Già da qualche giorno, le città si stanno riempiendo di luminarie.
Oggi, in ufficio, gli addetti della manutenzione hanno distribuito sulle finestre le tradizionali adventljusstake (candele dell’Avvento).
Anche in azienda è ufficialmente iniziata la stagione natalizia…
Ecco un post per ribadire alcuni dei problemi della sanità svedese.
Qualche mattina fa, al risveglio, rimango stupito dalla presenza di un enorme e violaceo ematoma sul mio braccio destro, senza alcun motivo apparente che non sia il fatto di averci dormito sopra. Non ricordo traumi o situazioni che possano averlo causato.
All’inizio lo ignoro (limitandomi ad un paio di chiamate all’1177, il servizio di assistenza telefonica), ma poi, un po’ perché nel frattempo è diventato più grosso, scuro e dolente, un po’ per le pressioni di mia moglie, decido finalmente di farlo controllare.
Ieri Helena chiama e mi trova un appuntamento alle 11:30 presso la Capio Citykliniken, una vårdcentral di fronte alla stazione di Lund.
Prendo permesso (rigorosamente non retribuito, perché qui è così) dal lavoro e raggiungo in auto la clinica, preparandomi a dover riempire scartoffie perché non sono ancora registrato lì.
E così è, passano circa dieci minuti perché la signorina possa inserire tutti i miei dati nel sistema: a quel punto, arriva la sorpresa. Io sono ancora residente ad Upplands Väsby, e quindi non mi possono visitare perché la clinica è convenzionata solo con lo Skåne. Poco importa che la visita non sia gratuita (ci sono 200 corone di ticket), non mi possono accettare perché, la signorina va brevemente a parlare con un infermiere, “non è un’emergenza”.
All’inizio mi rassegno e mi allontano, poi mi chiedo come possano avere deciso che non è un emergenza senza neanche aver visto l’ematoma, e torno quindi indietro. Nel frattempo la ragazza all’accettazione è cambiata (è ora di pranzo) e mi rivolgo, togliendomi la camicia alla sua collega: “la tua collega ha deciso che non è un’emergenza, ma tu sei in grado di dire – togliendomi la camicia – che questa non è una trombosi?”.
La ragazza impallidisce (il livido fa effettivamente impressione) balbetta “non so, non sono un’infermiera” e corre a chiamare qualcuno dentro.
Vengo finalmente accettato all’interno e visitato da un infermiere, che resta anch’egli sorpreso dal livido. Però, subito dopo, aggiunge “però non abbiamo più spazi disponibili per le urgenze, quindi devi aspettare le 5 (bella urgenza!) e andare ad un närakuten”. Faccio notare che, in realtà, io ho un appuntamento alla clinica, e che quindi mi aspetto di essere visitato, ma lui afferma di non riuscire a trovare l’appuntamento nel sistema. Quando insisto che sia la receptionist all’ingresso che quella al piano avevano trovato il mio appuntamento, si deve arrendere e chiama un medico. La dottoressa, peraltro una persona squisita, resta a sua volta sorpresa di fronte all’ematoma, mi visita ed ordina delle analisi del sangue, che vengono fatte immediatamente, dopo avermi fatto, nel frattempo, pagare il ticket.
I primi responsi, disponibili nel giro di pochi minuti sono buoni, ma per altri test dovrò aspettare fino a domani, anche se, probabilmente, non c’è nulla di cui preoccuparsi.
L’ematoma è probabilmente dovuto ad una reazione ad un anti infiammatorio (Oki Ketoprofene – sale di lisina) che ho usato per alleviare una tendinite al tallone che mi tormenta da un paio di mesi: il medico mi ha confermato questa opinione che già era stata ipotizzata dagli operatori del 1177.
