L’arrivo di Lucia

Se Första Advent (la prima domenica dell’Avvento) inaugura ufficialmente la stagione natalizia, è con Lucia che si entra veramente nel pieno dei festeggiamenti.
Il riferimento è, ovviamente, alla Santa siciliana, ma la celebrazione svedese assume connotazioni particolari, figlie in parte della tradizione germanica: Lucia è soprattutto la festa della luce, in quello che è il periodo più buio dell’anno.
La notte di Santa Lucia, mentre si festeggia con glögg e i giovani sono fuori a bere e divertirsi, la bionda Lucia (solitamente la bimba di famiglia) arriva in processione vestita da angioletto illuminato e cantando le tipiche canzoni della festa (su tutte, la versione svedese del celebre brano napoletano).
Al di là della famiglia, Lucia e il suo seguito fanno la loro regolare venuta, il 13 dicembre, nelle scuole, nei luoghi di incontro e persino nelle aziende: in questi casi, a comporre il gruppo di Lucia possono essere bambine come giovani adulte, membri di cori professionali come dilettanti del cantato.
Negli ultimi anni sono scoppiate piccole polemiche qua e là perché qualche scuola, nel nome dell’uguaglianza, ha cercato di proporre dei Lucia-maschietti. Per certe cose, gli Svedesi non si smentiscono mai… 🙂

Lucia in sala mensa

Proprio oggi, comunque, Lucia è venuta a trovarci nella nostra mensa, accompagnata dagli immancabili dolci di zafferano lussekatt, noti anche come Lucia-bullar, e dosi abbondanti di buon caffè svedese. Decisamente un modo suggestivo di iniziare la giornata!

 

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8 risposte a “L’arrivo di Lucia

  1. Stamattina alle 8 qui in università c’è stata la stessa cosa…. Caffè, lussekatt (grazie, non sapevo come si chiamavano), e biscotti allo zenzero for free. E mentre facevamo colazione, dalle scale scende la bionda lucia e tutti gli altri ragazzi e ragazze di bianco (qui non erano proprio bambini… =P ), con le loro candele e i loro canti…
    E’ stato interessante…Non conoscevo la tradizione di Santa Lucia qui in Scandinavia, ma devo dire che ne è valsa la pena svegliarsi così presto per una volta…. 😉
    E stasera vado a vedere la grande celebrazione in cattedrale.

    Ma una cosa ancora non ho capito. Lucia, essendo italiana, aveva gran poche possibilità di essere bionda… Ma qui non puoi fare Lucia se non sei bionda… Mah… 🙂

    E trovo affascinante che una tradizione dalle radici così marcatamente religiose abbia preso così piede in un paese così laico…

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  2. ho partecipato anche io a una celebrazione di S. Lucia l´altro giorno e l´aspetto che mi e´piaciuto di piu´ ,appena finita la precisa formalita´ rituale dei teneri e dolci canti, tutte queste ragazzette si sono stravaccate chiassosamente a terra come se fossero dei bovari ad ingozzarsi allegramente il buffet che si erano guadagnate ,- comunque complimenti per il blog, lo sto´leggendo adesso e´impostato bene ed e´piacevole oltre che per certi aspetti utile —

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  3. santa lucia viene festeggiata in svezia perchè i cavalieri normanni (che nel medioevo governavano la sicilia) portarono il culto della santa siracusana nel nord europa, e ogni anno a siracusa scende una svedese che fa “santa lucia”, quella di quest’anno non era tanto “nordica” ma era mora con gli occhi scuri (se ci fate caso sembra più sicula di una sicula) http://www.siracusanews.it/node/25859

    che dire W LE SVEDESI MORE ❤

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  4. il fatto che gli svedesi si stanno “velocemente” scurendo e´oggetto di attenzioni e studi ,anche “filosofici” da parte di grandi pensatori evoluzionisti “tra i quali il sottoscritto” perche´ sembra stiano ,e con 1500 anni di ritardo, ripetendo lo stesso identico processo biologico dei longobardi (popolo originario dello Skania) in italia-la svedese in assoluto piu´carina che ho conosciuto in Svezia e´la figlia di un tunisino e di una svedese ed e´mora come la ragaza sul giornale, poi , e complice forse “Svezia inferno e paradiso” ci sono moltissime ragazze italosvedesi con il bel volto nostrano ma difettano in leggiadria perche´ pesano in media trenta kili di piu´ di una italiana media, mentre hanno il vantaggio di essere piu´ serie e brave proprio per una diverso stile della educazione ,e, piu´di tutto in assoluto mai nessuna in Svezia mi ha rivolto la fatidica domanda che ti fanno tutte le italiane, e cioe´” di che segno seeiiiiiii”

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  5. Pingback: Il mercatino di Caroli, più Santa Lucia a Kirseberg | Un Italiano in Svezia

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