La posta di Natale

In un mondo sempre più dominato dalla messaggistica in rete, dove persino le buone vecchie email stanno diventando obsolete, c’è una cosa che agli svedesi piace ancora fare: inviare auguri e ringraziamenti tramite posta ordinaria.
Fermo restando che qui le vecchie lettere si usano ancora per molte funzioni burocratiche (ad esempio, ti mandano moduli a casa in posta con una busta preaffrancata da rispedire indietro… tutto tramite posta ordinaria), quella di spedire kort è una vera e propria passione nazionale.

Natale è ovviamente un momento critico: Posten (un’azienda puramente statale, di proprietà congiunta suedo-danese) lo sa bene e organizza da sempre una sorta di canale parallelo per la posta augurale.
In questo periodo vengono infatti messi a disposizione gli julfrimärke, francobolli a costo leggermente ridotto che garantiscono una consegna pre-natalizia, quantomeno se le imbuchi prima della data ultima garantita (che quest’anno è il 16 dicembre). Se spedisci dopo quella data, e vuoi avere la certezza della consegna, devi invece usare la posta ordinaria, leggermente più costosa (7 corone contro le 6,5 del francobollo natalizio) ma più veloce.
Ma anche l’operazione di imbucatura evidenzia l’organizzazione messa in atto da Posten: a fianco delle normali cassette della posta, di colore giallo, ne vengono installate altre di colore rosso espressamente dedicate alla posta natalizia.
Questo permette, appunto, di tenere in piedi il canale parallelo: la posta natalizia viene smistata da personale separato, spesso in sezioni speciali di alcuni uffici postali, non andando quindi ad ingolfare il traffico della, generalmente più urgente, posta ordinaria.

Quest’anno ci siamo uniti alla tradizione, contribuendo quindi alle decine (centinaia?) di migliaia di foto di bambini in costume da jultomte che viaggiano per il territorio nazionale. E, già che c’eravamo, ne abbiamo ovviamente spedite un po’ anche in Europa, pur con costi decisamente più alti e senza alcuna certezza di una consegna prenatalizia, abbiamo deciso che ci piace il rischio! 😉

Attenti alla data!

Stoccolma, Upplands Väsby, Malmö… In questi cinque anni e mezzo, non importa il posto, non importa la catena o il singolo negozio, mi è capitato regolarmente di trovare prodotti scaduti al supermercato. A volte anche scaduti da qualche settimana!
Sinceramente, non ricordo proprio una simile situazione in Italia: per le mie esperienze passate, il trovare un prodotto scaduto era cosa rara, e sicuramente rarissima se la data era passata da più giorni. Ricordo male io?
Mi sembra proprio che in Svezia ci sia molta meno attenzione, da questo punto di vista. Qualche anno fa ci fu un grosso scandalo relativo ad una delle catene più grandi, che ordinava ai suoi impiegati di aprire i formaggi scaduti, tagliare le eventuali parti andate a male, e reimpacchettare il tutto in confezioni senza marca, con una nuova data di scadenza. Situazione, questa, confermatami personalmente da persone che hanno lavorato per quella catena.

Io, quando trovo i prodotti scaduti, li tolgo dal frigo e li mollo da qualche parte, per evitare che qualcuno li possa comprare per sbaglio. Gli addetti dei supermercati mi odieranno. 🙂

Non poteva durare

Come previsto, il neonato governo minoritario di centro sinistra, non è durato e, per la prima volta in cinquant’anni la Svezia andrà incontro a delle rielezioni lampo.

Cosa è successo? Prima di tutto bisogna capire come funziona il sistema del budget di governo. Semplificando di molto le cose, alla fine di ogni anno le differenti forze politiche propongono il loro budget per l’anno a venire, che stabilisce quanto soldi verranno stanziati e, in linea di massima, in quali campi. Una cosa simile alla Finanziaria italiana, con la differenza fondamentale che ogni coalizione propone la sua.

Il sistema svedese, basato su un proporzionale con sbarramento, funzionava bene finché i grandi gruppi erano due ma, ora che sono tre (con gli Sverigedemokraterna a fare da ago della bilancia), tutto è diventato molto più instabile.
E, quello che è successo è questo: il partito di estrema destra ha “violato” la regola non scritta per cui una forza politica o vota il budget della propria colizione o si astiene. Dando il loro appoggio al budget dell’Alleanza di centrodestra, che diventa così maggioritario, hanno messo nei guai il governo socialdemocratico.