Non sono quindi preoccupato, ma mi perplime come la burocrazia possa mettersi di fronte al buon senso, al punto da giudicare qualcosa non urgente senza neanche prendere visione del problema… Per il resto, una volta accettato, ho trovato le strutture della Capio assolutamente eccellenti, ma questo è un altro discorso: il sistema sanitario svedese continua ad avere dei buchi a dir poco incredibili!
Mi sono preso una leggera pausa dal blog per concentrarmi sulla vita in Malmö, scoprire qualcosa in più sulla vita in questa meravigliosa cittadina.
È stato un periodo molto tranquillo: luglio è il periodo più calmo in assoluto per la Svezia, anche se la vocazione turistica di Malmö (nata in particolare dopo l’apertura del ponte verso la Danimarca) la ha comunque resa frequentata e colorata al punto giusto.
Con agosto si è tornati alla “normalità”, è tornato il traffico (si fa per dire) nelle strade e gli uffici si sono riempiti di nuovo.
Anche l’impatto col lavoro è stato molto soft, sia per quanto riguarda la parte svedese che (in particolare in questi giorni) i rapporti con l’Italia.
Decisamente strano, invece il tempo: lo Skåne è generalmente apprezzato proprio per la sua estate, ma questi sono stati giorni davvero pazzi, in cui si passati più volte dal sereno alla pioggia, a volte anche ripetutamente nella stessa giornata.
Quando è bello, però, è bello sul serio e, soprattutto, non si muore dal caldo!
Adesso, nei prossimi giorni, tornerò ad un ruolo attivo sul blog per raccontare le mie nuove esperienze…
Il 10 luglio 2009 il mio ultimo giorno di lavoro in RSA, compagnia di assicurazioni in Genova, Italia.
Oggi, due anni e un giorno dopo, debutto come consulente per Atea in Malmö e Lund, Svezia.
Due anni pieni di avventure (il matrimonio la più grande di tutte), per un nuovo punto di inizio della mia vita.
Gli ultimi giorni sono stati molto frenetici.
Abbiamo trovato un piccolo appartamento non ammobiliato nei pressi di Dröttningtorget, centralissimo a Malmö.
L’appartamento è proprio bello e abbiamo il centro e la stazione a due passi a piedi.
Essendo però non ammobiliato, lo sbattimento è stato enorme: prima siamo dovuti partire da Stoccolma nel mezzo della notte in maniera di poter essere qui di prima mattina, in modo da poter incontrare il proprietario prima che andasse a lavorare e avere il tempo di andare a comprare un materasso per la prima notte.
Poi sono stati giorni di corse fra Ikea, Ikea Helsinborg, Chilli (delizioso negozio di mobili e articoli per la casa), On Off e Ica Maxi per comprare quello che ci serviva. E, ovviamente, montarlo.
Il risultato ci sta soddisfacendo a pieno, e stiamo valutando di comprare l’appartamento a novembre, quando il proprietario lo metterà in vendita.
L’unica controindicazione è che, al momento, non possiamo posteggiare sotto casa se non a oltre due euro l’ora, e il posteggio gratis più vicino è distante una ventina di minuti a piedi. Ma non è un grosso problema: d’ora in poi contiamo di usare molto poco l’auto, e una passeggiata ogni tanto non fa certo male. In futuro ci registreremo nel nuovo indirizzo e, quando l’auto avrà finalmente la targa svedese, potremo finalmente posteggiare a prezzi umani.
Mi sono preso qualche giorno per dirlo, ma la mia ultima visita nello Skåne ha fruttato importanti novità: a partire dall’11 luglio inizio a lavorare a Lund, come consulente di una ditta IT presso un’enorme multinazionale.
Saranno sicuramente giorni complicati: il piano è di trovare prima una soluzione temporanea (un appartamento di seconda mano a Malmö) e poi, se ci dovessimo trovare bene, trasferirci definitivamente.
Sarà sicuramente difficile adattarsi alla vita in una nuova città, forse più per Helena che per me, ma ci proveremo: sicuramente sarà una sfida, per me, dover quasi reimparare la lingua da zero, vista la difficoltà dello Skånska. 😀
Sconto del 20% per tutti quelli che parlano Danese!
