Parcheggiare

Aree Blu, Zone Traffico Limitato, posteggi per soli residenti, Ecopass e compagnia… in Italia, le questioni realtive ai parcheggi a pagamento, alle congestion charge e a qualunque limite (o costo) imposto all’uso privato dell’auto sono estremamente sentite, e si sente spesso parlare di ricorsi, agguerriti comitati di cittadini, sentenze del TAR e così via.
Sarà che gli svedesi non si sbilanciano mai troppo, ma non riesco ad inquadrare quanto sia effettivamente dibattuta la questione qui in Svezia; vi posso comunque raccontare di come funzionano le cose per la mia esperienza personale.
Di Stoccolma avevo in piccola parte parlato già in passato: c’è un pedaggio urbano (chi non risiede nel centro città deve pagare per entrarvi in auto, con un sistema automatizzato) e tutta l’area centrale e ad altre parti strategiche sono, con tariffe differenti, a pagamento. Avendo usato molto poco l’auto nel periodo in cui ho vissuto lì, non conosco troppi dettagli in più. Quel che è certo è che il sistema funziona, grazie anche all’aiuto di una fantastica rete di mezzi pubblici, e mi sembra essere generalmente ormai accettato da tutti.

La mappa dei parcheggi a Malmö, dal sito del Comune
La mappa dei parcheggi a Malmö, dal sito del Comune
A Malmö le cose non sono poi troppo differenti, fermo restando che qui non c’è mai stata, ovviamente, la necessità di introdurre la tassa d’ingresso.
Tutto il centro cittadino è a pagamento, e basato su un sistema gerarchico di fasce di prezzo, che vanno dal “biglietto blu” (25 corone all’ora) al “biglietto verde” (10 corone all’ora). Le fasce orarie sono solitamente dalle 9 alle 18 (biglietti verde e bianco, sabato) e dalle 9 alle 20 (biglietti rosso e blu) ma alcune aree possono avere fasce più estese (come 0-24 o 9-21). Il sabato è generalmente gratuito nelle aree verde e bianca e parzialmente a pagamento nelle aree rossa e blu. La domenica è gratuita nella stragrande maggioranza dei casi, ma non sempre. In pratica, bisogna controllare zona per zona.
Il pagamento può essere effettuato tramite parchimetro (pagamento anticipato, con monete o carta di credito), sms (molto comodo: mandi un sms all’inizio del parcheggio, uno alla fine e paghi esattamente la cifra necessaria) o con delle app per smartphone. Alcune zone, come vicino all’ospedale, supportano il pagamento con doppia strisciata della carta di credito: la passi una prima volta (impostando comunque una cifra massima) all’inizio e una seconda quando ritiri la macchina, così da non pagare più del necessario. Quest’ultimo sistema vale soprattutto in alcuni parcheggi su aree speciali delimitate (markplan o tomtmark), che hanno regole leggermente diverse rispetto all’ordinario parcheggio in strada (gatumark). L’alternativa a gatumark e markplan è rappresentata, ovviamente, dai garage, che qui si chiamano P-Hus e per le quali si possono sottoscrivere abbonamenti. Le P-Hus sono ovviamente poco economiche per il parcheggio breve, ma possono spesso avere agevolazioni per la sosta lunga.

La cosa positiva del sistema dei biglietti è che è gerarchico: se, ad esempio, hai pagato per un biglietto rosso, puoi lasciare l’auto in sosta (nel periodo di validità) anche nelle aree verde e bianca, ma non (ovviamente) nella più cara area blu.

I residenti? Pagano. Con il tagliandino da residenti (richiedibile online, gratuito e da esporre sul parabrezza) il costo varia fra le 15 e le 25 corone per 24 ore. In alcune vie devi pagare, in parte o in toto, anche il sabato e la domenica. La procedura è semplice: basta ricordarsi di premere il pulsante “boendeparkering” sul parchimetro prima di effettuare il pagamento, e avrai accesso al sistema di tariffa agevolata. Di buono c’è che, se un giorno vai via con l’auto, puoi evitare di pagare (ti basta rientrare dopo la fine della fascia oraria a pagamento), di negativo c’è che la spesa mensile non è comunque indifferente (un residente di una zona ad area bianca che lasci la macchina in strada per un mese si ritroverà a pagare minimo 400 corone) e che ti può capitare di dimenticarti di pagare un giorno, con il rischio di rimediare, ovviamente, il famigerato bigliettino giallo della multa.
Le aree per residenti sono quindici, relativamente grandi: se non trovi posteggio sotto casa hai comunque una discreta zona in cui cercare.

Un altro aspetto di cui tenere conto, quantomeno nelle aree a pagamento, è il lavaggio strade: una sera al mese (due se consideriamo che le strade vengono generalmente divise su due giorni a seconda del senso di marcia) bisogna ricordarsene, altrimenti sono dolori.