Löfven, si è ritrovato di fronte a scelte difficili: governare per come possibile con gli stanziamenti decisi dall’opposizione; rielaborare profondamente la propria proposta per renderla appetibile anche ad alcune forze di centrodestra in una sorta di Große Koalition alla tedesca o (orrore!) negoziare con gli Sverigedemokraterna. Vista la forte convinzione nella necessità di fare riforme che rinforzino il welfare, ha deciso invece di rischiare il tutto per tutto e provare a conquistare una maggioranza più solida a marzo, facendo cadere il parlamento (come da sua prerogativa). Il 29 dicembre ci dovrebbe essere l’annuncio ufficiale delle nuove elezioni.

Inutile dire che, come in tutte le situazioni simili, è partito il prevedibile teatrino delle accuse: l’Alleanza è stata accusata di irresponsabilità di fronte ad una situazione difficile che pregiudicherà la stabilità del paese; i Demokraterna di essere i soliti razzisti che badano solo a quello che interessa a loro; Löfven stesso (un sindacalista con poca esperienza politica ad alto livello) di essere un intransigente purista che ha rotto ogni dialogo con l’opposizione; SD dice che non si asterrà mai di fronte ad un governo che comprenda anche i Verdi e che non faccia abbastanza sforzi per ridurre i costi dell’immigrazione.

Ma che senso ha la scelta di Löfven? E se a marzo si presenterà lo stesso scenario? Löfven spera di no, per una serie di motivi.
Da un lato conta nel fatto che gli svedesi ritengano le proposte dei socialdemocratici effettivamente necessarie; dall’altro conta di un indebolimento dei Demokraterna, tacciati come forza irresponsabile (in Svezia le crisi di governo sono una cosa seria), e privi del loro leader carismatico Jimmie Åkesson, al momento fuori dalla vita politica a causa di un esaurimento nervoso. Il suo vicario, il più rude, Mattias Karlsson potrebbe non avere la stessa capacità di convincere gli elettori meno estremisti.
Una scommessa all’insegna del purismo, quindi: se pagherà è tutto da vedere!

“Natale” a Copenaghen

Sabato è stata per noi l’occasione per una delle nostre gite a Copenaghen, gite che, se non fosse per il costo del ponte e il proibitivo cambio fra corone, ci faremmo molto più spesso.
Se Malmö in questi giorni é stata soprattutto tetra e grigia, la capitale danese è invece illuminata a festa dallo spirito natalizio.
Natalizio?

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Se, generalmente, sono il primo a rimanere perplesso di fronte a un utilizzo così anticipato dei temi festivi, per una volta non mi lamento proprio: qualunque cosa dia vitalità a questo autunno deprimente è solo benvenuta, e passeggiare per l’area dello, Strøget o il mercatino allestito in Højbro Plads è stato un gran piacere.

Alla fine del pomeriggio, abbiamo colto l’occasione per cenare alla Vecchia Signora, posto che, nonostante il nome e l’atmosfera da gobbi, è sicuramente uno dei migliori ristoranti italiani in cui abbia mai mangiato all’estero. La pizza è sicuramente di altissimo livello!

In compenso, su Malmö e Lund è tornato oggi a splendere il sole. Ci eravamo quasi dimenticati di lui!

Accadde a Kirseberg

La vita nella ridente Kirseberg procede eccitante e piena di eventi interessanti.
Ecco alcune delle cose successe negli ultimi mesi nel nostro palazzo e dintorni:

  • Siringhe trovate appena fuori dalla sala lavanderia;
  • La porta del nostro dirimpettaio imbrattata di ketchup (?), quasi come una possibile minaccia;
  • Abbiano sorpreso un tossicodipendente (estraneo al palazzo) a  dormire  strafatto sul davanzale di una delle finestre (chiusa) del vano scale. Inutile dire che ad un certo punto è  anche caduto rumorosamente per terra;
  • Tentativo di effrazione nel nostro scantinato in soffitta. Per fortuna il lucchetto ha tenuto, anche se è rovinato e non riusciamo più ad aprirlo;
  • La polizia nelle nostre scale per raccogliere prove dopo un qualche atto violento;
  • Una macchina data alle fiamme, sotto la finestra del salotto, più altri 7 incendi nella zona nel giro di 48 ore.
  • Ripetuti schiamazzi notturni
  • La polizia spesso sotto il portone di casa: nell’ultima occasione, questo fine settimana, c’erano un auto borghese, tre auto “normali” e una camionetta