Adesso, la cosa più urgente è trovare casa: se qualche connazionale mi legge dallo Skåne ed è a conoscenza di qualcuno che affitta un bilocale per qualche mese, mi farebbe un gran favore a farmelo sapere. 😀
Malmö, con meno di 300.000 abitanti, è la terza città della Svezia, nonché capoluogo dello Skåne (Scania). È situata nel profondo sud del paese su quello stretto di Öresund che separa la Svezia dalla Danimarca, cui è collegata da quella meraviglia architettonica che è l’omonimo ponte.
Il ponte di Öresund sullo sfondo
Il clima dello Skåne è molto diverso da quello dell’area di Stoccolma: gli inverni sono molto più piovosi e ventosi, con poca neve, mentre l’estate arriva prima, dura di più ed è più piacevole.
Viaggiare in auto per lo Skåne durante la bella stagione è una gran bella esperienza: i panorami sono verdi e magici, i laghi sono magnifici e l’atmosfera fantastica. Nello Skåne, e nell’area di Malmö, ci sono anche tante spiagge e luoghi di balneazione, parecchio frequentate nei mesi caldi.
Si prende il sole e ci si fa il bagno
Anche la durata delle giornate è molto diversa da quella Stoccolmese: d’estate ci sono meno ore di luce, d’inverno ce ne sono di più.
Nello Skåne si parla una variante particolare dello svedese, comunque considerata ufficiale: le parole sono le stesse, ma la pronuncia è molto più aspra, ruvida, e simile al danese. La maggior parte degli svedesi considera spesso lo skånska duro da comprendere… potete immaginare come sia stato per me in occasione dell’ultima visita! 😀 Particolare di un'abitazioneIl legame fra Skåne e Danimarca è molto forte, dato che quest’area della nazione è stata a lungo proprio sotto la dominazione danese. L’architettura è suggestiva e particolare, più mitteleuropea rispetto alla capitale ma comunque non priva del particolarissimo fascino scandinavo. Se la periferia è quella di una normale città di dimensioni medie, il centro è davvero bellissimo ed affascinante, e non può fare a meno di catturarti. In particolare l’asse rappresentato dalla più monumentale Stortorget (Piazza Grande) e dalla più intima e suggestiva Lilla Torg (indovinate?) ha davvero un che di speciale!
Un angolo di Lilla Torg Vista su Lilla Torg
Le sensazioni che da Malmö sono molto diverse da quelle che può dare Stoccolma: se quest’ultima è pur sempre una grande metropoli, per quanto decisamente più tranquilla di una qualunque città italiana, Malmö dà più l’impressione del grande paese. Traffico pressoché inesistente e atmosfere rilassatissime danno un’idea di massima vivibilità: se Stoccolma, da questo punto di vista, è già fantastica, Malmö riesce a metterti ancora più a tuo agio!
Ma Malmö è anche una città vera, con industrie dell’innovazione, servizi fiorenti, un porto internazionale. Insomma: è una città in cui non manca davvero nulla!
Due meraviglie moderne: il Turning Torso e il Ponte.
Malmö ha, però, anche un lato oscuro: è la città svedese delle grandi tensioni sociali, con un alto numero di immigrati e la più alta percentuale di musulmani. Non è un caso che Sverigedemokraterna, il partito xenofobo antiislamico, si sia conquistato qui la sua roccaforte elettorale.
In particolare, il quartiere di Rosengård, l’area con una popolazione di origine estera superiore all’85% da cui viene l’amatissimo Zlatan, è considerato una vera e propria bomba ad orologeria sociale.
