Il Papa

E quindi il Papa viene a Lund, la città in cui lavoro, per celebrare il cinquecentesimo anniversario della Riforma Luterana.
La cosa mi tocca, personalmente, solo in un modo: essendo un giorno lavorativo, potrebbe essere molto più complicato arrivare in ufficio. Insomma, una rottura di scatole che mi risparmierei volentieri. Altri saranno sicuramente più contenti.

L’evento, però, mi ha ispirato una piccola petizione, che ho appena lanciato: nel nome del contrasto fra la Chiesa Svedese (tollerante, aperta e rispettosa dei diritti umani) e quella Cattolica, chiedo a chi organizza la celebrazione solo un piccolo gesto simbolico e fare sì che il Vescovo di Roma sieda fianco a fianco di quello di Stoccolma.

Se la pensate come me al riguardo dei diritti delle persone, indipendentemente dal loro sesso o dell’orientamento, firmate volentieri. Altrimenti, ignorate pure questo post.

https://www.change.org/p/lutheran-world-federation-church-of-sweden-lunds-domkyrka-have-pope-francis-seat-beside-stockholm-s-bishop-during-the-reformation-s-commemoration

Gay pride ecclesiastico e gay pride xenofobo

Non discriminareIn questi giorni siamo in piene celebrazioni Pride da parte della Chiesa. Già, avete capito bene: la Chiesa è, ovviamente, quella svedese, di stampo protestante-luterano.
La cosa non è certo una novità: la Svenska Kyrkan è da tempo aperta non solo alle donne, ma anche a tutti i rappresentanti LGBT. Stoccolma ha per vescovo una signora gay già dal 2009 e, in generale, non è impossibile di ritrovarsi a che fare con un prete trans o apertamente omosessuale.

Il motto del pride di questi giorni, basato sulla Lettera di Giacomo, capitolo 2 verso 1, è “Non discriminare le persone, e la Chiesa ha allestito un sito web speciale dedicato all’evento.

Se il nodo centrale è Stoccolma, anche le altre parrocchie nazionali non si sono astenute: ad esempio, la Chiesa di San Pietro a Malmö sta organizzando una serie di “eventi arcobaleno”, illustrati sul proprio profilo Facebook, mentre un tappeto multicolore ha adornato, in questi giorni, la chiesa di San Nicola ad Örebro 

Un Pride decisamente più controverso, almeno qui in Svezia, è quello organizzato dal partito xenofobo Sverigedemokraterna. Solitamente contrario ad ogni riconoscimento dei diritti LGBT, e comunque non benvenuto alle celebrazioni Pride ufficiali, il partito ha organizzato delle proprie celebrazioni gay in un paio di förort, le cittadine di periferia (o, se vogliamo, le cosiddette città ghetto) abitate per lo più da musulmani: l’intento è ovviamente di provocare, dal momento che le comunità islamiche sono fra le più chiuse e contrarie ai diritti dei gay. L’obiettivo è di dimostrare che gli immigrati sono fra coloro che più si oppongono fra i valori di tolleranza svedesi. Le manifestazioni non hanno avuto successo in termini di partecipazione (come prevedibile: le associazioni LGBT non vedono di buon occhio SD), ma sicuramente hanno ottenuto un grande eco mediatico: si tratterà di una sincera apertura da parte del più conservatore dei partiti, o semplicemente una mossa di puro opportunismo? La seconda è decisamente l’opzione più probabile. 

Prete assumesi

Qualche tempo fa sono rimasto sorpreso da un annuncio presente in una chiesa, e ho scoperto che una delle curiosità (per noi italiani) del mercato del lavoro svedese riguarda il mestiere di prete.
Sì, “mestiere”, perché, senza troppe ipocrisie, qui la cosa viene chiamata con il suo nome.
Facendo una ricerca sul sito di Arbetsförmedlingen (l’agenzia per l’impiego), non è raro trovare annunci di lavoro di parrocchie che assumono preti in cerca di occupazione.

È divertente notare come gli annunci siano del tutto equivalenti a quelli delle normali professioni. Prendiamo ad esempio questo .

Aggiungo anche l' immagine dato che, prima o poi, il link smetterà di funzionare
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La parrocchia di Eskilstuna (che ha l’obiettivo di essere aperta, votata al contatto e premurosa) cerca un prete supplente che lavori in una squadra composta da insegnanti d’asilo, educatori e diaconi. Ovviamente il lavoro include anche le normali attività da prete, come messe, colloqui e la gestione della chiesa… Il candidato deve essere ordinato nella Chiesa Svedese, avere esperienza con bambini e famiglia, collaborare con gli altri per mezzo di buone capacità comunicative e flessibilità, avere l’abilità di vedere il quadro complessivo, sapere usare il computer e il pacchetto Office.
Nel finale si aggiunge: “Puntiamo verso un equilibrio fra i sessi e consideriamo la diversità un valore. Per questo motivo siamo felici di ricevere richieste da persone con background variegati”. E questo ci ricorda il fatto che, fra le altre cose, la Svenskakyrkan accetta anche donne e persone non eterosessuali.

Ho controllato gli stipendi da prete, e devo dire che non sono neppure male, orbitando intorno alle 31.000 corone lorde di media.

Insomma, se qualcuno ha voglia di un lavoro in Svezia ci può fare un pensierino. Ovviamente, il punto più problematico è la prima richiesta: essere ordinati nella Svenskakyrkan. Guardando velocemente in giro ho scoperto che bisogna prima avere 255 punti universitari in corsi come teologia e conoscenza della Bibbia (con la possibilità di avere fino a 30 punti in materie non religiose): a quel punto, si potrà contattare un vescovo, e, dopo un certo periodo di attesa, partecipare ad una formazione finale, che includerà otto settimane di pratica in parrocchia.

Interessa? Immagino che, fra i requisti, ci sia anche il dovere essere credente e protestante, ma non lo trovo scritto da nessuna parte. 😉


Comunque, lunga vita ai preti svedesi: la ragazza che ha battezzato nostra figlia (non sono religioso, ma non ho nulla in contrario al fatto che lei entri a far parte della chiesa svedese, visto anche che potrà uscirne senza problemi se e quando lo vorrà) ha citato il testo di Sweet Child O’Mine durante la funzione, quindi tanto di cappello.