Insomma, dopo l’entusiasmo iniziale per il nostro sospirato appartamento di prima mano, siamo nella fase in cui stiamo decidendo il da farsi. La tentazione è di scappare dalla zona, se non da Malmö stessa, anche a costo di tornare a vivere in un subaffitto. Vedremo nei prossimi mesi…

Ketchup (?)
Ketchup (?)
Dopo le fiamme
Dopo le fiamme
Auto incendiata
Auto incendiata
La polizia sotto casa
La polizia sotto casa

Di elezioni, mancate (?) elezioni e atti di guerra

Come preannunciato qualche giorno fa, torno ad avere un ruolo più attivo sul blog, cominciando con un piccolo riassunto di alcune cose importanti di questi giorni.

Con colpevole ritardo, vi racconto della mia prima esperienza come elettore svedese con cittadinanza. Per la prima volta, infatti, lo scorso settembre ho potuto votare non solo per le amministrative, ma anche per il Parlamento.
Rispetto a quanto scritto in passato per altre consultazioni, è cambiata solo una cosa: ho votato in anticipo. In Svezia, infatti, è possibile decidere di andare a votare per parecchi giorni, prima del giorno effettivo delle elezioni. Il mio voto è avvenuto il 12 settembre, nel centro commerciale di Caroli. L’unica differenza rispetto al passato (vedi anche il mio primo post sulle elezioni) è appunto questa: per il resto, assolutamente uguali il senso di informalità e apparente mancanza di segretezza (ho persino espresso il voto in una cabina senza tendina, perché non avevo voglia di aspettare che se ne liberasse un’altra).
Del risultato, forse avrete saputo: dopo otto anni di centrodestra, hanno vinto i Socialdemocratici, ma con una maggioranza decisamente minore rispetto alle europee di primavera. Il primo passo è stato di scaricare i compagni del Partito della Sinistra per formare un governo (di minoranza, come il precedente) con i soli Verdi, più flessibile e disposto a negoziare con i partiti di centro.
I veri protagonisti delle elezioni sono, però, i soliti Sverigedemokraterna, ormai divenuti il terzo partito di Svezia. Questa vittoria sembra però essere costata cara a Jimmie Åkesson, che pochi giorni fa si è sospeso a tempo indeterminato dalla guida del partito per via di un esaurimento nervoso.
Per il nuovo primo ministro Stefan Löfven si preannunciano però tempi duri: mentre il suo predecessore Reinfeldt aveva potuto contare spesso sull’appoggio esterno di Sverigedemokraterna, per lui non sarà così.

Decisamente più sfortunata, a quanto pare, l’esperienza elettorale italiana legata ai Comites. Questi ultimi, originariamente istituiti a metà anni ’80, sono un’istituzione che ha assunto via via un’importanza sempre maggiore a seguito dei tagli sulle spese di rappresentanza consolare e allo smantellamento di buona parte dei consolati. In pratica, un modo del governo per risparmiare, affidando a cittadini non retribuiti il compito di fare da intermediario fra gli altri cittadini e i consolati. Il problema è che la procedura per costituire una lista per le elezioni dei comitati ha dell’assurdo, se pensiamo che siano nel 2014. In pratica, cento persone devono firmare di fronte al console o suo rappresentare sottoscrivendo la lista di candidati. Ora, viste le questioni geografiche, la scarsa disponibilità dei consoli e la poca informazione, questa impresa è parecchio difficile, e il risultato è che la FAIS ha dovuto rinunciare a presentare la sua lista. Non so, a questo punto, se qualcun altro riuscirà a farlo: in assenza di liste non si tengono le elezioni, ed ecco che gli Italiani in Svezia finirebbero col non avere un loro comitato di cittadini.
Oltre al danno (una rete consolare pessima), la beffa.