Gran parte dell’area comunale è, in realtà, completamente gratuita. Nel preparare questo articolo ho però scoperto che, almeno teoricamente, nelle strade grauite puoi posteggiare per un massimo di 24 ore, poi sei obbligato a spostare la macchina. Dal conteggio sono esclusi domenica, sabato, festivi e prefestivi.
Sinceramente non so quanto strettamente venga osservata questa regola. In passato ho lasciato la macchina per parecchi giorni, ad esempio in occasione di vacanze, in alcune di queste areee, sia a Malmö che a Stoccolma, senza alcun problema. All’epoca, però, avevo ancora la targa italiana.
Su questo forum si legge che può effettivamente capitare di essere multati. Addirittura, pare che gli addetti vengano istruiti a prendere nota della posizione di volante e ruote, e riportarla in eventuali contravvenzioni. Ecco un dilemma in più da considerare per le prossime vacanze…

La regola dei dieci metri
(dal sito di Parkering Malmö)
Bisogna anche stare molto attenti a posteggiare regolarmente, perchè, in quanto a fiscalità, qui non scherza nessuno. Ad esempio, anche se non lo segnalano, non si può mai posteggiare a meno di dieci metri da un incrocio o dalle strisce pedonali. Anche in caso di “incrocio a T” l’intera zona (l’incrocio, dieci metri prima e dieci metra dopo) va evitata. Per queste cose qui, sono davvero severi. Anche il posteggio in senso opposto a quello di marcia è proibito. Ad esempio, molti danesi non lo sanno (a casa loro si può) e, quando arrivano a Malmö, rimediano l’inevitabile multa (che, probabilmente, non pagheranno).

Per un residente, non pagare una multa può diventare un problema serio. Dapprima, se non si salda già dopo che ti hanno rifilato il bigliettino giallo, arrivano due lettere del Transportstyrelsen … se ancora tardi troppo, il tutto finisce nelle mani di Kronofogden, con il rischio di ritrovarti un protesto che ti impedirà di ricevere qualunque credito e persino, in molti casi, di sottoscrivere servizi ed abbonamenti.

L’intero sistema dei parcheggi è affidato ad una società comunale chiamata Parkering Malmö: sono i loro addetti, e non i poliziotti, ad andare in giro per strada e fare le multe a chi non si comporta bene. A differenza che per gli addetti di società equivalenti italiane, hanno pieno potere di contravvenzione in tutta la città, e non solo, quindi, nelle aree a pagamento a loro assegnate.
Per ovvi motivi, questi addetti non sono particolarmente simpatici alla gente, e ultimamente ci sono stati crescenti episodi di violenza nei loro confronti. La Parkering Malmö si è dovuta premurare a scrivere una pagina in cui si spiega, testuale, “può valere la pena di considerare è che dietro l’uniforme c’è una mamma, un papà, un fratello, una sorella, una figlia, un figlio o forse un migliore amico. Una persona normale che fa il suo lavoro”.
Al di là di queste “struggenti” (ehm…) parole, quando mi sono ritrovato ad avere a che fare con alcuni di loro, li ho trovati di una rigidità al limite della stupidità: vedi quella volta che alle 6 e tre minuti aspettavo mia moglie in auto in un posteggio regolarissimo, ma in un giorno in cui era previsto il lavaggio (la fascia inizia proprio alle sei)… sono stato costretto a spostarmi immediatamente nonostante, del lavastrade, non ci fosse proprio l’ombra.

Onestamente, devo dire che il sistema, in generale, funziona molto bene, a differenza di quanto succede in molti comuni italiani in cui si utilizzano pratiche simili. La chiave è probabilmente nella qualità del servizio pubblico di trasporto, che copre adeguatamente tutta la città con frequenze eccellenti anche di notte. Ovviamente ad agevolare il tutto interviene anche la bassa densità popolativa. Quello che è certo è che a Malmö c’è pochissimo traffico (a Stoccolma ce n’è molto di più, ma è comunque risibile rispetto a quello di una grande città italiana), poco inquinamento e si viaggia sempre molto bene, qualunque sia il mezzo.
A Malmö c’è anche uno dei migliori sistemi in Europa di Car Sharing, al punto che abbiamo pensato seriamente di vendere l’auto e cominciare ad utilizzarlo. Eravamo anche arrivati al punto di mettere l’annuncio di vendita su Blocket, ma, per ora, abbiamo deciso di rimandare il tutto in attesa di valutare per bene la vita “på Kirseberg“. Ma la decisione potrebbe comunque venire lo stesso nei mesi a venire…

Le Colline

Se per la stragrande maggioranza degli Svedesi i giorni passati sono stati quelli di Midsommar, per me sono stati giorni di lavoro: l’unico scampolo di festa è stato rappresentato una piacevole (e immancabile) grigliata a casa di amici la sera del venerdi, graziata da un tempo davvero apprezzabile.
A parte questo, il venerdi sono stato uno dei pochi in tutta la nazione a doversi recare in ufficio, mentre nel resto del weekend sono stato impegnato con il proseguimento dei lavori successivi al trasloco, iniziato nel fine settimana precedente.

Quello in cui ci siamo trasferiti è il quarto appartamento in due anni, da quando ci siamo spostati a Malmö. Per fortuna è anche quello che ci piace di più, nonché quello da cui non ci sposteremo per un po´ di tempo, visto che, finalmente, abbiamo ottenuto un contratto di prima mano.

L’area di Kirseberg è appena ad est del centro esteso di Malmö, a 10 minuti a piedi dal punto nevralgico di Värnhem. Per molti versi, pur appartendendo a tutti gli effetti al comune di Malmö, è una vera e propria cittadina nella città, dotata di una particolare anima propria: non è un caso che il nucleo principale si chiami Kirsebergs-staden (staden è il vecchio termine svedese per “città”), a rimarcare il carattere proprio della zona.
Kirsebergs-staden sorge su due colline, cosa piuttosto inusuale per la piattissima Malmö: anche per questo l’area viene chiamata informalmente Backarna, “le colline” appunto.
Il nome Kirseberg (pronuncia approssimativa “scirseberi”) potrebbe derivare dalle piantagioni di ciliegie (körsbär) che un tempo si trovavano sulle colline o da un vecchio verbo, ormai non più utilizzato, che significa “scegliere” e imparentato con l’inglese to choose: pare che gli abitanti della zona eleggessero infatti i loro capi, cosa evidentemente non troppo comune nell’area durante il Rinascimento. Berg vuol dire “montagna”, ma può essere usato anche per “collina”.

