E Trump se la prende con la Svezia (per questioni che gli fanno comodo)

La notizia che da giorni occupa gran parte dello spazio sui mezzi di informazione Svedesi e Americani è quella dello scontro fra Trump e la Svezia, relativamente alla custodia cautelare per il rapper A$AP Rocky.

Il caso: nel corso del soggiorno stoccolmese in occasione del tour europeo, il 30 giugno, il rapper è stato importunato in pubblico da parte di un giovane con diversi precedenti penali. Dopo un primo tentativo di conciliazione, l’entourage della star avrebbe reagito distruggendo le cuffiette del molestatore. Quando il giovane ha insistito a farsi dare dei soldi per risarcimento, Rocky e le sue guardie del corpo lo hanno pestato brutalmente, scalciandolo e prendendolo a pugni mentre era a terra, in quattro contro uno. Tutto sotto gli occhi sapienti di un telefonino filmante, tenuto in mano da un amico della persona picchiata.

Probabilmente, il giovane in questione, di provenienza afghana ma vissuto a lungo in Iran, e arrivato in Svezia come rifugiato con premesse dubbie*, cercava solo lo scemo ricco da ricattare per qualche soldo, e non si aspettava che la situazione raggiungesse questa risonanza.

D’altro lato, in Svezia è assolutamente proibito farsi giustizia da soli, e la legittima difesa è solo limitata al togliersi dalla situazione di pericolo. Rocky, che a sua volta ha dei precedenti per violenza, ha probabilmente commesso un reato; i giudici svedesi, per evitare il rischio di fuga e sapendo benissimo che, in caso di condanna, gli USA non concederebbero mai l’estradizione, hanno deciso quindi di tenerlo in custodia cautelare. Una scelta che magari può anche essere contestata, ma che comunque ha delle motivazioni.

Il rapper ha dovuto interrompere il tour, rimettendoci parecchi soldi, in attesa che la giustizia faccia il suo (qui generalmente celere) corso.

La questione sarebbe molto semplice… se non fosse per le star americane amiche del rapper che hanno montato il caso contro la Svezia, che “è razzista” e terrebbe ingiustamente prigioniero un cittadino americano. Hanno anche iniziato a circolare voci false che dicono che al rapper incarcerato verrebbero dati acqua sporca e cibo andato a male, tutto per montare il caso contro la Svezia.

La cosa, tramite Kim Kardashian e, soprattutto, Kanye West, è arrivata alle orecchie di Trump, che non vedeva l’ora di trovarsi in una situazione del genere:

Trump, infatti, è alla disperata ricerca di consensi fra i cittadini afroamericani, e questa situazione gli offre l’opportunità di cercare di innalzarsi al ruolo di eroe dei “neri”.

Trump ha cercato un primo approccio con il primo ministro Stefan Löven, che si è risolto in un nulla di fatto. E i motivi sono molto semplici:

  1. in Svezia i politici non interferiscono con la giustizia,
  2. qui non si esce pagando una questione, e quindi, anche i “ricchi e famosi” stanno in carcere fino a che non lo si ritenga necessario.

Nel frattempo la protesta è montata ulteriormente, e sempre più americani famosi e non si schierano per il #freerocky senza sapere come stiano le cose.

Trump, ovviamente, sta godendo come pochi. Sicuramente non gliene frega nulla di A$AP Rocky, ma questa situazione gli sta facendo comodo.

“Molto amareggiato nei confronti del Primo Ministro Löfven per il non essere in grado di agire. La Svezia ha deluso la nostra Comunità Afro-Americana negli Stati Uniti. Ho visto le registrazioni di A$AP Rocky, ed era seguito e disturbato da dei poco di buono. Trattate gli Americani in maniera corretta! #FreeRocky”

“Date ad A$AP Rocky la sua LIBERTÀ! Facciamo così tanto per la Svezia, ma sembra che nell’altro senso la cosa non funzioni. La Svezia si dovrebbe focalizzare sui sui veri problemi di crimine! #FreeRocky”

Insomma, i soliti deliri su Twitter, a pura convenienza.
Il punto fondamentale è che Rocky viene trattato in maniera corretta secondo la legge svedese. Se io partecipassi ad un pestaggio come quello del rapper, andrei pure io in carcere, e la cosa sarebbe normale: qui certe cose non sono tollerate, e basta. Non ci sono stupide leggi “stand your ground” che permettono una reazione sproporzionata in caso di atteggiamenti molesti.