Infine, chiudiamo con la grande notizia di questi giorni. L’esigua Marina Militare svedese è interamente impiegata da venerdì pomeriggio in una grande operazione di intercettazione fra i fiordi dell’arcipelago di Stoccolma. Pare che una “potenza straniera” abbia infatti inviato dei sottomarini a fare operazioni nei fondali svedesi. Forse una semplice provocazione, forse un intervento per rimpiazzare, aggiornare o riparare le armi e dispositivi di spionaggio che si sospetta essere segretamente installati dai tempi della guerra fredda. Una delle cose degne di nota è il codice deontologico della stampa: dato che non c’è una conferma ufficiale, anche se è chiaro a tutti di chi si tratti, il nome della “potenza straniera” non viene quasi mai riportato apertamente, se non con trucchetti vari (del tipo “i giornali russi non fanno nome della Russia negli articoli sulla caccia al sottomarino”). Dopo diverse provocazioni coi caccia e addirittura una simulazione di attacco nucleare, pare che lo Zar ci stia prendendo gusto e, sicuramente, nei prossimi mesi si riaccenderà il dibattito fra la minoranza che vorrebbe la Svezia nella NATO e chi spinge per ricostruire un esercito e una marina degne di questo nome.

Da DN.se
Da DN.se

Parlare inglese in Svezia: lavoro e comunicazione

A volte mi capita di trascurare il blog per troppo tempo. Ho cose da raccontare, ma un insieme di altre priorità mi tiene sempre lontano. Prometto che, nelle prossime settimane, cercherò di essere più attivo.

Quello che segue è un file che ho scritto per il gruppo Facebook Italiani In Svezia: anche se, fondamentalmente, ripropone cose che ho già espresso su queste pagine (ad esempio qui), mi sembra comunque una buona cosa proporlo anche nel blog, come riassunto della situazione e promemoria.

Comunicare in Svezia: l’inglese, lo svedese e le differenze culturali 

Una delle richieste che molti fanno quando chiedono informazioni a noi residenti in Svezia è “riuscirò a trovare lavoro lì parlando solo inglese?”
La risposta è: “nella stragrande maggioranza dei casi, no. Soprattutto se cercherai un lavoro che richiede un minimo di contatto con il pubblico.”

Anche se quasi tutti gli svedesi parlano inglese, molti di loro si trovano fortemente a disagio nel farlo.

Questo perché per loro la cosa richiede comunque uno sforzo, oltre che il dubbio di esprimersi correttamente e la paura di scatenare incomprensioni da cui possano scaturire conflitti. E nessuno vuole sentirsi in una posizione di svantaggio rispetto all’interlocutore. I datori di lavoro lo sanno, e preferiscono assumere persone che, parlando lo svedese, possano mettere a loro agio gli interlocutori. Soprattutto se parliamo di loro clienti che, altrimenti, potrebbero rivolgersi alla concorrenza.

C’è un altro fattore che i datori di lavoro conoscono bene: persone di nazionalità diverse comunicano, per abitudine culturale, in maniera molto diversa.

Italiano - Svedese

L’infogratica di cui sopra, concepita dal linguista Richard D. Lewis, ne è un perfetto esempio.
(trovate il file completo, con altre nazionalità, qui.)

Il fatto di avere una lingua in comune, come l’inglese, non ti mette al riparo da incomprensioni culturali nel modo in cui le cose vengono dette, soprattutto quando metti a confronto due modi diversi di comunicare come quello italiano (schietto, diretto e rumoroso) e quello svedese (pacato, mediato, misurato).
Quello che per te può essere un comportamento o un modo di parlare assolutamente normale, per uno svedese può essere inopportuno, ineducato, fastidioso o offensivo.

Anche se non sei a contatto con il pubblico, i datori di lavoro sono al corrente di queste problematiche, e potrebbero volere, ad esempio, limitare contrasti o situazioni spiacevoli fra colleghi.
Soprattutto in un paese in cui ai contrasti aperti non sono abituati.

Il fatto che tu sappia lo svedese, al di là della lingua stessa, implica, nella maggior parte dei casi, che tu sia già stato abbondantemente esposto alla cultura, la mentalità, il modo di pensare e di discutere di uno svedese medio. E questo, per un datore di lavoro, può essere sicuramente una garanzia di minori incidenti culturali.

