolma e dintorni c’è stata la prima spruzzata di neve. Al ritorno, come fra l’altro è obbligatorio nel periodo di passaggio fra ottobre e novembre, ho quindi dovuto montare i pneumatici invernali.

In Italia non avevo mai avuto modo di usarli, ma devo dire che, effettivamente: sono parecchio efficaci. L’aderenza al terreno è elevata e, anche con molto ghiaccio sulla strada, si riesce a guidare in maniera relativamente sicura. Esiste una versione particolare di pneumatici da neve con i chiodi, versione molto diffusa in alcune zone della Svezia. Purtroppo, però, queste gomme sono proibite in una strada principale di Stoccolma (e, sembra, solo lì) e, quindi, sono sconsigliate a chi abita nell’area della capitale (a meno, appunto, di non rinunciare per principio ad entrare in quella strada). Poco male: a quel che ho visto, le gomme non chiodate sono più che sufficienti. Gran parte della Svezia è, in ogni caso, sostanzialmente piatta, cosa che agevola la circolazione con la neve.

Quasi nessuno svedese ha le catene in macchina, molti non sanno neanche cosa siano: vengono infatti utilizzate solo in casi particolarmente estremi nelle aree di montagna, dato che i pneumatici invernali (eventualmente quelli chiodati) sono più che sufficienti. Io, nella mia Y, conservo ancora le mie catene italiane… giusto perché non si sa mai.

Chiaramente, attorno all’industria del cambio gomme primaverile/estivo si è sviluppata una vera e propria struttura organizzata. Dato che non tutti hanno in casa lo spazio per tenere gli altri pneumatici, molti centri di assistenza offrono, dietro pagamento di una piccola somma, l’alloggio delle ruote. Il mio caso è stato un po’ particolare perché, nell’officina in cui ero andato la prima volta, non avevano dei cerchioni che si adattassero alla mia macchina (Fiat ed Alfa esistono in Svezia ma non sono così comuni, la Lancia non viene importata dalla fine degli anni ’90) e, quindi, dovevano ogni volta tenere i pneumatici “liberi” e rimontarli sui cerchioni, ovviamente con costi maggiori.

Adesso, dato che ormai le mie gomme “estive” erano troppo consumate, le ho fatte buttare via, e, quindi, la prossima primavera, potrò cercare in anticipo un’altra officina che riesca ad avere i cerchioni giusti.

È tornato l’autunno…

Dopo l’inverno più spettacolare della mia vita (circa quattro mesi di neve, ma è un anomalia anche da queste parti) e una primavera ed un’estate così e così (decisamente meglio l’anno scorso), è già tornata la peggiore stagione svedese, ovvero l’autunno.
Cielo spesso grigio, tanta pioggia, fa già freddo.

Il cielo sopra Upplands Väsby

Adesso si tratta solo di aspettare il ritorno dell’inverno, sperando che sia suggestivo come quello passato!

Non sai mai come vestirti…

Piccolo aggiornamento veloce.

In Italia capita spesso di sentire la gente lamentarsi perché il tempo cambia spesso, soprattutto al cambio di stagione, fra una giornata e l’altra.

Qui spesso cambia continuamente nel corso di una stessa giornata. Cielo coperto (e la temperatura si abbassa notevolmente), pioggia, fine della pioggia, sole (e ti devi mettere in maniche corte), ritornano le nuvole, etc. etc. Più volte nel corso della stessa giornata.

Quando c’è il sole fa appunto caldo… anche la sera non ci sono troppi problemi a girare in maniche corte, a meno che non si alzi il vento. Ma quando si annuvola tutto, sono necessarie le maniche lunghe se non la giacca.

A volte mi sento un cretino, perché vado in giro col mio impermeabile western in pieno sole (ormai ero uscito di casa così), il più delle volte ho sempre la maglia a maniche lunghe nello zaino. Non si sa mai! 😀

Ciaùscolo

Il ciaùscolo è un delizioso insaccato spalmabile tipico di alcune zone del centro italia (Marche in particolare).
Nel resto d’Italia non è particolarmente noto, forse anche perché risente particolarmente del “cambio d’aria”: il ciaùscolo buono sul serio si mangia solo nelle Marche e zone limitrofe. Ed è una vera delizia per il palato.

Tutto mi sarei aspettato, quindi, di ritrovarmelo qui in Svezia, confezionato da un’azienda locale. Oddio… in verità, a guardarsi, non sembra assomigliare granché al ciaùscolo vero, e anche l’etichetta “Una gustosa salsiccia aromatizzata con agrumi, sale e peperoncino” non lascia esattamente ben sperare (anche se in alcune varianti si utilizza la buccia d’arancio).

Chissà, un giorno la mia curiosità elementare mi porterà a provarlo. D’altronde qui gli insaccati li sanno anche fare, basterà non aspettarsi di mangiare del ciaùscolo 😉

ciauscolo1

Detto questo, oggi ho vissuto la mia prima brutta sorpresa meteorologica, nel senso che, uscito di casa in maniche corte come al solito, mi sono reso conto che faceva freschino e c’era il cielo pesantemente coperto (no, non sono il tipo che guarda fuori dalla finestra prima di uscire).
Obbligatorio quindi il rientro a casa a recuperare l’impermeabile (anche se poi, nel tempo in cui sono stato fuori, non ha piovuto).

Oggi ho anche fatto il mio primo salto in banca per aprire un conto corrente, ma di queste disavventure vi racconterò nei prossimi giorni quando avrò raccolto qualche altra esperienza.

Aggiornamento dell’agosto 2010: nel frattempo, il Ciaùscolo della Scan ha dovuto cambiare nome in Santoreggia, dato che il vecchio nominativo era coperto dalle norme europee sulla protezione geografica. Non ho ancora avuto il coraggio di assaggiarlo. 😀


Update: qualche tempo dopo il Ciaùscolo svedese ha dovuto cambiare nome in Santoreggia, per via della denominazione d’origine protetta. Ho scritto qualcosa al riguardo qui.