Ovviamente, tutto questo contribuisce ad alzare tensioni assurde contro la Svezia: giusto oggi, nel giorno della decisione del rinvio a giudizio del rapper, una donna è stata fermata a Washington per molestie contro il personale dell’ambasciata svedese.
E la cosa, ancora una volta, dimostra che gente come Trump se ne sbatte altamente delle conseguenze delle proprie parole opportunistiche.


* Che il giovane picchiato non sia un poco di buono lo dimostrano non solo i suoi precedenti, ma anche il fatto che è arrivato in Svezia come rifugiato nel 2014, con la motivazione di essere a rischio di essere ucciso in Iran. Nulla di strano in questo, solo che, il giorno del processo, però, il giovane non ci sarà. Il motivo? È in vacanza in Iran fino al 31 agosto! Bello, eh?

Sono bufale!


La Svezia è un paese che genera una quantità enorme di bufale sulle reti sociali e sugli organi di informazione italiani. Oltre a quelle, invero più dannose, dell’estrema destra che, a seconda della convenienza, immaginano il paese devastato dall'”ideologia gender” o dall’islamismo più radicale (come se le due cose fossero compatibili), non mancano anche gli esempi di bufale sognatrici, quelle che immaginano la Svezia come un paradiso dove si lavora poco e niente e dove tutto è spesato dallo stato.

Negli ultimi anni, leggendo link italiani, ho scoperto, fra le altre cose, che:

  • in Svezia si lavora solo sei ore
  • un’ora è dedicata al sesso
  • c’è l’ora di sport obbligatoria
  • i nonni vengono pagati 700 euro al mese per prendersi cura dei nipotini

In tutti questi casi si va da esempi di disinformazione a bufale vere e proprie. Si tratta di volta in volta di proposte di legge strampalate mai prese seriamente in considerazione, di ipotesi, di piccole sperimentazioni locali o di iniziative prese da specifici privati. Nel caso dei nonni stipendiati, poi, la bufala è totale.

Ad onor del vero, in molti casi, gli organi di informazione specificano poi la verità nel testo dell’articolo, ma il titolo acchiappa-clic resta volutamente equivoco e in bella evidenza, con il risultato di contribuire a condividere leggende metropolitane sempre più incredibili. Anche perché, e lo sappiamo benissimo, una buona parte dei lettori si limita, appunto, a leggere il titolo sulle reti sociali. E anche i presunti organi di informazione seri non rinunciano a questo trucchetto!

Perché succede questa cosa? Probabilmente, perché è dai tempi di Inferno e Paradiso che la Svezia fa notizia in questo senso e, nel mondo di internet in cui ogni clic è un dono da riportare urlando di gioia alle agenzie pubblicitarie, questi articoli sono una vera e propria manna: per molti lettori che si fermano, come detto, solo al titolo, ce ne sono tanti che una cliccata la danno comunque!

Posso solo dirvi che mi piacerebbe davvero tanto lavorare solo sei ore al giorno ogni settimana, dedicandone una al sesso, una allo sport, una a leggere un libro, una a mangiare a surströmming e una a dormire, non dovendo al tempo stesso preoccuparmi di mia figlia avendola affidata alle sapienti cure retribuite della suocera. La verità, purtroppo, è un’altra.

Personalmente, vi direi sempre di partire con questa forma mentale: se leggete una notizia troppo bella (o assurda) per essere vera, probabilmente non lo è. Poi, approfondite, leggete, e cercate di capire come stiano davvero le cose. La cosa vale per tutto, ma, a quanto pare, per la Svezia ancora di più.

13 luglio 2009 – 13 luglio 2019

10 anni fa ero di partenza. Non avevo la valigia di cartone, ma sicuramente tanta voglia di rimettermi in gioco. 10 anni dopo sono ancora qui, quindi tanto male non è andata: ho un buon posto di lavoro e, soprattutto, una famiglia meravigliosa, cosa che non mi sarei certo aspettato quel giorno.

