L’Italia in Svezia

 

L'Ambasciata vista dalla strada

L’Ambasciata Italiana ha sede in uno dei posti più suggestivi di Stoccolma, l’isola parco di Djurgården, in uno splendido palazzo chiamato Oakhill e sito in cima ad una collina con splendida vista sul fiordo di Saltsjön.

Il nome Oakhill fu originariamente utilizzato dall’emissario diplomatico inglese Sir Thomas Baker per indicare la sua residenza estiva, un prefabbricato verde di legno ideato nel 1820 dall’architetto Fredrik Blom. Blom ha progettato importanti edifici nell’area di Djurgården e Skeppsholmen, ma è anche noto in particolare anche proprio per i suoi prefabbricati, un concetto rivoluzionario all’epoca.

A inizio ventesimo secolo l’area fu acquistata dal Principe Guglielmo, che fece demolire tutte le abitazioni esistenti, con l’esclusione del prefabbricato di Blom, per far costruire la nuova residenza.

 

Il Tricolore su Oakhill (dal 1926)

L’incarico fu affidato al grande architetto Ferdinand Boberg, con un compito importante: il palazzo era il dono di nozze della famiglia imperiale russa (che si accollò i costi) per il matrimonio fra Guglielmo e la Principessa Maria Pavlovna.
L’edificio, completato nel 1910, è un sontuoso palazzo di 40 stanze, posto in una posizione magnifica e con una vista spettacolare.
Il matrimonio naufragò in fretta e la casa si ritrovò vuota. Nel 1926, dopo essere stata affittata a diplomatici americani, Oakhill è stata acquistata dal’Italia, che ne ha fatto la sede dell’Ambasciata e la residenza dell’Ambasciatore. Il prezzo d’acquisto fu di 100.000 corone, una cifra considerevole per l’epoca.
In condizioni normali, i comuni mortali come me non hanno accesso al palazzo. Tutte le operazioni per noi cittadini all’estero vengono effettuate nella Cancelleria Consolare che è sita (indovinate dove?) proprio nel prefabbricato verde di Blom.

 

Il prefabbricato verde, sul fianco di Oakhill

Quest’ultimo, al di là della sua importanza storica, è, visto con gli occhi di oggi, semplicemente un brutto prefabbricato verde di legno. Sicuramente non gli ha giovato il fatto di essere trasformato da residenza estiva in “moderno” locale per uffici, con il gabbiotto del carabiniere (sì, ci sono i Carabinieri a Stoccolma!) e gli sportelli per le operazioni. Anche il piano superiore, che visiti per fare le foto per il passaporto o altre questioni, non ha, per quanto mi riguarda, un fascino particolare.

Quando scrivo, quindi, di essere stato all’Ambasciata lo dico per semplicità: in realtà quella che visito è la Cancelleria Consolare.
Una cosa devo aggiungere: lo staff della cancelleria si è sempre dimostrato molto disponibile, cordiale ed efficiente nel fornire le informazioni. Insomma: nulla a che vedere con la frustrazione che spesso ti prende quando ti ritrovi ad avere a che fare con gli sportelli per il cittadino in Italia, dove ti può capitare di essere trattato con freddezza o avere mezze o non-risposte.

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5 risposte a “L’Italia in Svezia

  1. I Carabinieri ci sono in tutte le ambasciate, non solo a Stoccolma 😉

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  2. Io addirittura ne ho uno in famiglia: ‘sti Carabinieri compaiono ovunque…

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  3. L’ho vista l’ho vista l’Ambasciata.. avevano fregato il marsupio a mio padre contenente ovviamente il documento di identità.. dopo la denuncia in polizia siamo andati li a fare il documento temporaneo, peraltro molto gentili! 🙂

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  4. Pingback: Sconsolàti | Un Italiano in Svezia

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