Le Colline hanno iniziato a popolarsi in maniera intensiva sulla fine dell’800, diventando un’area per la classe operaia. Accanto alle piccole, e suggestive, casette monofamiliari risalenti più o meno al 1850 sono stati via via costruiti condominî e ville più moderne. Ad un certo punto, il crescente sviluppo della zona ha portato alla conversione in abitazioni della vecchia cisterna dell’acqua: la Tornet (“torre”) è ancora adesso uno degli elementi più caratteristici del panorama locale.
Nel corso del XX secolo Kirseberg ha avuto momenti di degrado: in particolare, negli anni ’70 e ’80 era una zona piuttosto malfamata, in cui pochi volevano vivere. A partire dagli anni ’90 è iniziata la rinascita del quartiere, rinascita che ha portato ad una progressiva valorizzazione dell’area.
Come gran parte di Malmö, escludendo giusto le area più centrali, Kirseberg è un’area multiculturale: il 28% dei residenti (più uno, contando il sottoscritto) è nata all’estero; questo valore è anche quello medio di Malmö. Oggi le Colline sono considerate un posto sicuro, anche se il furtarello occasionale in cantina è qualcosa che, di tanto in tanto, capita ancora.

Fare una passeggiata nella “staden” `può essere davvero intrigante: in particolare, la piccola microarea di Korngatan e dintorni, composta delle piccole casette dell’800 è davvero suggestiva, come può testimoniare una visita virtuale con Google Street View…

Attorno a questa zona ci sono piccoli condomini a pochi piani, più o meno moderni, che danno comunque una gran bella sensazione di vivibilità.
A due passi da casa abbiamo un piccolo supermercato Coop aperto ogni giorno fino alle 10 di sera, e un più grande, ma con orari più stretti, Netto (catena danese abbastanza simile alla Lidl): se si vuole qualcosa di meglio, l’area di Värnhem è decisamente fornita.
Attorno a noi ci sono comunque negozietti, alimentari, fioristi, centri di benessere e altri piccoli esercizi che rendono la zona molto viva. A pochi passi da casa abbiamo anche un pub/ristorante che, nel weekend, offre musica blues e jazz dal vivo fino a tardi. Non abbiamo ancora avuto modo di provarlo, ma l’atmosfera sembra quella giusta.
Dietro casa nostra c’è anche una gigantesca prigione, ma non contiamo di visitarla negli anni a venire. 😀
Uscendo dalla staden, a Kirseberg c’è anche altro: due grandi parchi (di cui uno ricavato dal vecchio e dismesso aeroporto di Bulltofta), piscine, aree sportive e tante altre cose che dobbiamo ancora scoprire. Avremo sicuramente modo e tempo per farlo…

Il nostro appartamento è al “terzo” piano (in Svezia si considera primo già quello che in Italia è il “terra”) di un piccolo edificio risalente probabilmente (ipotizzo) agli anni ´20 del ventesimo secolo. Il tutto è un po’ spartano: non abbiamo ascensore, la cucina è un po’ vecchiotta ma, almeno, il bagno è stato rifatto di recente. Anche la Tvättstuga, la sala condivisa con lavatrici e asciugatrici, è stata rimodernata da poco. L’appartamento è composto da ingresso, cucina abitabile, due camere, un interspazio e una sala con un piccolo terrazzino. Abbiamo finestre su tre lati, cosa che contribuisce a rendere la casa soleggiata. Sopra di noi abbiamo solo la soffitta con i förråd (“scantinati” è la traduzione che mi viene in mente, ma mi sembra strana trattandosi di soffitta), mentre nel seminterrato si trovano la tvättstuga e degli altri, più piccoli, ripostigli.
Nel complesso, anche se ci sarebbero alcuni lavoretti da fare, ci troviamo decisamente bene e sicuramente non abbiamo intenzione di muoverci da qui per lungo tempo.
Per quanto riguarda me, l’unico aspetto negativo è che dovrò contare una decina/quindicina di minuti in più, sia al mattino che la sera, per andare e tornare dal lavoro: già prima, per arrivare nell’area di Gunnesbo (ufficialmente parte di Lund, ma, in pratica, in tergis ad lupos) ci mettevo un’oretta scarsa, ora mi troverò a sforare. Abitare a Triangeln mi piaceva poco, ma era decisamente comodo, dato che avevo il treno a due passi.
Le Colline sono comunque ben servite da un paio di autobus che passano di frequente, anche se in questo periodo dell’anno in cui il numero di corse viene ridotto in maniera sensibile.
Adesso non ci resta che aspettare e vedere se, nei mesi a venire, cambieremo idea: per ora l’impatto è stato molto positivo!