10 anni ad esplorare un paese che ha sicuramente i suoi problemi, ma che, comunque, mi fa sentire a casa, che mi ha dato il suo passaporto e mi ha accolto al meglio.

Il giorno dopo avrei scritto questo post, a dare il via a questo blog che mi accompagna da allora.

Sì, perché la Svezia è casa mia, anche se certamente mi mancano molte cose (e persone!) dell’Italia, anche se continuo a convertire ogni prezzo in Euro nonostante abbia vissuto più a lungo con la Corona (comincio a capire chi pensa ancora in Lire!), anche se non sempre le cose vanno lisce… insomma, sono qua e ci resterò il più a lungo possibile!

Tanti auguri, Daniele in Svezia!


P.S.: Ho approfittato dell’anniversario per dare una rinfrescata all’immagine del blog. Alcuni vecchi post non si vedranno tanto bene, ma spero che non sia una cosa drammatica.

Reali scandali metallici 🤘

Alla Principessa Estelle, sette anni, è stato consentito di andare a vedere un concerto dei Metallica, nonostante un limite di età minima di 13. Le hanno anche dato un posto speciale, non in vendita. La cosa, riportata da Aftonbladet, fa scalpore.

Ad altri bambini meno famosi, ricchi e fortunati, è stato negato l’ingresso.. Lo scandalo, ovviamente, non è nel fatto che abbia assistito ad un concerto metal, ma nel “perché lei si e gli altri no”?

Mettiamola così. Sarà raccomandata e privilegiata, ma fra Kiss e Metallica i genitori la stanno facendo crescere bene: regina subito! 🤘

da http://theroyalchildren.blogspot.com
da http://theroyalchildren.blogspot.com

 

 

Qual è il posto più noioso in cui abbiate mai guidato?

Per me, ve lo dico subito, quel posto è l’autostrada E4 lungo lo Småland, la provincia storica che sta subito a nord dello Skåne e che è la patria dell’IKEA.

Un’area dove crescono solo conifere, per boschi su boschi che ti fanno affogare nella noia più totale. Se già a salire verso Stoccolma il tratto è davvero pesante, a discendere verso casa la sera è semplicemente un tragitto infinito: da Jönköping ad Örkelljunga (ma poi bisogna aggiungere anche un prolungamento ulteriore in Skåne) sono quasi 200 chilometri dove l’unico brivido può venire da un cantiere stradale o dal breve tratto in cui l’autostrada diventa una statale. Anche lì resta tutto uguale dato che cambiano solo i limiti di velocità, e ci sono passaggi ad una sola corsia.
Il panorama. Non. Cambia.

La verità è una sola: in Småland i chilometri sono più lunghi. Enoncelodicono!

Quando cerchi un posto per passare il pomeriggio…

… e sei nel puntino blu.

Ieri a Malmö è successo questo

Clicca sull’immagine per leggere l’articolo

Quando ieri sera è iniziata ad emergere la voce che lo squilibrato potesse essere italiano (o, quantomeno, provenire dall’Italia), sui gruppi di Italiani in Svezia su Facebook c’è stato un misto di:

  1. ilarità e sarcasmo (“basta con questi immigrati!”)
  2. dubbio (“probabilmente non è un vero italiano, sarà sicuramente arrivato dall’Uzbekistan”)
  3. sdegno (“perché se è dell’Uzbekistan non te lo dicono per non alimentare il razzismo*, mentre se è italiano sì? Questo è il vero razzismo!”)

A me pare semplicemente che il fatto che la Polizia e la stampa si siano affrettati a comunicare la cittadinanza, una volta appurata, sia semplicemente una testimonianza della buona reputazione degli italiani: con la comunicazione, e l’ho notato anche fra i miei colleghi, tanta gente si è tranquillizzata.

Meglio così.


* In realtà, in casi come questi, lo dicono lo stesso, ma vaglielo a spiegare.

Sono vivo!

Qualcuno si è sicuramente chiesto se sia sopravvissuto alla dose di Surströmming dell’anno scorso, ma immagino che la maggior parte di voi abbia semplicemente pensato “ecco un altro blog deceduto”.