Peraltro, le problematiche di cui sopra potrebbero esprimersi già in fase di colloquio di lavoro, indisponendo il potenziale datore o facendogli/le pensare che tu non sia ancora adatto a lavorare in un contesto svedese.

Poi, sia chiaro, ci sono sempre le eccezioni: ci sono datori di lavoro che non si fanno problemi al riguardo (ma solo perché ritengono di avere l’ambiente giusto perché sia così), ci sono professionalità per cui la questione lingua/comunicazione passa in secondo piano rispetto alle altre capacità richieste o, ebbene sì, ci sono anche quelli che cercano semplicemente persone da sfruttare biecamente e senza regole (situazione per cui la non conoscenza della lingua e della realtà locale da parte del lavoratore diventa persino un vantaggio). Ecco quindi che molti riescono comunque a trovare lavoro sapendo solo l’inglese. Ma sono, appunto, l’eccezione, non la norma. E, a parità di altre competenze, una persona che non sappia lo svedese sarà sempre sfavorita rispetto ad un concorrente che lo parli.

Perciò, se vuoi vivere in Svezia… STUDIA LO SVEDESE!


POSTILLA: tutto quanto scritto qui sopra è, ovviamente, un’aggiunta alla considerazione, più semplice e che davo per scontata, per cui, in ambito, ci possono essere istruzioni (scritte o parlate) solo in svedese. In tal caso ci potrebbero essere incomprensioni se non veri e propri problemi di sicurezza.

Grammar nazi

E, per una volta, un plauso alla Gazzetta per averlo scritto giusto.
E, per una volta, un plauso alla Gazzetta per averlo scritto giusto.
Per la serie “problemi da primo mondo”, romperò le scatole all’infinito ai giornalisti italiani finché non si decideranno a usare Malmö FF (o anche solo Malmö) per indicare la squadra di calcio svedese, al posto dell’orribile Malmoe.

Cito da Wikipedia:

Note that unlike the O-umlaut, the letter Ö cannot be written as “oe”. Minimal pairs exist between ‘ö’ and ‘oe’ (and also with ‘oo’, ‘öö’ and ‘öe’). Consider Finnish eläinkö “animal?” (interrogative) vs. eläinkoe “animal test” (cf. Germanic umlaut). In the case the character Ö is unavailable, O is substituted and context is relied upon for inference of the intended meaning.

Che si decidano a capire che lo svedese non è il tedesco.

Tecnologia consolare

Ieri ho mandato una mail all’indirizzo della Cancelleria Consolare di Stoccolma.
Mi è tornata indietro con questo errore:

Delivery has failed to these recipients or distribution lists:

consulate.stockholm@esteri.it
The recipient’s mailbox is full and can’t accept messages now. Microsoft Exchange will not try to redeliver this message for you. Please try resending this message later, or contact the recipient directly.

Ho riportato la cosa con una battuta sul gruppo Facebook Italiani in Svezia e mi hanno segnalato (grazie Marco!) che è così almeno dal 16 giugno.

Insomma: la casella di posta di un importate consolato è irraggiungibile da almeno due mesi perché è piena.
E nessuno la svuota.

La petizione

Per noi residenti nello Skåne (ma la questione si può probabilmente allargare anche alle altre regioni del sud della Svezia) è attualmente in corso una petizione per richiedere di potere utilizzare i servizi consolari danesi.
Se vivete anche voi qui o se anche solo simpatizzate per noi, potete firmare al link qui sotto e/o condividere la petizione. Ovviamente, se a qualche altro blogger italo/svedese (e non) va di dare una mano, la cosa ci farebbe un gran piacere.

Petizione | Possibilità per gli Italiani residenti in Scania sud della Svezia di utilizzare i Servizi consolari di Copenhagen. | Change.org.

All’attenzione di:
Ambasciata Italiana di Stoccolma
Ambasciata Italiana di Copenaghen
Ministero degli Affari Esteri

In Scania, la regione meridionale della Svezia, risiedono migliaia di cittadini italiani.
Questi cittadini dipendono in tutto e per tutto dai servizi consolari di Stoccolma, città distante parecchie ore di auto o treno.