Korngatan in Kirseberg

Eurovision Song Contest a Malmö

Dell’Eurovision Song Contest non me ne può fregar di meno; oggettivamente, però, questa manifestazione sta facendo molto bene a Malmö.
L’accoppiata composta dal Melodifestival (la competizione locale svedese) e dall’ESC è sacra e coinvolge gran parte della popolazione: conosco persino insospettabili rocker e metallari che, in occasione di questi due eventi, si fanno prendere dalla schlager-mania per fare il tifo e scommettere sugli artisti in gara.
Fatto sta che Malmö, in questi giorni sta splendendo: graziata da un clima eccellente (almeno fino ad oggi), con le giornate sempre più lunghe e luminose, la città è invasa di gente (parecchi i tedeschi, in particolare) e le strade del centro sono costellate di eventi musicali e non.

Merito, soprattutto, dell’amministrazione locale, che ha fatto davvero del suo meglio per allestire tutto ciò che di buono si poteva allestire: bancarelle, palchi e strutture di accoglienza varia.
Non mancano, poi, i motivi di orgoglio, come l’invito a bere l’acqua del rubinetto: “una delle più buone al mondo” (nel 2005, un sondaggio stabilì che l’acqua di Malmö era la migliore di Svezia)!

E la gara musicale? Come detto, non me ne frega granché, anche se mi toccherà sicuramente di vedere la finale.
Per ora ho sentito qualche brano sparso, il mio voto andrebbe alla simpatica e caciarona canzone greca.

Musicisti in Lilla Torg
Musicisti in Lilla Torg

Il bel tempo di questi giorni
Il bel tempo di questi giorni

Un concerto, sotto la tenda di Gustav Adolfstorg
Un concerto, sotto la tenda di Gustav Adolfstorg

Il programma di questa settimana
Il programma di questa settimana

Di sfratti e nuovi appartamenti

Ad inizio Aprile, quasi come fosse un pesce, ci siamo visti recapitare una bella lettera da parte dei proprietari dell’appartamento in cui viviamo ora: erano molto contenti di noi, ma la bostadsförening cui appartiene l’appartamento stesso non aveva autorizzato l’estensione del nostro contratto.
Anche in questo caso è emersa una delle peculiarità del sistema immobiliare svedese: come spiegato in passato, il proprietario dell’appartamento è, in realtà, solo proprietario del diritto a viverci (bostadsrätt) e non può quindi disporne completamente a piacimento. Certe operazioni, come gli affitti prolungati, devono essere autorizzati dalla compagnia che è la vera proprietaria del palazzo. La bostadsförening è, normalmente, una cooperativa senza fini di lucro che ha per soci i detentori del bostadsrätt stesso; regolarmente viene eletto dai soci un consiglio che ha il compito di decidere per il bene comune, gestire i soldi derivati dagli “affitti” (termine improprio per descrivere la quota associativa mensile) e prendere decisioni come quella che ha portato al nostro sfratto. Anche eventuali lavori interni strutturali devono essere approvati dalla compagnia.
Questo sistema, piuttosto socialista e di tipo rappresentativo, è sicuramente complicato e astruso, ma almeno ti risparmia, in gran parte, le beghe delle grandi liti di condominio all’italiana.

I sistemi alternativi al bostadsrätt sono sempre quelli dell’hyresrätt (quando affitti un appartamento da una compagnia immobiliare, proprietaria di palazzi) e della proprietà vera e propria, che vale però solo nel caso di villino indipendente.
Se subaffitti un appartamento da un titolare di hyresrätt, o anche solo se lo affitti da un titolare di bostadsrätt, il tuo contratto viene sempre considerato come “di seconda mano” (andra hand), ha durata necessariamente breve ed è molto limitativo nei confronti dell’inquilino.
I tre appartamenti in cui abbiamo vissuto fin’ora a Malmö sono tutti bostadsrätt (generalmente tenuti meglio rispetto agli hyresrätt, dato che il proprietario tende a valorizzarli), che affittavamo appunto i andra hand; la cosa è sintomatica della grande crisi del mercato immobiliare degli ultimi anni: i prezzi per la vendita si sono abbattuti per via delle difficoltà ad ottenere mutui e i proprietari preferiscono cercare di tenere più a lungo i loro vecchi appartamenti nella speranza di trovare il momento favorevole per venderli. Il bene comune, però, tende a privilegiare la situazione per cui chi vive in un appartamento ne sia l’effettivo titolare, così che possa avere maggiore rispetto delle strutture (visto che, tramite la cooperativa, ne è coproprietario) e da avere un rapporto diretto con la compagnia. Per questo, molte bostadsforening pongono un limite alla libertà di affitto e, ad un certo punto, mettono i titolari nella condizione di dover tenere l’appartamento vuoto o metterlo sul mercato.
Peraltro, fino allo scorso febbraio, la bostadsforening decideva il tetto massimo per il prezzo di subaffitto legandolo a quello della quota associativa, mentre solo di recente c’è stata una parziale liberalizzazione che ha portato, in tempi brevissimi, ad un sostanziale aumento delle cifre.

Un contratto di affitto di prima mano è, invece, molto ambito per il fatto di non avere termine, ma richiede spesso tempi di attesa lunghi, soprattutto nel centro delle grandi città. In particolare a Stoccolma, la cosa ha generato l’esplosione di un mercato nero con costi clamorosi e con situazioni al limite della legge (vendere un contratto è sicuramente illegale, mentre l’acquirente rischia sempre di buttare via i propri soldi perché non sempre c’è la garanzia che il cambio di titolarità vada in porto). Per chi non vuole ricorrere al mercato nero, l’alternativa è solo di aspettare; se migliore è la situazione per le periferie, dove i tempi, pur esistendo, si accorciano sensibilmente, per le aree più apprezzate l’attesa può essere invece eterna: clamoroso, ma neanche poco comune, il recente caso di una 64enne che ha atteso ventotto anni pur di avere il suo agognato appartamento nella splendida Strandvägen.