La verità è che avrei voluto parlarvi di un milione di cose, che poi si sono accumulate lasciandomi un po’ travolto dai tanti argomenti da affrontare (viaggi, storie, politica e così via).

Adesso facciamo tabula rasa, lasciando alle spalle il passato, e vediamo di raccontare le cose che andranno a succedere. Ci risentiamo presto, non appena avrò qualcosa di nuovo da dirvi!


P.S.: Mi ha fatto piacere ricevere diversi commenti il primo giorno di aprile da parte di persone preoccupate per la mancanza di storie “alternative” sulla Svezia. Non vi preoccupate, torneranno anche quelle!

Surströmming

Il surströmming (aringa acida o, ancora meglio, andata a male) è uno dei piatti tipici nel nord della Svezia, con origini antiche. Evidentemente, in tempi in cui non c’erano né grande varietà di cibo né molte alternative per conservarlo, qualcuno scoprì in qualche modo che lasciare l’aringa a fermentare e imputridire non la rendeva comunque immangiabile.

Il piatto è oggi un elemento tipico della cultura norrländska, ma è generalmente schifato dallo svedese medio, che lo ritiene una cosa fra l’imbarazzante e il disgustoso.

Il vero problema del surströmming non è il gusto quanto l’odore: aprire quella latta equivale, secondo qualcuno, ad aprire le porte dell’inferno. Molte compagnie aeree vietano esplicitamente di imbarcare il prodotto perché un’accidentale “esplosione” della latta dovuta a sbalzi di pressione comporterebbe l’impestazione dell’intera cabina. E, oggettivamente, ci sono delle precauzioni da prendere quando lo si apre: rigorosamente all’aperto (perché altrimenti l’aria diventa irrespirabile) e facendo attenzione a proteggere i vestiti e le cose da schizzi che lascerebbero la puzza per giorni. C’è anche chi preferisce aprire la latta dentro un secchio d’acqua, per evitare il diffondersi del fetore.

In rete si trovano diversi video di persone che aprono la latta fra scene apocalittiche di facce disgustate, conati, vomito vero e proprio, e così via. Onestamente, penso che la stragrande maggioranza di questi video sia esagerata, se non una vera e propria messa in scena. L’odore di marcio è sicuramente forte e malefico, ma non a quel punto. È anche vero, però, che, più che altro per non volete aspettare, ho aperto per due volte il prodotto nel primo anno di fermentazione, mentre gli estimatori più oltranzisti preferiscono aspettare il secondo, quando la latta diventa deformata ed “esplosiva”. Sicuramente ci proverò in futuro.

Questa era per me la seconda volta e, come potrete vedere, è andato tutto liscio, senza alcuna scena drammatica.

Il surströmming si mangia tradizionalmente a partire dal terzo giovedì di agosto e si consuma avvolgendolo in una sorta di piadina, assieme a patate novelle ed erba cipollina (o cipolla vera e propria). Lo si accompagna generalmente con brännvin (liquore da fermentazione, generalmente di patate) e/o latte.

Fa così tanto schifo, il surströmming? Personalmente lo apprezzo! È chiaro che non si tratta di un piatto di alta cucina, ma è del buon pesce salato con un un sapore particolare. Capisco però, che la consistenza viscida possa essere un problema per molti.

Curiosamente, la stessa sera di questi video, abbiamo potuto assaggiare, per cortesia di una vicina, un altro piatto dalla reputazione “leggendaria”, l’Hákarl islandese (squalo fermentato). Bene, personalmente trovo che non ci sia paragone: il surströmming è decisamente più putrido e “forte”, e vince la sfida degli stomaci forti!


AGGIORNAMENTO:
Lo abbiamo appena mangiato (o annusato) fuori dall’ufficio con i colleghi e ho visto reazioni decisamente più scomposte (comunque sempre entro certi limiti) di quelle di cui sopra. Chissà, forse è una questione di sensibilità. 😀

 

Cose che non vorresti mai vedere

La popcorn pizza

Bambinate

A quanto pare, la comunità italocanadese di Montreal ha ancora difficoltà a sedersi dopo l’eliminazione da parte della Svezia ai play-off dei mondiali. Al punto di prendere la decisione di buttare dei soldi per comprare una pagina di pubblicità sul Metro di Gotemburgo per un “simpatico” sfottò.