Un cittadino italiano residente a Malmö (capoluogo della Scania) che debba svolgere pratiche per cui il consolato onorario non è sufficiente è costretto a prendere giornare di ferie e sostenere costi elevati per recarsi nella capitale.

Copenaghen è a mezz’ora da Malmö, ed è quindi molto più facilmente raggiungibile, con costi contenuti.
I cittadini italiani residenti in Svezia vengono però regolarmente respinti dalla cancelleria consolare della capitale danese in quanto “non di competenza”.
Accettare quantomeno i residenti della Scania sarebbe invece doveroso. I cittadini di Regno Unito, USA, Francia, Germania – e tante altre nazioni – che risiedono nel sud della Svezia vengono regolarmente accettati dalle rispettive cancellerie consolari di Copenaghen senza dovere fare viaggi assurdi. Non si capisce perché, nel 2014, non sia possibile organizzare qualcosa di simile anche per i cittadini Italiani.

Richiediamo quindi di potere utilizzare i servizi consolari a noi più vicini, perché l’apparato statale sia al servizio del cittadino, e non viceversa.

C’è da spostare una macchina!

"entro il 5 agosto" (questa mattina era ancora lì, in ogni caso)
“entro il 5 agosto” (questa mattina era ancora lì, in ogni caso)
Nell’ultimo periodo, su molte auto parcheggiate nella mia zona è sbucato un minaccioso adesivo arancione che dice “spostala entro il giorno tale o te la rimuoviamo a tue spese”, accompagnato da una multa.
Le auto sono, nella maggior parte dei casi, posteggiate regolarmente, senza alcuna irregolarità apparente.
Il problema è un altro: come spiegato in passato, quando il posteggio è gratuito, a Malmö si ha l’obbligo di spostare la macchina ogni 24 ore.
Questo obbligo non è generalmente osservato in maniera stretta, ma evidentemente le cose hanno preso una piega fastidiosa: se, in queste ultime settimane, andare nelle zone centrali in auto è stata una pacchia, con tantissimi parcheggi liberi, posteggiare sotto casa ha spesso portato a dover girare a lungo prima di trovare un buco disponibile (e sia chiaro che io non ho problemi ad accontentarmi anche di buchi molto piccoli).
In pratica, tanti cittadini delle aree centrali sono andati in vacanza e hanno pensato bene di lasciare la macchina in aree più periferiche, dove non solo non devono pagare ma non hanno neanche il limite massimo (certificato dal tagliandino esposto sul cruscotto) di due settimane.
Non ho idea se il Gatukontoret abbia agito di sua iniziativa o se ci sia stata una qualche delazione da parte di cittadini residenziali esasperati per la mancanza di posti disponibili, fatto sta che, appunto, ultimamente sono sbucati fuori gli adesivi di cui sopra.
Non so neppure, peraltro, se gli addetti al traffico abbiano fatto selezione, limitandosi a colpire solo i non residenti dell’area (insomma, quelli che hanno fatto i furbi) chiudendo un’occhio per quelli che effettivamente abitano in zona.
Se così non è, questi nuovi sviluppi fanno scattare l’inevitabile domanda: dove la lascio l’auto quando vado in vacanza? I residenti delle zone centrali possono lasciarla sotto casa a tariffa stra-agevolata per due settimane, noi avremmo il limite delle 24 ore.
Problemi da primo mondo… 😀
Ed ecco la multa. Il bigliettino è giallo e impermeabile... per l'occasione si è ripiegato su se stesso mostrando solo il lato bianco.
Ed ecco la multa. Il bigliettino è giallo e impermeabile… per l’occasione si è ripiegato su se stesso mostrando solo il lato bianco.

Scoprire cose nuove

10352273_10202940590408347_997573685707094391_nIeri, per cercare di sfuggire alla torrida estate svedese, siamo andati a Skanör, gran bel posto di villeggiatura nel sud dello Skåne.
Mentre mi stavo incamminando lungo il lento declivio marino (temperatura dell’acqua: 23 gradi), mi sono ritrovato completamente circondato da meduse. Tornato a fatica sulla riva cercando di evitare ogni contatto, mi sono chiesto come facessero tutti gli altri a correre, nuotare e giocare a palla senza alcun problema in un mare pieno di meduse.
Ho chiesto e mi hanno risposto: quel tipo di meduse non brucia. Nella mia ignoranza, pensavo che tutte le meduse fossero pericolose, invece queste sono piuttosto comuni qui e non danno fastidio.
Fare il bagno alle sette di sera è stata una cosa meravigliosa: l’acqua era ancora calda ed era un vero piacere stare immersi. Adesso, però, spero sinceramente che le temperature si riabbassino! 😀

