In coda

Da un articolo del Corriere della Sera.

Il numeretto, quel triangolino di carta con su scritta una cifra preceduta da una lettera, ormai siamo costretti a staccarlo ovunque, anche al banco più sperduto del mercato o nel panificio di periferia. Ha un nome che la dice lunga: il tagliacode.
Chi va in giro per l’Europa, sa che quegli aggeggi esistono solo da noi. Difficile vederne, soprattutto nel Nord Europa. Insomma, noi italiani abbiamo sempre bisogno di qualcosa o qualcuno che ci metta in riga. Da soli non ne siamo capaci. Siamo geneticamente incompatibili alle code.

Eh no, caro Roberto Ferrucci: la premessa è una corbelleria bella e buona.
Il “numeretto” qui in Svezia lo usiamo, e tanto: dal banco rosticceria del supermercato alla farmacia, passando per quei Systembolaget che non hanno il selfservice, molte konditori, il pronto soccorso e tanti altri posti ancora.

Poi è verissimo: gli Italiani sono incapaci di stare in fila. Nel Bel Paese, il concetto di “coda” è stato sostituito con quello di “bolla”, e la cosa è davvero irritante per ognuno di noi quando torna nel proprio paese: soprattutto in certi contesti non è bello ritrovarsi addosso persone da ogni lato.
Questo non è però un buon motivo per fare disinformazione costruendo un articolo a partire da una premessa falsa.

Consoliamoci con il meraviglioso video del grande Bruno Bozzetto che ci racconta delle differenze fra Italiani e resto d’Europa! 😀

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9 risposte a “In coda

  1. Che baggianata! La prima cosa che uno svedese fa entrando ovunque è cercare la macchineta che dispensa il kölapp! E non trovanddola si fa prendere dal panico! 😉

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  2. Sta cosa del “solo da noi” è qualcosa che mi fa girare le balle. La gente gira il mondo o almeno parla con gente che vive in altri paesi, prima di criticare cose? Ok, ci sono cose che effettivamente succedono solo in Italia (specie certe formalità burocratiche), ma appunto generalizzare o buttare giù premesse false, mi irrita.

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  3. Chissà se anche in altre nazioni c’è questa mania di spararsi addosso come alcuni italiani, da sempre penso che un po’ di orgoglio in più non farebbe male e poi la gente educata e non c’è dappertutto.
    Personalmente il numerino mi piace molto, mi rilassa e posso rimanere seduta in attesa del mio turno leggendo o inviando sms.
    Per contro esiste chi ha ancora venti numeri (specie se parliamo di cup) e rmane al nastro di partenza
    🙂

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  4. Lo sapevate che il numeretto e il suo dispenser lo hanno inventato proprio due svedesi??! Èh si!

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  5. Ecco qui come gli americani vedono gli svedesi

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  6. Pensare che la Svezia è la patria dei sistemini saltacode..

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  7. Sono piegato in due dalle risate, il video di Bozzetto è mitico. Dopo aver letto il tuo blog ieri mi è venuta voglia di guardare qualche lezione base di svedese su youtube…se conosci inglese e tedesco non deve essere difficile. Ci penserò. Ciao.

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  8. Pingback: Passaporto e carta nazionale d’identità | Un Italiano in Svezia

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