Il testo dice:

“Cara Svezia,

Vi auguriamo un felice Giorno Nazionale! Il Giorno della Bandiera svedese!
Che il brännvin possa scorrere – abbastanza perché dimentichiate di non avere mai vinto un mondiale in quasi 100 anni…

Sì, siamo noi, i fan Italiani in Montreal che. semplicemente, scrivono per ricordarvi che ci avete tolto il piacere di cantare Forza Azzurri e tifare per i nostri…

Nelle lacrime e nel sudore, nel 1910 si formò la prima generazione di immmigrati italiani qui nel Nord America. Grazie ai nostri figli e nipoti Little Italy continua a vivere e ha tuttora un forte legame italiano. Dovete quindi sapere che la nostra passione per il calcio non è scomparsa solo perché viviamo in Nord America.

Sappiate che la nostra amarezza nei vostri confronti si esprimerà in grida di evviva per la Corea del Sud, il Messico e la Germania – i vostri avversari nei gironi di qualificazione – dato che siamo sicuri che, dopo quelle partite, sarete fuori dalla competizione!

Non è una cosa contro di voi…

No, il fatto è che… è proprio contro di voi!

In ogni caso, buona fortuna ai Mondiali!

La Little Italy di Montreal

Forza tutti quanti, tranne la Svezia!”

Insomma, una rosicata in piena regola!

Inutile dire che la cosa ha scatenato una bella serie di facepalm sul gruppo Facebook di Italiani in Svezia.

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Da parte mia, ho provato a contattare @petiteitalie via twitter sia in Italiano che in Inglese (il mio francese è troppo limitato), e tutto quello che ho ottenuto in risposta è una Gif animata di Buffon.

2018-06-10 08_36_59-Daniele Purrone on Twitter_ _You know, bullsh_t like this just gives us italians

Insomma, avremmo voluto tutti l’Italia al mondiale, ma non è stato possibile: il sorteggio è stato orribile, la prestazione degli azzurri al playoff anche peggio. La Svezia ha meritato, quindi… Heja Sverige!


Aggiornamento.

Grazie a Luca Romano per avermi segnalato questa pagina. L’associazione si sarebbe anche prodigata a preparare del merchandise contro la Svezia, inclusi degli asciugamani e decorazioni da mettere in tutti i locali. Inoltre invitano gli italiani in tutto il mondo a tifare contro la Svezia. La coordinatrice dell’organizzazione, contattata dallo stesso Luca, lo ha rimproverato di non capire l’ironia.

No, non è ironia. È semplicemente una cosa demenziale che vi sta qualificando per frustrati, oltre che rovinare la reputazione di noi italiani in Svezia. Complimenti, bello schifo!

L’Estate

Mentre leggo che da altre parti d’Europa ci si lamenta per il tempo, qui nel Sud della Svezia ci stiamo godendo, da inizio maggio a ora, una delle estati* più belle di sempre.

Giornate calde (ma mai torride), tanto sole e tante ore di luce e una meravigliosa sensazione di pace.
Esserci trasferiti in campagna a Lackalänga è la cosa migliore che potessimo fare: Aurora passa tanto tempo nella piscinetta gonfiabile o a giocare nel prato di fronte a casa e non c’è un solo momento in cui rimpiangiamo l’essere andati via da Malmö!

Finirà, e anche presto probabilmente, ma quest’anno il tempo sta andando davvero oltre ogni aspettativa!

Questa mattina a colazione
Ieri sera dopo cena
Un’ordinaria sera di relax
La nostra veranda dopo il tramonto

* Sì, estati. Perché qui in Svezia l’estate non è definita in base a date fisse, ma sul calcolo delle temperature medie giornaliere. E da inizio maggio, siamo ufficialmente nell’estate meteorologica.