Noi siamo registrati presso diverse compagnie di affitto dall’autunno 2011 ma, fino a questo momento, avevamo sempre rimbalzato contro un muro (“l’appartamento è stato dato a qualcun altro”) ad ogni occasione in cui avevamo segnalato il nostro interesse; questo soprattutto perché cercavamo qualcosa nei quartieri centrali, dove, appunto, i tempi sono decisamente più lunghi.
La lettera di “sfratto” (comunque assolutamente informale) ci ha portati ad allargare i nostri orizzonti, visto che avremmo dovuto trovare il nuovo appartamento entro il primo luglio.
Un po’ a sorpresa, hanno quindi cominciato ad arrivare i primi inviti per partecipare alle visning collettive di appartamenti, riservate solo a una decina di famiglie, le più “in alto” nella lista di attesa. Dopo aver deciso di lasciare andare un appartamento senza neanche vederlo (dato che era in una cittadina limitrofa, mentre noi preferiamo restare a Malmö), abbiamo accettato l’invito per uno nella zona di Kirseberg (pronuncia “Scirseberi”), una delle aree più particolari del capoluogo, appena fuori dalla zona centrale, con un carattere molto definito (ve ne parlerò in un prossimo post) ed un feeling speciale di “cittadina nella città”. L’appartamento ci è piaciuto e abbiamo confermato il nostro interesse ad Heimstaden (la compagnia), anche qui attenendoci di essere in basso nella lista (tutto viene deciso esclusivamente basandosi sul tempo di attesa nella coda della compagnia, a patto che la situazione economica sia verificata) e quindi di vederci rifiutare la richiesta.
Invece, dopo neanche due giorni, ricevo la chiamata dell’agente di Heimstaden che mi dice che l’appartamento è nostro, a patto di inviare una copia dell’ultimo cedolino. Detto fatto, e ieri, in pausa pranzo, abbiamo firmato il contratto: riceveremo le chiavi il primo giugno, anche se c’è la possibilità che dovremo aspettare qualche giorno prima di prendere pieno possesso dell’appartamento per via di alcuni lavori di verniciatura. La cosa, ovviamente, non ci da alcun fastidio, visto che, dopo tre appartamenti dal luglio 2009, avremo finalmente un alloggio stabile a Malmö… Allelujah!

Il Consolato d’Italia a Malmö

Momento MagicoIn seguito ad eventi che non vi sto a spiegare (anche perché non li ho capiti appieno pure io :-P), il Consolato Italiano a Malmö si è appena trasferito all’interno dei locali di una piccola boutique dal nome Italiano e dall’iconografia Francese, dedicata in particolare a vendere articoli da regalo d’ispirazione mediterranea.
Insomma, se avete bisogno di sbrigare pratiche burocratiche a Malmö, date un’occhiata in giro. 😉

…e anche la neve!

Nello Skåne la neve è decisamente meno presente, durante l’anno, che in altre parti della Svezia. Devo dire che l’anno scorso mi sono mancati parecchio gli inverni di Upplands Väsby e Stoccolma, con grandi cumuli bianchi ai bordi della strada.
Nel weekend i fiocchi bianchi sono arrivati anche qui: probabilmente la coltre non durerà a lungo, ma devo dire che, in questi giorni, Malmö e Lund sono ancora più belle!

Tutte le foto di questo blog sono © Daniele Purrone

È arrivato il Natale!

L’albero a Triangeln

Giornata importante, oggi: si da ufficialmente il via al Natale cittadino. Accese le luminarie secondarie e innalzati gli alberi, alle 17 ci sarà ufficialmente l’attivazione dell’illuminazione in Gustav Adolfs Torg.
Quest’anno il Comune ha deciso di investire parecchio in termini di attività, coinvolgendo anche le attività commerciali nella promozione del programma. I negozi sono stati invitati ad attivare le vetrine natalizie proprio a partire da questo weekend.
Speriamo, visto che siamo anche parte in causa, che ci sia un ritorno. 😛

Köpcentra

In questo periodo, a Malmö c’è una vera esplosione dei centri commerciali.
I più importanti mall cittadini stanno infatti subendo profonde ristrutturazioni, per renderli ancora più grandi, moderni, spaziali e scintillanti.

La notizia degli ultimi giorni è l’apertura di Emporia, nella zona di Hyllie. Un centro quasi avveniristico e decisamente impressionante per una realtà relativamente piccola quale è Malmö. L’area del centro occupa 93000 metri quadrati, a cui si aggiunge un tetto con giardino di altri 27000 metri quadrati. Tutto questo è costato la bellezza di due miliardi di corone (circa 230 milioni di euro al cambio oderno), ma, visto il successo dell’iniziativa, non ci sono dubbi che la cifra sarà ripagata in tempi ragionevoli.