La spiaggia di Skanör (foto di questa primavera)
La spiaggia di Skanör (foto di questa primavera)
Il porto di Skanör (foto di questa primavera)
Il porto di Skanör (foto di questa primavera)

In compenso, fra le cose belle da segnalare, c’è il saluto al sole da parte di Malmö.
Da qualche anno a questa parte, nel mese di luglio, si tiene a Västra Hamnen una manifestazione chiamata Goodnight Sun: concerti acustici per accompagnare il tramonto, in una cornice davvero suggestiva.
Ecco alcuni momenti da una serata di quest’anno:
Goodnight Sun 2014 - concerto
http://instagram.com/p/qzgLYov3dI/
http://instagram.com/p/qzhEzgv3ek/
Goodnight Sun 2014

E un paio dall’anno scorso:
Goodnight Sun 2013
http://instagram.com/p/bt7loVP3Q8/

Due sabati

Approfittando dell’estate svedese, abbiamo dedicato gli ultimi due sabati ad escursioni a basso costo in due apprezzate località turistiche scaniche, Mölle e Båstad.

Mölle

Mölle, sulle pendici del promontorio di Kullaberg, è un altro di quei piccoli borghi originariamente devoti alla pesca e poi evolutisi in apprezzato luogo di villeggiatura. Adorata dai tedeschi (a inizio ventesimo secolo c’erano addirittura treni diretti da Berlino), è una cittadina affascinante e suggestiva, la cui vista è dominata dallo spettacolare Grand Hotel. Nonostante una giornata nuvolosa, siamo riusciti a godercela grazie ad una temperatura piacevolissima.
Alle spalle di Mölle giace la riserva naturale di Kullaberg, che abbiamo esplorato velocemente nel tardo pomeriggio, scovando un luogo suggestivo come la mini spiaggia di Ransvik.

Ransvik
Ransvik pier

Sempre nei pressi di Mölle si trovano il castello di Krapperup e un caratteristico café di nome Flickorna Lundgren. Se il primo è il tipico castello svedese, le cui parti più interessanti sono il giardino e l’aia esterni, il secondo è un posto con un che di magico, che serve dolci davvero deliziosi.

Krapperup Castle
Flickorna Lundgren

In serata, ci siamo poi lanciati in una mini spedizione lampo nella vicina Ängelholm, ma lì, più che il bel centro, non abbiamo visto praticamente nulla.

Due giorni fa, invece, è stata la volta di Båstad. Nota agli appassionati sportivi per i Swedish Open di tennis, la cittadina offre sensazioni decisamente diverse rispetto al feeling caratteristico di Mölle: la parte vicino al porticciolo è dominata dalla spettacolare arena tennistica e da hotel e ristoranti moderni, mentre nella periferia si trovano ville lussuose con splendida vista mare. Sarà che vi siamo capitati, senza saperlo preventivamente, negli ultimi giorni della manifestazione, ma anche il tipo di turisti presenti ha dato sensazioni differenti: decisamente più in tiro e “stoccolmese” (inteso, in particolare, come stoccolmese di Stureplan, il quartiere posh della città) rispetto a quello visto in Mölle o Grebbestad.
A fare la differenza in Båstad è sicuramente la bella spiaggia: mai come sabato, in una giornata perfino troppo calda, ho rimpianto di non essermi portato dietro il costume da bagno!

http://instagram.com/p/qoub2ov3Rc

Come molte altre spiagge svedesi, anche quella di Båstad è dominata dalla Kallbadhuset, una costruzione posta in mezzo al mare in cui è possibile cambiarsi per poi immergersi direttamente in acque abbastanza profonde (il declivio, da queste parti, è generalmente piuttosto lento). Molte Kallbadhus includono anche una sauna, per coloro cui piace alternare le due sensazioni.
http://instagram.com/p/qpUQA-P3Ti
http://instagram.com/p/qpVA0Hv3Um
Båstad in the evening
Anche il porticciolo di Båstad è particolarmente bello, pieno di locali, negozietti ed altro ancora. Certo, in qualche modo, però, sembra mancare quel feeling speciale che pervade posti più sinceramente caratteristici. Purtroppo, però, non abbiamo avuto il tempo di visitare i Giardini di Norrviken, che ci hanno detto essere splendidi, e probabilmente torneremo un giorno solo per questi.
http://instagram.com/p/qo8qBMP3Z8/

