Tintin e il “politicamente corretto”

Una delle caratteristiche più note degli Svedesi è la tendenza al non volere mai urtare la sensibilità altrui. Questo finisce per fare sembrare gli Svedesi come un popolo introverso oltre il limite del chiuso, quando, in realtà, si tratta appunto di paura di invadere la sfera altrui.
È quindi normale che, in un paese come questo, il “politicamente corretto” sia spesso portato a livelli estremi.

Di oggi una notizia che ha del clamoroso, se non del ridicolo.
TinTin, il capolavoro fumettistico del belga Hergé, serie tuttora amata a dismisura in Svezia (anche prima del recente film di Spielberg) è stato bandito dalla biblioteca della Kulturhuset di Stoccolma per via della rappresentazione di alcuni stereotipi razziali, in particolare per quanto riguarda certi personaggi africani, arabi e turchi.

Poco importa, ovviamente, che certi stereotipi colonialisti fossero figli del tempo in cui gli albi sono stati scritti, e che non abbiano avuto alcun impatto negativo sulla popolazione che con quegli albi è cresciuta.
La notizia è stata presa anche dagli svedesi stessi. Fra i commenti letti da alcuni amici su Facebook ce n’è uno che sintetizza appieno la situazione. “Questa è follia storica e talebanesimo. Gente completamente priva di humour, distanza e prospettiva storica”.

La decisione è davvero folle, e sono in molti, me compreso, a sperare che il signor Behrang Meri, direttore artistico della “Casa della Cultura” sia costretto a tornare sui suoi passi.

UPDATE: Come segnalato nei commenti dal buon gattovi, Kulturhuset ha già fatto retromarcia! Evviva!

6 risposte a “Tintin e il “politicamente corretto”

  1. se solo avessimo 1/10 della civiltà svedese in Italia sarebbe un paese magnifico!!!🙂

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  2. Kulturhuset ha già fatto retromarcia. Menomale🙂

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  3. ingalill karlkvist

    Penso che e’ un bene che ha fatto retromarcia……Posso anche capire la sua titubanza dato che la Svezia e’ un paese che ospita tante culture diverse……Dopo quello che abbiamo visto succedere nel mondo ….dove articoli e pubblicazioni diverse da semplice umorismo diventano casi di razzismo o offesa nei confronti di popoli e culture diversi…Se ognuno ascoltasse la propria intelligenza e coscienza….non ci esisterebbero queste inutili polemiche……

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  4. Pingback: In Svezia sono giorni di #tintingate « Fumettologicamente

  5. Non vi viene in mente neanche un attimo che se gli svedesi hanno tutti questi politically correct ci sono dei problemi sociali?
    @ Andrè: parlare male dell’Italia non fa fico e manco alternativo.

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  6. Questo è essattemente come la storia di negerbullar, che è il dolce classico in svezia, che ad un certo punto non si può più chiamare cosi per il nome razzista. Ovviamente crea oggi come oggi un confusione totale di come di chiamarli, almeno per chi ha un certa età

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