Emporia - Bärnstensentrén
Emporia, foto da Flickr (Maria Nyman-Moritz)

L’inagurazione, tenutasi il 25 ottobre (giorno di paga), non è andata però proprio benissimo. Il fumo di uno dei molti ristoranti della corte interna ha infatti fatto scattare l’allarme incendio, portando ad una scena epocale con la veloce evacuazione di circa quindicimila persone.
Polemiche a non finire (gli svedesi si infuriano ancora parecchio quando qualcosa non funziona a dovere), ma tutto è stato comunque gestito bene, tranquillamente e senza incidenti (a parte la scocciatura per chi aveva lasciato la giacca al guardaroba e ha dovuto attendere al freddo). Emporia è riuscita quasi a vantarsi dell’operazione sul proprio sito (“possiamo constatare che tutti i sistemi di sicurezza hanno funzionato secondo il previsto piano di crisi “).
L’incidente è stato comunque dimenticato in fretta: già nel weekend successivo, come ho potuto constatare di persona, Emporia trabordava di gente, al punto di causare anche problemi di traffico nella zona locale. Quasi un inedito, per Malmö.

Ma Emporia non è l’unico grande köpcentrum di Malmö: tanto Mobilia quanto il più piccolo ma centrale Triangeln stanno subendo, in questo periodo, una profonda ristrutturazione, che li porterà ad essere più grandi, moderni ed accoglienti.
La stessa sorte è appena toccata a Caroli (all’interno dell’isola della città vecchia), mentre la colossale Entré, che accoglie chi arriva a Malmö in autostrada dal Nord, è di per sè molto recente (2009).
Insomma, a Malmö, un comune di 300 mila abitanti, sembra che il mall sia davvero la soluzione definitiva per lo shopping.

Inutile dire che i negozietti piccoli, che pure sono ancora parecchio diffusi sul territorio, se la passano sempre meno bene. La boutique di mia moglie, ad esempio, stenta a trovare la sua clientela, nonostante apprezzamenti e recensioni positive sulle riviste specializzate. Ma questa è una storia per un altro giorno…

Divieto di palloncini!

Nel Citytunneln, l’avveniristico sistema ferroviario sotterraneo che unisce la Stazione Centrale di Malmö a quella periferica di Hyllie (con la fermata intermedia di Triangeln) e poi alla Danimarca, è diventato da qualche tempo rigorosamente proibito entrare con palloncini.
Il motivo non è da trovare nella volontà di rendere infelici i poveri bimbi di Malmö, quanto in una serie di incidenti che hanno messo in difficoltà il sistema: le cordicelle dei palloni vaganti, infatti, finiscono talvolta per creare problemi ai contatti elettrici, causando corti circuiti e bloccando completamente la circolazione.

Nell’agosto 2011 un moderno treno X-2000 è rimasto bloccato per due ore nel tunnel, causando grossi disagi a pendolari e viaggiatori.
Altri incidenti e successivi hanno convinto l’amministrazione che era finalmente il momento di fare qualcosa e, una settimana fa circa, è entrato in vigore il gran divieto. I bimbi saranno più tristi, ma il traffico ferroviario dello stretto di Öresund è finalmente salvo!

È proprio vero che, a volte, le cose più innocenti possono causare i danni più inattesi!

Il cartello nella stazione di Triangeln

Kräftskiva e Malmöfestivalen 2012

Quelli di metà agosto sono tipicamente i giorni delle kräftskiva, le grandi feste a base di gamberoni d’acqua dolce.
Come da tipica usanza, gli svedesi si riuniscono per grandi mangiate in cui degustano il crostaceo, crostaceo che, storicamente, veniva pescato in grandi quantità nei primi giorni di agosto.
Oggi, a causa di problemi ambientali e malattie, il kräfta è un animale protetto in Svezia, e la gran parte di quelli che si mangiano sulle tavole svedesi vengono importati dalla Cina e dalla Turchia.

Come spesso capita, la kräftskiva (che è anche la festa che celebra la fine dell’estate) è accompagnata dagli immancabili bottiglini di snaps (la regola vuole che, per ogni gamberone, se ne debba bere un bicchierino), dalle canzoncine tradizionali (gli snapvisa) e dalle inevitabili patate bollite e aringhe.
Tipici della festa sono anche le decorazioni a forma di luna e i cappellini di carta, spesso decorati con disegni del gamberone.

E proprio “la più grande kräftskiva di Svezia” ha dato il via, come da tradizione al Malmöfestivalen 2012.
Migliaia di persone si sono adunate venerdi sera in Stortorget per l’abbuffata, mentre una fantastica band country alternava, dal grande palco, brani del proprio repertorio a riarrangiamenti di simpatici snappvisor.
Per l’occasione, la solitamente rigida polizia svedese, pur dispiegata in forza, ha ovviamente chiuso un occhio sul consumo pubblico di alcool in piazza, proibito per legge.

Kräftskiva in Stortorget

Il cavallo addobbato

Un “festeggiante” con gamberoni e cappellino

Tutto ciò ha dato il la, appunto, al Festivalen, grande evento cittadino fatto di concerti su concerti (nella tenda dietro l’angolo ti può capitare di trovare una big band swing), bancarelle, eventi culturali, un luna park in mezzo alle case, e tanto altro ancora.

And the band plays on.

Peraltro, questi giorni sono anche graziati da giornate splendide con temperature elevate, al punto da potere girare in maniche corte anche di notte, cosa piuttosto inusuale per un paese in cui, quando finisce la luce del sole, bisogna immediatamente coprirsi.
Malmö, nei giorni del Festivalen, offre proprio il meglio di sé: l’atmosfera è rilassata e festiva al tempo stesso, ed è proprio un piacere gironzolare per le strade, magari mangiando un Lángos ungherese, un kebab di cinghiale o un gyros di alce comprati in uno degli innumerevoli botteghini sparsi per la bella Gustav Adolfs Torg.
Come già scritto l’anno scorso, se mai doveste pensare di farvi un viaggio a Malmö, quelli del Festivalen sono sicuramente i giorni migliori!