Una curiosità: tanto da Mölle/Kullaberg quanto da Båstad partono due strade note come Italienska Vägen (“La Strada Italiana”) per via del loro inerpicarsi su promontori a ridosso del mare. E, in particolare, quella di Kullaberg mi ha proprio dato, a tratti, l’impressione di trovarmi quasi in Liguria. Una sensazione quasi surreale!

Italienska Vägen con Mölle negli anni '50 Foto di pubblico dominio.
Italienska Vägen con Mölle negli anni ’50
Foto di pubblico dominio.

Chi non risica…

Lo scorso inverno mi sono giocato una nuova grande scommessa della mia vita: con una bimba in arrivo, ho rinunciato ad un impiego a tempo indeterminato con Atea per accettare un contratto di sei mesi in Qlik.
Le motivazioni erano molteplici: il livello tecnico del lavoro da consulente in Tetra Pak era troppo basso rispetto alle mie competenze e capacità, lo stipendio era sotto la media e, come consulente, ero comunque un lavoratore di “Serie B” rispetto ai colleghi direttamente assunti da Tetra Pak.
Ovviamente è stata una decisione che ho dovuto ponderare per bene, ma quando è stato il momento ho deciso di correre il rischio. La possibilità di essere confermati era comunque concreta e, a pensarci, un qualunque contratto standard svedese prevede comunque un periodo di prova di sei mesi, che può essere concluso in qualunque momento senza motivo.

Questi mesi in Qlik sono stati magnifici: il lavoro mi piace parecchio, ho uno stipendio vero, le mie capacità sono apprezzate e i colleghi sono meravigliosi. Mi trovo immerso in una vera realtà multiculturale con persone provenienti da tutto il mondo. La lingua utilizzata nelle conversazioni (ma anche nelle comunicazioni ufficiali) è l’inglese: lo svedese si utilizza solo quando si ha la certezza che nessuno abbia problemi di comprensione, cosa che favorisce l’inserimento di tutti. In Svezia questa è l’eccezione.
Insomma… Se la fortuna aiuta gli audaci, nel mio caso ha proprio colto nel segno.

Ieri la conferma ufficiale: ho firmato il contratto che trasforma il mio impiego temporaneo in uno a tempo indeterminato.
E sono un lavoratore felice.

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La costa ovest

La settimana scorsa, per celebrare il nostro quarto anniversario di matrimonio, ci siamo presi una minivacanza di due giorni sulla västkust, uno dei tratti più suggestivi della Svezia.
In particolare, dopo una breve tappa a Gotemburgo, abbiamo passato la sera nella splendida Grebbestad, villaggio sperduto di pescatori che è anche una rinomata meta turistica.
http://instagram.com/p/p02vPhv3VG
http://instagram.com/p/p1IwZKP3bT
http://instagram.com/p/p0zeOtv3Rz
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Il giorno dopo, sulla via del ritorno, ci siamo fermati anche a Fjällbacka, altro magnifico borgo caratteristico.
http://instagram.com/p/p1S5u3P3bJ
Fjällbacka
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La Costa Ovest è la parte della Svezia che, vista anche la vicinanza, è più simile alla Norvegia, con fiordi che lasciano senza fiato. In tutta sincerità, nonostante il tempo non proprio clemente, ci abbiamo lasciato il cuore, quindi contiamo di tornare quando il tempo e i soldi lo permetteranno. Purtroppo, le foto di questa pagina non rendono giustizia ai luoghi.
Anche Gotemburgo, nella breve toccata e fuga, ci è piaciuta parecchio e ha confermato quello che si dice: la Svezia, oltre a Stoccolma, ha una sola vera grande città. Ed è anche a suo modo molto bella e vitale: prima o poi torneremo per godercela con più calma.