Quando agli abitanti di Malmö non basta la loro città, la soluzione è semplice: basta prendere il ponte (per carità: non esattamente economico, se si va in auto) e, nel giro di una ventina di minuti, ci si ritrova a Copenahgen, la vera metropoli della zona! Personalmente, devo dire di averla sempre trovata un po’ sopravvalutata, con un architettura monumentale che mi prende solo in parte (i celebri Giardini di Tivoli sono meravigliosi), ma mi si dice che la vita serale è notturna è davvero eccellente!
Copenaghen e la Danimarca non hanno, poi, molti dei controlli sociali (alcohol in primis) da cui gli Svedesi si sentono oppressi, e non è raro che molti attraversino il ponte per fare la scorta di birre o passare la serata.
A due passi da Malmö (venti chilometri), troviamo anche Lund, una delle più importanti città universitarie del Nord Europa nonché sede di importanti multinazionali come Sony Ericsson e Tetrapak. Non ho, personalmente, avuto ancora modo di visitarla, ma non mancherò di farlo molto presto.
Beach Volley sotto il Torso Il mare di Malmö Bagnanti e zona industriale Ancora Lilla Torg
Mi ci sono iscritto a febbraio, giusto per iniziare ad assaporare l’ambiente.
In realtà, avendo un matrimonio da programmare per l’inizio dell’estate, mi risultava difficile pensare alla ricerca di un posto di lavoro in quel momento, visto che ci sarebbero stati in vista viaggi in Italia, giorni di vacanza e così via. Proporsi ad un datore di lavoro in quel modo sarebbe stato difficile.
In ogni caso, la signora che mi segue personalmente, Ingela, mi ha messo a disposizione un coach (interno ad Arbetsförmedlingen) con cui ho avuto una serie di incontri per verificare curriculum e dare indicazioni utili.
L’ufficio di disoccupazione svedese non fa molto più che questo: il compito di cercarti il lavoro spetta a te, tramite gli annunci pubblicati sul sito di Arbetsförmedlingen o dei soliti Monster, Adecco e compagnia.
Il discorso diventa diverso per i cittadini svedesi, che possono avere accesso ad un vero stipendio di disoccupazione, ma che, in tal caso, sono anche soggetti a maggiori obblighi. In particolare, non possono rifiutare più di un certo numero di lavori (in questo caso presentati dall’ufficio di disoccupazione stesso) altrimenti perdono il diritto alla paga.
Io stesso, sia chiaro, ho dei doveri: mi devo presentare regolarmente agli sportelli, presentare un paio di esempi di offerte di lavoro per cui ho mandato la mia adesione, e piccole cose di questo tipo. Se non lo faccio, Arbetsförmedlingen potrebbe decidere di smettere di darmi assistenza.
Al fine di preparare il mio piano per i prossimi mesi, pochi giorni fa ho avuto un nuovo appuntamento con Ingela, che sta valutando la possibilità di assegnarmi un nuovo coach. Non è detto che la cosa sia fattibile: puoi avere a disposizione solo un coach per tre mesi,e io l’ho già avuto. Nel mio caso, però, si può forse fare un’eccezione: ho avuto un coach interno che non aveva competenze specifiche per il mio campo professionale (IT), ma che mi ha potuto dare assistenza solo per la verifica del curriculum. L’opzione, adesso, sarebbe di verificare la possibilità di avere un coach esterno, da parte di una delle molte società private associate con Arbetsförmedlingen.
Oggi ho scartabellato fra le molte società, e ne ho scelta una, inviando i dati ad Ingela. Adesso resto in attesa di una risposta, per sapere se, effettivamente, avrò diritto al nuovo coaching. Quello che è certo, è che l’efficacia di queste compagnie esterne è molto dibattuta, e, dopo le elezioni, c’è una seria possibilità che il sistema cambi.
Da febbraio, in ogni caso, la mia situazione per Arbetsförmedlingen potrebbe cambiare in meglio: “compirò” un anno dalla mia iscrizione, e allora entrerò in una lista speciale che darà delle agevolazioni a chi mi volesse assumere. Chiaramente, spero che la situazione si risolva prima di allora…