In giro per bancarelle

Studenten

In questi giorni Malmö, come praticamente tutta la Svezia, è travolta dalle celebrazioni per Studenten, ovvero la conquista del diploma di scuola superiore.
Per le strade si riversa una marea di teenager vogliosi di festeggiamenti e di casino, rigorosamente agghindati con la divisa ufficiale di Studenten (cappello e abito bianco per le ragazze, cappello e vestito elegante per i ragazzi) e simpaticamente, e spesso in maniera autoironica, “orgoglioni”.
Dopo l’adunanza iniziale, a cui partecipano anche i genitori (spesso brandendo cartelloni che mostrano i propri “piccoli” quando erano piccoli sul serio), si da il via ai festeggiamenti in giro per la città.

A seconda del budget, ecco quindi scorrazzare auto di lusso o mega camion scoperti pieni di giovani schiamazzanti e a tasso alcolico decisamente elevato (in questo caso guida un genitore o un amico astemio), prima di finire le celebrazioni con una serata fuori ad un party!
Purtroppo le foto che ho scattato, di bassa qualità, non catturano i momenti migliori, spero che possiate accontentarvi comunque. 😀

P.S.: Mi rendo conto di non aver scritto nulla per oltre due mesi, ma un po’ per mancanza di ispirazione, un po’ per impegni vari, mi è risultato difficile concentrarmi sul blog. In ogni caso, sono successe un po’ di cose interessanti su cui vi aggiornerò nelle prossime settimane.


Aggiornamento del 2 luglio: nel fine settimana me li sono ritrovati tali e quali anche a Copenaghen. Le ultime due foto della galleria qui sopra vengono dalla capitale danese.

Di ospedali e sanità

Se in passato le mie esperienze con l’apparato sanitario svedese non erano state pienamente soddisfacenti, questa volta non posso che parlarne benissimo.
Senza entrare troppo nei dettagli, qualche settimana fa una persona a noi cara ha avuto un grave problema, di quelli per cui si rischia la vita o gravi problemi. Il panico, per noi, è stato totale, ma la risposta dell’apparato ospedaliero di Malmö è stata davvero incredibile sotto ogni punta di vista.
Già la struttura del Pronto Soccorso è qualcosa per cui vale la pena spendere qualche parola: un suggestivo e luminoso edificio futuristico a pianta circolare, ben organizzato sotto ogni punto di vista… ma, per una volta, è del personale che voglio parlare: tutto lo staff si è dimostrato molto umano e sensibile, oltre che notevolmente efficiente dal punto di vista professionale.
Ci siamo sorpresi più volte a vedere come medici ed infermieri venissero a parlarci anche solo per consolarci, con un calore che non ci saremmo aspettati. Forse conta qualcosa l’essere nella trevlig Malmö piuttosto che nella scontrosa Stoccolma, dove, generalmente, si limitano a una più cordiale professionalità e nulla più.
Anche dal punto di vista dell’efficienza, la macchina dell’ospedale ha funzionato alla perfezione: tutte le cure giuste sono state date con la massima tempestività, al punto che il problema era completamente risolto già poche ore dopo, e, nei giorni successivi, gli effetti della malattia si sono completamente riassorbiti.
Al momento la persona è ancora seguita con controlli regolari, gestiti molto bene dal punto di vista organizzativo.

L'ospedale di Malmö, foto di Jochr da Wikipedia

Di una cosa, però, ho avuto conferma in questa esperienza: di come in Svezia si deleghino molte più cose allo staff paramedico, infermieri in particolare. È un male? Visto come hanno funzionato le cose, direi proprio di no. Il medico fa le sue cose specifiche e si concentra solo su quelle, per le altre cose ci può pensare personale che, comunque, è preparato per il suo compito: lo scetticismo tutto italiano ci porta a pensare che ci sia qualcosa che non va se non è il medico (meglio ancora se il primario) persino a cambiarti la flebo. Qui, dalle visite di base alle chiacchierate su malattia, decorso, cure da seguire, si passa soprattutto per gli infermieri. Infermieri che, comunque, ti danno sempre l’impressione di sapere il fatto loro. Molti Italiani, quando arrivano nei paesi del Nord, restano inconsciamente scioccati da queste procedure. La domanda, tenuta per sé o esplicita, è sempre quella: “Ma è possibile parlare con un medico?”. Forse non ce n’è sempre bisogno?

Il pronto soccorso di sera

Malmö a mano armata

Da novembre a oggi, cinque persone uccise con arma da fuoco. Un paio di giorni fa, una mamma rapinata mentre rientrava a casa con il passeggino.
Numeri e situazioni che, magari, in alcune città italiane farebbero ben poca notizia, ma che qui a Malmö stanno scatenando un importante allarme sociale. La gente ha paura e la “sicura” Svezia appare oggi decisamente meno sicura che mai, soprattutto qui nel sud.

Se, fra l’altro, i primi omicidi sembravano legati al mondo delle gang, gli ultimi due hanno riguardato persone incensurate, incluso un quindicenne a cui hanno sparato in testa e nel petto la sera di capodanno.
La Polizia svedese (che, a quel che ho letto qualche tempo fa, sarebbe una delle meno efficienti in Europa, statisticamente parlando, nella risoluzione dei crimini) non sa che pesci pigliare: un team di criminologi è stato inviato a Malmö per cercare di capire se esista un qualche legame fra alcuni degli omicidi, ma, al momento, non è riuscita ad identificare un pattern fra i diversi crimini.
Lo Skåne, fra l’altro, avrebbe anche il poco invidiabile record di armi detenute illegalmente, situazione a cui si cerca invano di porre rimedio da tempo.