La Svezia mette fine alla sua neutralità

Andava avanti dai tempi del Congresso di Vienna, la neutralità svedese, ma è arrivato oggi l’annuncio ufficiale della fine di questa storica posizione. La vera sopresa, però, è che il Regno delle Tre Corone ha deciso non di allearsi con la NATO (con cui collaborava da diverso tempo), ma di entrare ufficialmente nel Patto di Varsavia, quell’alleanza, che molti ritenevano estinta, incentrata sulla Russia e il Cremlino.

Le motivazioni di questa scelta sono palesi: Putin da continuava da tempo ad inviare aerei e sottomarini a scandagliare i confini di cieli e mari svedesi, e c’era sempre il timore che, prima o poi, sarebbe passato a fatti più concreti. Il pragmatismo svedese ha pensato che se non puoi sconfiggere qualcuno è meglio fartelo amico, ed ecco, quindi, l’inevitabile accordo con l’Orso di San Pietroburgo.

A simboleggiare la nuova alleanza, c’è una prima iniziativa importante: la grande piazza Sergels Torg a Stoccolma, fino ad oggi intitolata ad un misconosciuto scultore, verrà infatti rinominata Moder Rysslands Torg. Si parla anche di un possibile referendum nella città di Kristianstad per cambiarne il nome in Vladimirstad, ma sulla cosa si dovrà, ovviamente, pronunciare prima il Re.

Alla domanda su come la Svezia possa conciliare l’appartenenza all’Unione Europea con l’adesione al Patto di Varsavia, il ministro della difesa Peter Makrill è apparso sorpreso: “Ma non avevamo lasciato l’UE sei anni fa?”

Ovviamente, la rinascita del Patto di Varsavia, alleanza di cui la Russia, essendo tranquillamente in grado di difendersi da sola, era rimasta fino ad oggi l’unica firmataria, apre nuovi scenari geopolitici: in particolare, si spera che, che, finalmente, la Svezia possa essere seriamente presa sul serio al prossimo mondiale.

E a chi parla di “nuova guerra fredda” si può tranquillamente rispondere che oggi è annunciata neve. Fate voi.

Perché?

Immancabilmente, come ad ogni occasione, ho appena esercitato il mio diritto/dovere di cittadino italiano, imbucando il mio plico elettorale per le elezioni del 4 marzo.
La procedura è sempre la stessa, un rituale complesso e quasi messianico che prevede il giusto incastro di buste, schede e tagliandi per evitare di vedersi invalidare il voto.
Il grosso vantaggio rispetto agli elettori residenti in Italia è che noi delle circoscrizioni estere abbiamo la possibilità di esprimere delle preferenze, e quindi ho potuto scegliere dei candidati che mi rappresentano pienamente (chi mi segue sulle reti sociali sa cosa voto, quindi non vi ammorbo anche qui).

Fra l’altro, questo è un anno particolare, perché mi ritroverò a votare sia per il parlamento italiano che, a settembre, per quello svedese.

Sempre immancabilmente, ad ogni occasione mi arriva la grande domanda: “Perché?”.
“Perché tu che te ne sei andato continui ad interessarti di politica italiana quando le cose che vengono decise non ti toccano?”

La risposta è sempre la stessa:

  • perché sono cittadino italiano,
  • perché quello che fa l’Italia in termini di politica estera ha un impatto anche sulla mia vita,
  • perché devo interagire con i consolati italiani,
  • perché ho proprietà in Italia, e, quindi, quello che decide l’Italia in termini di politiche tributarie ha un impatto sulla mia vita,
  • perché un giorno potrei decidere di tornare a vivere in Italia o perché potrebbe farlo mia figlia,
  • perché semplicemente è un diritto e dovere! 

Quindi, lo scrivo qui e mi riservo di spedire questo link a tutti quelli che mi rifaranno la solita domanda. Buon voto a tutti!

Non è la festa degli innamorati

San Valentino (Alla Hjärtans Dag) in Svezia non è (solo) la festa degli innamorati, ma la festa di tutti coloro che si vogliono bene, non necessariamente in termini romantici. Come molte altre celebrazioni, è stata introdotta con fini prettamente commerciali nella seconda metà del XX secolo, ma è ora una festa talmente sentita che persino gli autobus ti fanno i complimenti. Non ci credete?