Voto Europeo

Per la seconda volta da quando sono qui, la prima da quando sono cittadino svedese, domenica ho votato a delle elezioni in Svezia.
L’essere cittadino, per una volta, non ha implicato cambiamenti sostanziali: tutti i cittadini europei che risiedono qui potevano infatti decidere se votare per una lista del proprio paese d’origine (in locali allestiti dai consolati) o per una lista svedese.
L’unica differenza è che chi è senza la cittadinanza doveva esplicitamente iscriversi alle liste elettorali locali (rispondendo a un modulo inviato a casa) mentre noi abbiamo ricevuto automaticamente l’opportunità di farlo in entrambe le modalità. Ovviamente, in osservanza al principio “una testa un voto” votare per entrambi i sistemi è un reato, quindi bisognava guardarsi bene dal farlo.
Io, come molti altri residenti, ho scelto di votare “da svedese”: non solo era più pratico, ma mi sono risparmiato un certo senso di orrido.

Il mio certificato elettorale riportava le indicazioni sulla scuola in cui votare oltre alle istruzioni su cosa fare nel caso non sia possibile andare a votare nel giorno stabilito.
Sì, perché, cosa molto conveniente, volendo si poteva votare in anticipo in alcuni centri preposti, già a partire dal sette maggio. L’affluenza complessiva è stata, alla fine, decisamente buona, superiore al 50%: forse il fatto di considerarla una prova generale per settembre ha aiutato.

In coda per il voto anticipato al centro commerciale Triangeln

In coda per il voto anticipato al centro commerciale Triangeln

In una Svezia che è concentrata sulle elezioni nazionali di settembre, la campagna per le Europee ha preso piede veramente solo nelle ultime settimane. Al momento l’approvazione degli svedesi per l’UE è minima, e l’interesse di molti per queste consultazioni era scarso.
Se alcuni partiti minori radicali hanno invitato apertamente al boicottaggio delle elezioni, non presentandosi, altre forze dichiaratamente anti Unione Europea, come gli ex comunisti del Vänsterpartiet o i nazionalisti degli Sverige Demokraterna, hanno deciso di esserci per imporre la propria linea in quel di Strasburgo.
Una nota positiva della campagna elettorale è sempre l’atteggiamento della stampa: mai deferente o compiacente e il più delle volte pronta a fare domande vere ai candidati.

Le schede elettorali prestampate. Notare le professioni. Pochissimi politici a tempo pieno.

Le schede elettorali prestampate. Notare le professioni. Pochissimi politici a tempo pieno.

Domenica nel tardo pomeriggio mi sono recato al seggio. A quattro anni e 650 km di distanza, poco è cambiato rispetto alla mia precedente esperienza: ambiente rilassato, niente forze dell’ordine a vista, “cabine” elettorali che sono dei semplici trespoli, schede elettorali prestampate che si possono prendere liberamente da un banchetto o che vengono distribuite da volontari (quasi in assenza di segretezza del voto), e tanti piccoli particolari che rendono tutto più tranquillo rispetto alle più tese situazioni italiane. Avendo già descritto tutto quattro anni fa, non vi tedio con le ripetizioni e vi rimando direttamente all’articolo che scrissi allora.

I risultati sono stati quelli che più o meno ci si attendeva, anche se il crollo dei Moderati e della loro maggioranza è stato davvero clamoroso. Bene il centrosinistra, mentre, dall’altra parte, si è purtroppo rinforzato il ruolo dei Democratici Svedesi. La novità di questa tornata è rappresentata da Iniziativa Femminista, che ha conquistato un seggio, mentre il Partito Pirata (che aveva fatto scalpore alle elezioni precedenti) questa volta non ce l’ha fatta.
Se i numeri saranno confermati alle prossime elezioni, probabilmente a settembre avremo un governo a guida socialdemocratica, con l’appoggio (esterno o interno) del Vänsterpartiet, dei Verdi e di almeno uno fra il Partito Popolare Liberale ed Iniziativa Femminista.
Ne riparleremo in autunno.

8 risposte a “Voto Europeo

  1. Contenti voi contenti tutti.
    Fin quando va tutto bene.
    E se un giorno qualche bella testa, in passato c’è ne sono stati, volesse fare, appunto, un colpo di testa?
    Si ritrova con le porte spalancate.
    Nessun presidente di seggio, vero detentore del potere che lo esercita attraverso la forza pubblica, voto tutto meno che segreto, possibilità infinite di imbrogliare….finchè va tutto bene.

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  2. A quando il voto tramite InterNet?

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  3. Nino:
    Ce ne sono stati.
    Si ritroverebbe.

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  4. Per noi invece è stato il primo voto qui. Io non ho mai votato in Italia, solo in Ungheria, e non ho visto grandi differenze. A parte le schede esposte all’ingresso. Ma volendo uno può prendere una di tutte se non vuole far vedere chi vota.

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  5. Anche il meridione votò il referendum per l’annessione al Regno d’Italia con il sistema svedese.
    Gli elettori andarono al seggio e trovarono per loro comodità le schede prestampate…date un’occhiata a questa scena de “Il Gattopardo”

    In breve: il sistema di voto è come l’esercito che si usano in un’ottica negativa (e se mi ricattano per il voto?…e se mi aggrediscono?).

    La Svezia dovrebbe per questo essere sanzionata dall’UE…vabbè pure noi con le circoscrizioni estere…al

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  6. Pingback: Di elezioni, mancate (?) elezioni ed atti di guerra | Un Italiano in Svezia

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