Inutile dire che, se le cose non cambieranno in fretta, la situazione finirà per rinforzare la posizione di Sverigedemokraterna: nell’immaginario collettivo la criminalità è, come capita da altre parti, spesso associata automaticamente all’immigrazione (in particolare quella di stampo islamico) e il partito di estrema destra, che già ha nella multietnica Malmö la sua roccaforte elettorale, attirerà inevitabilmente nuovi consensi.

Dal sito di Dagens Nyheter

Il pericolo nell’oscurità

Una cosa che mi ha decisamente sorpreso nel passaggio da Drottningtorget (la zona della nostra prima casa in Malmö) a Triangeln (la zona della “city” in cui viviamo ora) è il gran numero di ciclisti, incuranti di pioggia, freddo e vento.

Un promessa doverosa: il centro di Malmö non è particolarmente dotato di piste ciclabili, quantomeno se paragonato a Stoccolma o altre città del nord.

In Italia i ciclisti si riversano sui marciapiedi, qui sono più civili e vanno in strada.

Il problema è il come: vanno noncuranti di tutto nell’oscurità più totale (anche se non ai livelli di Stoccolma, in questo periodo le ore di buio non mancano), spesso con lumini flebili e altrettanto spesso senza alcuna forma di illuminazione frontale, senza giubbotti ad alta visibilità e il più delle volte vestiti addirittura di nero.

Vederli è il più delle volte davvero un’impresa e, visto che raramente si fermano o rallentano agli incroci, mi sono trovato spesso a dover inchiodare all’ultimo momento per evitare il peggio.

Forse è solo una questione di abitudine da parte mia, ma mi sorprende davvero non poco notare come nella “sicura” Svezia non si prendano provvedimenti davvero elementari in termini di sicurezza. Basterebbero un corpetto e delle luci adeguate per ridurre parecchio i rischi…

E qui ci sono almeno le luminarie...

Mangiare a Malmö

Stimolato dalle domande di Notturno Express (a proposito: per la registrazione della trasmissione potete andare sulla loro pagina di Facebook e scaricare il podcast della terza puntata), eccovi una mini lista di posti in cui io e mia moglie ci siamo trovati bene a mangiare, nel caso vi capiti di fare un salto da queste parti.

Vi ricordo che, in Svezia, i prezzi non hanno sorprese: quello che vedete sul menu pagate, i piatti hanno sempre un loro contorno, l’acqua di rubinetto è inclusa nel prezzo, il pane no (ma nel contorno ci sono quasi sempre le patate, che svolgono una funzione simile).
Quindi, generalmente, ci si può tranquillamente nutrire, a seconda dei posti, con prezzi fra i dodici e i venticinque euro (qualcosa in più se prendete il dessert), bevande escluse.

Paddy’s Bar:
Il mio top assoluto. Piatti svedesi moderni (delizioso il polpettone di cervo e formaggio di capra, molto buoni anche agnello e anatra), ma anche il cibo “da pub” (l’immancabile hamburger, che non ha nulla a che vedere con quello deii fast food) si fa rispettare. Nel weekend dovete assolutamente prenotare.

Mello Yello:
Nella splendida cornice di Lilla Torg, ha tavoli all’aperto dalla primavera fino alla fine di ottobre. Ottimi piatti, sempre in stile “Svezia moderna”, l’hamburger è notevole. Il locale è davvero meritevole per le serate estive, quando si crea un atmosfera davvero suggestiva e speciale.

La Trattoria:
Se proprio non potere fare a meno della Pizza in vacanza all’estero, questo piccolo, ma dalla bella aria intima, posto ha la più buona che abbia mangiato in Svezia. Il gestore è un Siciliano trapiantato da parecchi anni.

Mascot
Situato nel mezzo della multiculturale Möllan (la Soho di Malmö), è ideale per chi ama il cibo da pub o la molto diffusa plankstek (piatto di origine ungherese con carne, purè in stile pomme duchesse e verdure serviti su una tavola di legno). Andateci però d’estate quando potete mangiare fuori, perché all’interno c’è un’irritante musica techno a tutto volume.

Mando
Ottima steakhouse nei pressi di Lilla Torg.

V.E.S.P.A.
Questo ristorante, dedicato al celebre scooter Piaggio, ha più filiali, tutte in quest’area della Svezia. Noi abbiamo provato quella in Västra Hamnen (il bel quartiere residenziale sul mare di Malmö) e ci siamo trovati molto bene, anche solo per la cornice. Le pizze erano ottime, l’arredamento simpatico. Molto poco svedese il fatto che, all’interno, fosse illuminato a giorno: qui si preferiscono, generalmente, luci più morbide.

Un ristorante, invece, dove non consiglio assolutamente di mangiare è un piccolo posto di nome Dal Cuore, vicino alla granda sala cinematografica Filmstaden: fra birre servite calde, cibo fra il passabile e lo scarso e una cameriera che non aveva assolutamente idee di cosa sia il servizio al cliente (e sia chiaro: non parlo di “forma”… In Svezia l’informalità è la norma), la nostra esperienza è stata decisamente negativa.