Il pericolo nell’oscurità

Una cosa che mi ha decisamente sorpreso nel passaggio da Drottningtorget (la zona della nostra prima casa in Malmö) a Triangeln (la zona della “city” in cui viviamo ora) è il gran numero di ciclisti, incuranti di pioggia, freddo e vento.

Un promessa doverosa: il centro di Malmö non è particolarmente dotato di piste ciclabili, quantomeno se paragonato a Stoccolma o altre città del nord.

In Italia i ciclisti si riversano sui marciapiedi, qui sono più civili e vanno in strada.

Il problema è il come: vanno noncuranti di tutto nell’oscurità più totale (anche se non ai livelli di Stoccolma, in questo periodo le ore di buio non mancano), spesso con lumini flebili e altrettanto spesso senza alcuna forma di illuminazione frontale, senza giubbotti ad alta visibilità e il più delle volte vestiti addirittura di nero.

Vederli è il più delle volte davvero un’impresa e, visto che raramente si fermano o rallentano agli incroci, mi sono trovato spesso a dover inchiodare all’ultimo momento per evitare il peggio.

Forse è solo una questione di abitudine da parte mia, ma mi sorprende davvero non poco notare come nella “sicura” Svezia non si prendano provvedimenti davvero elementari in termini di sicurezza. Basterebbero un corpetto e delle luci adeguate per ridurre parecchio i rischi…

E qui ci sono almeno le luminarie...

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14 risposte a “Il pericolo nell’oscurità

  1. il corpetto tiene troppo caldo!!! sulle luci, concordo 🙂

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  2. In Svezia non so… qui in Germani i ciclisti semplicemente ritengono che il codice della strada valga solo per automibilisti e pedoni.

    Li metterei tutti in galera senza processo.

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  3. Da ciclista in Italia stavo sempre sulla strada, ma a rischio della vita!
    Qui a Norrköping c’è una campagna pubblicitaria per incentivare l’uso di catarifrangenti, fanale ecc: “syns du inte, finns du inte”
    Sull’attenzione svedese per la sicurezza: la mia impressione è che siano maniaci per certe cose e tremendamente lassisti su altre (vogliamo mettere la mancanza di porte negli ascensori o di messa a terra negli impianti elettrici?), ma questa dell’andare in bici mi sembrava fin’ora una di quelle su cui sono maniaci 😀

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  4. … in Olanda i ciclisti ti investono senza rallentare, ti tirano 2 accidenti e ripartono via… (colpa di solito degli Italiani che se la passeggiano tranquillamente sulle piste ciclabili) Ogni paese ha le sue abitudini!!!

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    • A Stoccolma è esattamente come ad Amsterdam, ma lì hanno appunto una parte di ragione, perché sono sulle piste ciclabili (che sono bene indicate): inchiodare o cambiare strada all’improvviso per un ciclista non è mai facile, soprattutto se c’è umido… quindi tocca ai pedoni stare attenti.

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  5. e´l´indole propria degli svedesi ad andare con la bici nei centri citta´come se avessero sotto un camion-non italiani siamo piu´guardinghi per “natura”- io intanto una ciclista la ho messa sotto perche´ girando per entrare in un parcheggio e non considerando che in mezzo c´e´la pista ciclabile da dove lei veniva giu´come Tazio Nuvolari -(e ancora mi cerca la polizia)-poi un altra volta , distratto un attimo ad osservare un pupa sul marciapiede , ne spunta improvvisamente un altra che facendo footing attraversa sulle striscie a testa bassa senza guardare ne a destra ne a sinstra (tanto aveva il diritto di passaggio) ed ha voluto Iddio che sono riuscito a sterzare improvvisamente, sfiorandogli solo il tacco della scarpa sollevata da terra senza che lei se ne sia accorta minimamente, mentre io ho sudato freddo—bisogna stare attenti nella guida, sia perche´, e specialmene in inzio non abbiamo la abitudine di considerare le piste ciclabili e sia perche´questi sono imprevedili ,,e si puo´passare un guaio-

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  6. almeno qui in Svezia ci sono delle lodevoli iniziative sulla sicurezza stradale,anche qui a Malmö con la campagna “syns du inte, finns du inte” danno in omaggio giubbottini e gadget catarifrangenti, in un altra campagna sono stato omaggiato di un casco per ciclista. Mi e’ capitato anche di trovare un “posto di blocco“ sulla ciclabile un tardo pomeriggio dove la Polisen fermava tutti i ciclisti senza luci ( mi sembra che ci sono 250 kr per ogni luce mancante!). Trovo anche una certa sobrietà nel fatto che le strade non siano illuminate a giorno, come a Milano ad esempio, e certo che per ciclisti e pedoni sarebbe oppurtuno rendersi più visibili! ma c’e’ anche il fatto che i veicoli rispettano le precedenze sugli attraversamenti ciclopedonali, tutti rispettano i limiti di velocita’ e ci son parecchie zone a 30 e in centro il limite è di 40 km/h. A volte devi prestar più attenzione agli altri ciclisti o pedoni che agli autoveicoli!
    Un ultima cosa sulla messa a terra. Qui il sistema di distribuzione è diverso che in Italia. Qui la terra arriva nelle maggior parte delle abitazioni col neutro (PEN) (sistema TN) mentre in Italia è necessario un impianto di messa a terra separato (sistema TT). http://it.wikipedia.org/wiki/Messa_a_terra.
    http://www.elsakerhetsverket.se/Global/Publikationer/Installation_av_jordfelsbrytare.pdf

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  7. Ambroes ti sei svedesizzato e ormai pensi semplice e facile come loro, che tutti rispettino i limiti o che tutti rispettino le precedenze sugli attraversamenti non significa nulla,perche´ per farti fuori non e´necessario che ti debbano passare addosso “tutti” ma e´sufficiente che ti investe “uno ” , -il piu´stronzo di Malmoe- quindi qualsiasi sia la differente abitudine etica della circolazione la attenzione personale deve essere sempre necessariamente la stessa –

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  8. Ma perché la foto l’hai scattata davantia casa mia?

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  9. Siamo vicini di casa? 🙂

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  10. strano…pensavo fosse come in danimarca dove invece sono tutti precisini con le norme per le bici
    Marion

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